QUALE RIFORMA ELETTORALE?

Gentile direttore, sta diventando seccante il tira e molla tra i partiti a proposito della riforma elettorale. Uno dei sistemi democratici credo, sia quello proporzionale anche senza sbarramento. E’ stato fatto di tutto, fino alla cosiddetta “porcata”, per cercare stabilità di governo ma non è servito a nulla, la certezza della inamovibilità ha fatto solo danni e gli scandali che emergono ed emergeranno ne sono testimonianza. Stabilità ha pure voluto dire il raddoppio di stipendi e benefit ad ogni alzata di gamba di cane arrivando a depredare l’Italia come non mai. Un buongoverno sono convinto si ottenga togliendo ogni possibilità di arricchirsi ai Parlamentari: niente rimborsi elettorali, niente sussidi ai giornali di partito, niente stipendi stratosferici ma semplicemente allineati a quanto è giusto percepisca un buon manager, se fa bene il proprio compito e per il solo periodo della carica.
Controllo patrimoniale prima e al termine del mandato anche ai parenti, responsabilità diretta nei casi di colpa o dolo, curriculum e promesse con programmi a tutti su internet, così da non necessitare di spese o rimborsi. Faranno inoltre politica solo coloro che avranno programmi chiari e avranno studiato per farla, a fronte di uno stipendio adeguato ma non esagerato. Le maggioranze si formeranno di volta in volta sulla base di ciò che sarà giusto far passare e quando non sarà più possibile governare, si tornerà alle urne perdendo il posto; mai più voti sulla fiducia, verifica che comunque dovrà esser richiesta dal Capo dello Stato quando vi saranno i segnali di ingovernabilità. Massima trasparenza attraverso internet su chi e cosa è stato votato, guadagnato, speso e dove vanno a finire i soldi. E chi teme per la privacy non pensi a candidarsi ma scelga di fare un altro lavoro!

Cordialità
Paolo Pagliani