Lettera aperta al “il Portico”

best_computer_backpackIl portico
Il mensile riportato nel titolo, ha una tradizione ormai decennale, attualmente come molti di questo settore sentono la crisi, le ditte in difficoltà che prima sponsorizzavano si sono ritirate e altri fattori che io non sono in grado di descrivere. Però voglio rilevare una cosa, quasi tutta la popolazione, se ha un evento una foto, lo pubblica su detto, sul singolo cittadino che va a fare un articolo ho pubblicare una fotografia al 99% non gli è chiesto il contributo e da parte mia penso che tale foto o articolo del privato serva anche per chiudere quei buchi di riempimento della pagina.
La mia idea sarebbe questa, le associazioni dei volontari a Novellara sono circa novanta, in più vi sono delle pagine consolidate quelle del PD dell’amministrazione comunale e altre………..
Se dette danno 100/150€, cadauna in base all’introito fa una bella sommetta. La festa del pesce gestita dal PD, è svolta 2 volte l’anno, e una serata è dedicata alla solidarietà, una delle due la dedicano al sostegno del PORTICO.
Se dopo si pensa, che questo giornale abbia finito o non abbia più la necessita di esistere.
Visto che  abbiamo perso anche NOVELLARA NOTIZIE.
Sono del parere che detto deve sopravvivere, è un giornale che ti tiene aggiornato su quanto succede o succederà nel tuo comune.

Massimo Pacchioni

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Lo stesso rigore per tutti

Mario_Monti_spread

In questo periodo molto difficile per il lavoro, per l’andamento generale di tutti i settori della nostra economia, mi è sorta spontanea una domanda, un quesito che vorrei porre davvero ai nostri politici, ai nostri “governanti”, così tanto illuminati da mostrar sempre la faccia buona in periodo di campagna elettorale. E mi rivolgo soprattutto al nostro caro presidente del consiglio “Monti”, salvatore della patria per un anno e mezzo, sostenuto da tutte le forze politiche per un interesse comune, quello dell’Italia. (l’espressione salvatore della patria è volutamente ironica) Leggendo i dati sempre più allarmanti del mondo del lavoro, aziende sempre più in difficoltà, ma soprattutto artigiani e piccole imprese chiuse nella morsa di questa maledetta crisi economica, aziende che devono pagare giustamente i propri debiti verso lo Stato ma che poi non si vedono allo stesso modo corrisposti i propri crediti dallo Stato stesso, alimentando così sentimenti di ingiustizia e intolleranza verso quello sterminato mondo di balzelli racchiusi sotto la parola “tasse”, tra l’altro necessarie per garantire adeguati servizi e assistenza sanitaria in uno stato civile e moderno come la nostra Italia (sarebbe bello fosse davvero così…), mi sono chiesto tra me e me se tra le competenze di un presidente del consiglio presente e che si candida come capo di una coalizione improvvisata, ci sia anche la garanzia che le regole siano valide e applicate nei confronti di tutti. Quindi mi chiedo, se lo stesso zelo applicato quotidianamente dalle strutture statali dedite al controllo dell’evasione fiscale nei confronti di quelle piccole aziende e piccoli artigiani, che rappresentano la vera spina dorsale dell’Italia, sia applicata anche nei confronti del mondo del calcio. Rimango impressionato quando leggo sui giornali i bilanci “in rosso” delle società professionistiche. Leggo di società di calcio con debiti di milioni e milioni di euro, ma che però si permettono di continuare a comprare giocatori pagandoli fior di milioni. Allora mi chiedo, ma da dove vengono tutti quei soldi ? ma il nostro governo è vigile su questo fronte ? oppure come capita spesso, e come la storia degli ultimi anni ci ha mostrato, a pagare sono sempre i soliti, i più deboli e soprattutto quelli che poi non hanno i mezzi per “ribellarsi” e quindi scelgono di star zitti ? Mi chiedo, è forse più comodo per lo Stato applicare alla lettera e in modo quasi maniacale le tante norme anti evasione nei confronti dei piccoli artigiani rispetto a esaminare e chiedere conto dei bilanci così “strani” delle società di calcio ? Intendiamoci… le norme è giusto che ci siano e siano pienamente rispettate. Ma il rigore nel controllo, dovrebbe essere altrettanto egualitario, piccoli e grandi che siano. Se penso a quante situazioni potrebbero migliorare, a quante aziende sane si potrebbero aiutare, quindi di conseguenza quanti operai e onesti lavoratori potrebbero continuare a portare a casa un degno stipendio, se solo si esaminassero a fondo e si chiedesse conto dei “fantamilioni” sperperati nel dorato mondo del calcio. Mi rivolgo al presidente del consiglio Monti, ma anche a tutti i politici che in qualche modo possono avere accesso alle “stanze del potere”, è possibile sapere perché una società di calcio può avere 200 milioni di euro di debiti senza che lo stato possa batter ciglio, mentre un artigiano è costretto a pagare l’Iva sulle fatture emesse prima ancora di aver ricevuto il pagamento di quelle fatture dallo Stato stesso ? Il signor Monti che tanto si erge a “paladino della giustizia e dell’equità sociale”, si sta comportando allo stesso modo coi grandi e coi piccoli ? Mi auguro tanto che i miei quesiti siano solo frutto della mia poca esperienza nella materia, ma che in realtà siano tutti sbagliati, e che lo Stato si comporti allo stesso modo nei confronti di tutti…

Paolo Bigi