La Partita del cuore 2013. La squadra del Sindaco vince la partita del decennale.

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Ormai da vent’anni la Partita del cuore caratterizza la fine della scuola e l’inizio delle vacanze natalizie. In questo lungo periodo, in cui si sono succedute due amministrazioni, quella di Calzari e di Daoli, la squadra degli insegnati e quella degli amministratori si sono sfidate sul campo da pallavolo, davanti agli occhi attenti degli studenti della Scuola Media, che hanno sempre pensato che il risultato fosse scontato.
Quest’anno, però, la squadra dell’Amministrazione (Gelosini, Salmi, Manfredini, Tondelli) che era capitanata da Raul Daoli, supportata da un folto gruppo di giovani della nostra Parrocchia (Bonini, Daolio, Patroncini, Pecorini, Sberveglieri) e da due mamme pallavoliste (Gatti e Zanardi), ha sbalordito tutti riuscendo a strappare una vittoria per 25 a 22 alla squadra formata sia dagli alunni delle classi terze che dai Prof. (Leoni, Copreni, Faraci, Ruscelli, Lucenti, Jimenez).
Al termine del mandato dell’amministrazione di Daoli, la Scuola media si sente in dovere di ringraziare sentitamente tutti quegli amministratori, che in questi anni si sono generosamente esibiti sul campo per questa iniziativa, che ricordiamo sempre, ha come scopo quello di educare alla solidarietà con chi vive in condizioni di disagio e necessità. Infatti quest’anno i fondi raccolti verranno devoluti alla scuola di Tsarafara in Madagascar e in parte alla nostra scuola.
Per concludere, vogliamo anche ricordare che, grazie al gentile invito della Dirigente Agnese Vezzani, un gruppo di studenti di terza si è recato a Reggiolo, per proseguire la sfida che è stata avviata l’anno scorso con gli alunni della scuola del comune confinante. Speriamo che anche questa iniziativa, che ormai è stata denominata il “Derby del cuore”, possa continuare ed avere lunga vita come la Partita del cuore.

Maria Leoni

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Diventare famiglia: le relazioni di ogni giorno

Vanna Iori

Sabato 19 gennaio, presso la Scuola Materna “Lombardini” di Novellara, dalle ore 18,00 alle ore 20,00 circa, si è svolto una importante conferenza tenuta dalla prof.ssa Vanna Iori, docente dell’Università Cattolica di Milano ed esperta di relazioni famigliari. Il tema dell’incontro è stato “Diventare famiglia: le relazioni di ogni giorno”. Le famiglie di Novellara hanno risposto in modo corale all’invito e il salone della scuola materna era colmo di genitori interessati mentre i bimbi potevano usufruire di un servizio “baby sitter” appositamente predisposto. Dopo una breve presentazione la Prof.ssa Vanna Iori ha iniziato l’incontro che tenteremo di riassumere per punti. Durante la prima parte si è analizzata la fase costitutiva della coppia per “svelare” l’inganno della ricerca dell’anima gemella e/o di una relazione statica e immutabile che resta un’utopia. In realtà la coppia cresce in un amore che tende a gemellare le due parti e di fatto, questa tensione all’unità, porta ad una evoluzione del rapporto che è l’antitesi della immobilità. Le differenze che alimentano una coppia sono delle ricchezze e non delle minacce o dei pericoli e queste diversità gettano le basi di una continua evoluzione e un conseguente investimento che i singoli debbono mettere in atto continuamente per “gemellarsi”. Dopo la prima parte introduttiva la professoressa si è focalizzata sul rapporto ragione/emozione ricordando alla platea che “noi conosciamo non solo con la ragione ma anche con il cuore” (B.Pascal). L’importanza di una educazione dei sentimenti, in questa realtà così fortemente “mediaticizzata”, è emersa in modo inquietante; l’educazione agli affetti viene delegata spesso ai reality show che spettacolarizzano e a volte dissacrano la preziosità e la purezza della sfera emotiva. I sentimenti forti come la rabbia possono essere delle chiavi di lettura dello stato del rapporto della coppia/famiglia e se vissuti in modo corretto, nel rispetto reciproco, aiutano nel cammino di crescita. La tenerezza, in contrapposizione con la rabbia, può evitare danni irreversibili alla coppia e se coltivata, diventa un’espressione felice dell’amore che viene vissuto. Occorre poi una capacità nell’identificare le proprie necessità, imparando a chiedere, a domandare, senza obbligare. Questo può evitare i deterioramenti silenziosi dei ricatti; interpellando si impara a costruire un dialogo fecondo. La relazione fra rabbia/tenerezza, domanda/dialogo ha condotto poi la relatrice verso un’ approfondimento di alcuni motivi per cui le coppie possono andare in crisi. Si è partiti dalla crisi del primo figlio, le ingerenze delle famiglie d’origine, il “darsi per scontato”, la competitività. La crisi odierna della famiglia italiana passa anche attraverso una riduzione costante del numero di figli per donna feconda ora giunto ad 1,4.  I genitori intrattengono difficilmente rapporti sociali con l’esterno, i figli (essendo per lo più unici) si relazionano principalmente con i nonni e tutto ciò rende evidente che le famiglie sono sempre più sole ed isolate. Con la scusa della privacy e del rispetto si è approdati all’indifferenza e alla noncuranza; la tendenza poi a nascondere le difficoltà insite nella famiglia crea la sindrome “dell’Iceberg” in cui il disagio reale resta sommerso e celato alla società per nulla interessata ai piccoli problemi che vengono manifestati verso l’esterno. Le coppie allora “deflagrano” e spesso i figli diventano un oggetto di contesa e vengono coinvolti nel conflitto anzichè essere tranquillizzati sull’amore dei due rispettivi genitori. Un altro tema toccato dalla prof.ssa Iori è stato l’educazione dei bambini e la necessità di avere degli adulti autorevoli e credibili. L’accreditamento verso i propri figli non lo si ottiene attraverso la TV e le “super-tate” che ci vengono frequentemente propinate bensì attraverso un cammino di relazione e di capacità di gestione dei conflitti che sfocia nel prendersi cura “empaticamente “ dell’altro preoccupandosi di “sentire con il cuore dell’altro”. Al termine della relazione il pubblico ha poi avuto modo di porre diverse interessanti domande di approfondimento che sono state un’ulteriore ricchezza per gli uditori. Un caloroso e convinto applauso finale ha concluso i lavori di questo interessante evento. L’auspicio che viene posto in essere dopo questa conferenza è che si instauri sempre di più una promozione di fiducia nelle famiglie e fra le famiglie attraverso spazi di condivisione.

Partita del cuore

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Risultato piuttosto deludente per gli amministratori locali di Novellara che ieri pomeriggio hanno sfidato le forze dell’ordine in occasione della partita “Un calcio alla malavita in ricordo della strage di Capaci” organizzata dall’assessore all’associazionismo e volontariato Salmi Youssef. La competizione di calcetto si è chiusa con un 5 a 12 a favore delle forze dell’ordine, ma non ci si è soffermati molto sui gol subiti o realizzati perché l’incontro si svolgeva per ricordare il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo ed i tre agenti della scorta (Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro) caduti proprio vent’anni fa nell’attentato a Capaci. Solidarietà e fair paly hanno reso la giornata speciale ed in molti tra il pubblico hanno notato come la partita si sia svolta sotto un bellissimo arcobaleno, simbolo di speranza e di serenità.