Cose da fare e da vedere a Novellara

Mauro Storchi -029-aL’amministrazione comunale è lieta di confermare che la scultura/presepe realizzata da Silvano de Pietri resterà esposta nella Piazzetta del Borgonuovo (nel pieno centro cittadino) fino alla festa di S. Antonio.
L’artigiano Silvano De Pietri, che vive e lavora alla Bernolda, ha realizzato questa scultura, intitolata “Le radici di Novellara” scolpendola da una radice di acero recuperata in discarica. A colpi di motosega ha inciso la Rocca dei Gonzaga, la Chiesa della Bernolda e la Chiesa di S. Stefano, i simboli e punti di riferimento per l’identità di Novellara.
L’artigiano, che ha appena ricevuto un riconoscimento dalla Camera di Commercio per i suoi 46 anni di attività, continua a stupire e meravigliare tutti con le sue sculture. La prima, realizzata nel 2010 è stata un crocefisso, poi donato al Comune di Novellara e posizionata a fianco alla Chiesa della Bernolda, qualche mese dopo incise una simpatica ciocciola, simbolo della rete Cittaslow di cui Novellara fa parte.
De Pietri, con la sua fantasia e disponibilità continua a confermare l’attaccamento alla propria città e alla sua amata frazione, una sensibilità molto apprezzata dall’amministrazione.

CINEMA IN ROCCA PER LE FAMIGLIE – Adatta soprattutto ad un pubblico composto da famiglie con bambini piccoli la rassegna cinematografica invernale che l’amministrazione comunale ha in programma per tutti il mese di gennaio presso il Teatro della Rocca “Franco Tagliavini”. Ogni film verrà proiettato alle ore 15.00 e alle ore 17.00, con ingresso unico a 5 euro. Ecco i film in programmazione: 1 gennaio “Persy Jackson e il mare dei mostri”, 5 gennaio “Cattivissimo me 2”, 6 gennaio “Cattivissimo me 2”, 12 gennaio “Monster University”, 19 gennaio “Turbo”, 26 gennaio “Justin e i cavalieri valorosi”.

STRENNA IN DISTRIBUZIONE – Tutte le famiglie novellaresi hanno tempo sino al 4 gennaio per ritirare la propria strenna di Natale offerta come dal comune di Novellara presso la Spezieria del Gesuiti in viale Roma (apertura tutti i giorni feriali, dalle ore 10.00 alle 12.00). Quest’anno l’amministrazione ha deciso di festeggiare questa tradizione, che ormai di rinnova da quattordici anni, mettendo in distribuzione le strenne disponibili degli anni scorsi per ogni nucleo famigliare. Ecco cosa potrà essere ritirato:

  1. “Vie strade piazze di Novellara” di G.P. Barilli (1999);
  2. “Un campanile, una torre: Novellara” di M. Beltrami (2000);
  3. “Novellara. Ricordi illustrati” di G.P. Barilli, E. Ghidini, A. Rapacchi (2001);
  4. “Le case coloniche novellaresi” di F. Lombardini (2002);
  5. “Novellara Novecento” di A. Catalano,
  6. “L’Antica Spezieria gesuitica di Novellara” di G.P. Barilli (2004),
  7. la riproduzione di una mappa del 700 a cura di Loreno Confortini (2005),
  8. “Impariamo a star bene” del prof. I. Neviani (2006),
  9. la mappa dei canali nel ‘600 (2007),
  10. le riproduzioni di due quadri di Vivaldo Poli (2008).
  11. “Memorie istoriche dei Gonzaga di Novellara” del canonico Vincenzo Davolio e curato da Vittorio Ariosi , (Ed. Aliberti) (2009)
  12. Riproduzioni di dettagli del soffitto della Spezieria dei Gesuiti (foto di Ferdinando Corradini) (2010)
  13. Riproduzione de “L’Annunciazione” di L. Orsi dipinto conservato presso il Museo Gonzaga (2011)
  14. “Lo speziale di Nubilaria – il dolce segreto del chiocolato” di Ivanna Rossi (Aliberti editore)
  15. Simonazzi - speegomma

IL SAPORE DELLA SOBRIETA’

Gentile Direttore, siamo ancora in estate e si parla ovviamente di ferie vissute, sognate, rimpiante ma cosa cerchiamo in vacanza e quale parte di noi e delle nostre attività <<va in vacanza?>>. Se ci ponessimo seriamente queste domande, potremmo fare davvero della crisi attuale un’opportunità, non per cercare utopiche vie di uscita ma per addentrarci in quell’atteggiamento della realtà circostante. Avere del tempo libero e gestirlo senza l’angoscia di doverlo riempire di gesti ed eventi diversi ma speculari a quelli quotidiani, ci può condurre a porci domande essenziali- Chi sono? Da dove vengo? Dove desidero andare? Cosa mi fa essere quello che sono? – e, magari trovare abbozzi di risposte sempre più sensate. Non è indispensabile frequentare monasteri, conventi, santuari, luoghi di spiritualità: è ben più importante fare spazio al silenzio interiore ed esteriore, ricorrere a letture di ampio respiro, discernere ciò che ci fa star bene o star male, a riconoscere i propri limiti e le proprie potenzialità. Non è un’operazione facile. Certo anche lo svago, il divertimento può avere questa azione di stordimento, di negazione della riflessione intesi come alibi, per non pensare a se stessi anestetizzando il dolore che l’esistenza ci riserva. Sempre la crisi e le sue ricadute possono funzionare da stimolo arricchente per la nostra umanizzazione e quello del rapporto con gli altri e con l’ambiente: la sobrietà che percepiamo ha solo risvolti negativi? E’ un impoverimento del nostro essere donne e  uomini degni di tal nome? Che ne faccio dell’altro che mi sta accanto? Quali incontri e quali rapporti voglio davvero coltivare? Che rispetto ho per la dignità di ogni essere umano e quali responsabilità sono pronto ad assumermi? Domande che evitiamo di porci quando siamo assillati dalle cose da fare, dai guadagni da conseguire, dalle lotte da combattere, dalle concorrenze da vincere. Domande però che attendono risposte se non vogliamo smarrire la nostra qualità umana, unica e irripetibile per ciascuno.
Cordialità
Paolo Pagliani