MULTE A SINGHIOZZO, A CHI GIOVANO?

Caro direttore,
constato che l’uso degli indicatori (nel passato frecce), sia in declino, in quanto gli automobilisti che mettono in azione i lampeggiatori son sempre meno. Ciascuno va per la sua strada e tiene segrete le proprie intenzioni fino a quando, all’improvviso svolta. Sarebbe utile invece conoscere tempestivamente le intenzioni altrui, in particolare nelle rotatorie dove le regole di precedenza sono semplici quanto tassative. Fino a qualche anno orsono, a chi ometteva la segnalazione si dava la multa. Adesso non ci si fa caso come nel discorso delle cinture dove abbiamo avuto un periodo in cui l’attenzione era spasmodica e le multe fioccavano; ora gli automobilisti sono più distratti, gli agenti meno solerti e l’attenzione si è allentata. Qualche cosa di simile ci auguriamo non succeda  per quel che riguarda il terribile rapporto tra alcol e guida e l’uso dell’arnese micidiale: l’etilometro. Questi decorsi tipici del nostro Paese, dimostrano che quando l’autorità emana nuove leggi, impone nuovi obblighi, introduce nuove regole con minacciosi ruggiti, i cittadini obbediscono. Poi l’autorità si distrae, i ruggiti si placano, si introducono nuove regole e la storia si ripete: severità per un mese poi si pensa ad altro. Se l’imposizione delle regole fosse costante attraverso il tempo, l’osservanza diventerebbe un’abitudine mentre invece l’imposizione saltuaria induce alla trasgressione, dimenticandosi che le regole esistono. La repressione rara e saltuaria (dovuta anche a carenza di organici), somiglia ad una roulette russa, che non giova a nessuno, indica una mancanza di sistema che è una caratteristica della nazione alla quale apparteniamo.

Cordialità
Paolo Pagliani
Novellara