MIRACOLO CHIAMATO SOLIDARIETÀ

Gentile direttore,
molti sono convinti che per salvare l’Italia, la nostra Italia, non ci voglia un decreto ma un miracolo tutto italiano. Uno scatto d’orgoglio, iniziare a dare rete, tenere gli occhi aperti per dare manforte a chi non ce la fa; il miracolo italiano si chiama solidarietà. Siamo parte di un tessuto sociale umiliato e a volte violentato dai fatti quotidiani senza che si riesca a risalire alle cause. Sui media sono ricorrenti i termini “tasse” e “tagli”; la gente onesta e perbene arriva a vendere persino l’auto! Dobbiamo costruire insieme argini, muretti di contenimento in quanto persone credenti e responsabili, non possiamo stare alla finestra a guardare questo fiume in piena. Dobbiamo ricordare ai banchieri che esistono in funzione del lavoro e non viceversa ed ai nostri governanti fare presente che l’evasione fiscale, va combattuta ma senza caricare costi aggiuntivi che rasentano l’usura. Certo agli evasori, falsi invalidi, disonesti e corrotti, parassiti della società, dobbiamo dire di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio e che finché non lo faranno non possono dirsi amici di Dio. Un senso di scoraggiamento misto a rabbia irrompe nel nostro animo sentire e leggere, che piccoli imprenditori o licenziati o sfrattati si sono tolti la vita. Le trenta e più vittime di questa crisi forse un giorno ci giudicheranno.

 Cordialmente
Paolo Pagliani