GLI ULTIMI SONO DIMENTICATI

CRISI-ECONOMICAGentile Direttore, lo scontro tra i maggiori partiti, l’instabilità del governo, la possibilità di elezioni, il destino personale di un noto politico, sono stati al centro del dibattito negli ultimi mesi. La crisi economica, pur grave, è rimasta in secondo piano. Quella sociale, sempre più lacerante, è stata messa da parte, in attesa della prossima stagione. Dimenticati e mai nominati gli <<ultimi>>, quelli che vivono ai margini della società, i poveri, coloro che della crisi sociale ed economica sono le principali vittime. Eppure gli <<ultimi>> oggi sono più di ieri. La realtà ci parla delle mense della Caritas più frequentate di una volta e non più solo da mendicanti, bensì anche da intere famiglie che non hanno di che sostenersi; le statistiche mostrano numeri inesorabili. L’assenza degli <<ultimi>> nel dibattito italiano ha dato, ancora una volta, la misura del distacco della politica dalla realtà del Paese. Ha mostrato come sia esiguo il collegamento dei partiti – aspra e a tratti, astiosa – e la tragedia reale e silenziosa della vita di tanti. Non può però sfuggirci l’impressione che, se non si ricomincia dalla condizione degli <<ultimi>>, se questa non diventa oggetto di attenzione e discussione con l’adozione di misure significative, anche la soluzione della crisi economica e politica risulterà, di fatto, impossibile.

Cordialità
Paolo PaglianiCuore Farmacia 2013

L’educatore di cortile a Novellara raddoppia la sua presenza sul territorio

CroceGiovedì 14 febbraio dalle ore 17.00 presso il bar Roma in Piazza Unità d’Italia 34 si svolge uno spettacolo di burattini, momento conclusivo del laboratorio di costruzione e animazione di marionette, nato all’interno del progetto “Educatore di cortile” del Comune di Novellara.
L’educatore di cortile è un progetto che si propone di operare sul territorio incentivando iniziative di promozione sociale, inclusione, nuovi stili di vita e di consumo.
Proprio attraverso questi laboratori incentrati sul tema dell’orto e dell’orticultura è stato possibile porre le basi per una socializzazione e condivisione dei beni comuni tra giovani e intere famiglie, utile per realizzare in primavera orti comuni e collettivi in via Primo Maggio e via Matteotti, zone scelte per riproporre, dall’esperienza di San Bernardino, attività volte alla conoscenza e socializzazione tre le famiglie, alla promozione di pratiche di buon vicinato ed alla prevenzione della conflittualità.
L’educatore di cortile a Novellara è infatti attivo dal 2011, quando il Comune di Novellara, l’Istituzione sociale I Millefiori e Caritas Diocesana di Reggio Emilia decisero di avviare quest’esperienza di collaborazione nella frazione di San Bernardino, per cercare di ricostruire ponti comunicativi e relazionali verso le famiglie presenti e verso la comunità della frazione.
La frazione di San Bernardino è stata infatti interessata da alcune significative trasformazioni, sia per quanto riguarda il progressivo venir meno di servizi, che per quanto riguarda la composizione della popolazione che vede sempre più la presenza di famiglie straniere con molti minori e di famiglie autoctone che gravitano per l’uso dei servizi socio-sanitari-educativi sul Comune di Novellara.
Tutto ciò si è intensificato con la dura crisi economica che ha lacerato un tessuto sociale importante e che era necessario recuperare.
Si è partiti da una prima indagine ed emersione dei bisogni specifici del territorio e ne è emerso un quadro ben chiaro. Sono sempre i più giovani a soffrire di un distaccamento dal capoluogo, da qualsiasi tipo di occasione di incontro e relazione.
E’ stato quindi messo a disposizione un operatore di strada che dal martedì al venerdì nei locali messi a disposizione da Caritas (nella canonica) offre ai bambini dai 6 ai 12 anni un supporto educativo e dai 13 anni in poi un supporto allo sviluppo della socialità.
Inizialmente a questi incontri partecipavano una ventina di  giovani, ma velocemente il gruppo si è allargato alle donne ed in generale alle famiglie. Considerato l’interesse ed i reali benefici di queste mediazioni, il progetto è stato quindi allargato al capoluogo puntando però sulla convivenza all’interno dei condomini.

“Le famiglie in difficoltà stanno bruciando le loro ultime risorse mentre i poveri stanno diventando sempre più poveri.”

E’ questo quello che emerge dal un incontro con gli operatori del settore a cui il Portico dal momento che la crisi economica perdura ha ritenuto importante ascoltare: Maria Ghizzi assessore al Welfare, Elisa Paterlini responsabile dei servizi sociali e Maura Bussei presidente dell’Istituzione I Millefiori.

di Marco Villa

In che modo l’ente pubblico interviene nelle misure di contrasto alla povertà?
Innanzitutto sfatiamo un luogo comune non è che a chiunque faccia una richiesta si dia qualcosa, prima viene sempre fatta un’istruttoria per vedere che ci sia una vera situazione di difficoltà.
Gli interventi sono diversi. Uno dei più richiesti è il fondo per l’affitto. In teoria doveva essere finanziato in parte dalla regione (85%) e in parte dal comune (15%). Mentre il Comune di Novellara ha mantenuto la propria quota costante Bologna ha ridotto i finanziamenti e il contributo alle famiglie è in netta decrescita- Eppure la spesa per la casa è quella che incide di più sul reddito, specialmente per le famiglie monoreddito che patiscono di più i periodi di disoccupazione.
E l’edilizia residenziale popolare?
Ogni due anni c’è il bando ma ormai i cittadini sanno che gli alloggi a disposizione sono pochissimi e quindi la richiesta non è elevata come ci si aspetterebbe..
Altri contributi richiesti?
Sono quelli per il cosiddetto bonus energia o per le famiglie numerose, poi ci sono richieste  di aiuto per il pagamento delle rette e di altre utenze. In questi casi anche se l’istruttoria ha avuto esito positivo non viene mai consegnato il denaro direttamente ma è l’ente che versa e si fa carico di pagare le bollette. Un paio di anni fa come ci fu anche Bando di sostegno a famiglie in crisi economica ed occupazionale
Ci sono altri enti che si occupano delle famiglie bisognose come Caritas e Croce Rossa. Avete contatti con loro?
Certamente esiste una lunga collaborazione e uno scambio continuo di informazioni, in tal modo abbiamo tutti un quadro della situazione più completo, anche se i modi di intervento sono diversi.
Con la crisi economica è cambiato il numero e la tipologia dei richiedenti?
Il numero delle famiglie che si rivolgono a noi è aumentato ma in modo non eclatante. Anche le situazioni sono più o meno sempre le stesse: disagio psichico, handicap non riconosciuti (che pertanto non rientrano nelle categorie protette) ragazze madri, sinti, famiglie straniere monoreddito, pensionati al minimo ecc. ecc.  Non stiamo ancora vedendo quelli che vengono definiti i nuovi poveri: chi sino a qualche anno fa stava bene ora sta facendo sacrifici e probabilmente sta consumando gli ultimi risparmi ma tiene duro.
Invece chi prima era già in situazione di povertà…
Ora sta diventando sempre più povero ed è sempre più difficile che possa uscire dalla condizione di indigenza. La finalità dei servizi di contrasto alla povertà non dovrebbe essere non solo di prestare assistenza e tutela ma anche di creare dei percorsi per il raggiungimento dell’autosufficienza. Ma in un periodo in cui le aziende non assumono questo diventa difficilissimo. Più passa il tempo più l’impresa è disperata, come si fa a ricollocare uno che è disoccupato da anni?
Qualche soluzione?
Alla fine è importante creare le condizioni per l’inserimento lavorativo, quindi ci aspettiamo di più dai centri per l’impiego e una migliore offerta nel campo della formazione: ad esempio adesso ci sono solo corsi per OSS, (Operatori Socio Sanitari) una figura professionale importante e molto richiesta, ma per la frequenza occorrono 2700 euro, cifra quasi proibitiva per un disoccupato. Ci vorrebbero anche corsi più economici che formino comunque professionalità richieste.

FERRAGOSTO NELLE MENSE DEI POVERI

Gentile direttore,
la fotografia del Ferragosto dell’Italia che non ce la fa più, (non era difficile da indovinare), è stato l’assalto alle mense dei poveri della Caritas. Dalla Milano da bere mezza vuota per le vacanze estive, uno dei posti più affollati il 15 Agosto, è stata la mensa per i poveri dei frati cappuccini. Anche a Roma la Comunità di Sant’Egidio, è riuscita a servire un migliaio di pasti caldi. Nella nostra regione nel ricco capoluogo, 250 persone, (un record), hanno usufruito del pranzo ferragostano, organizzato dalla pastorale della Cei, in collaborazione con Camst, importante azienda di catering. Sono i nuovi poveri gli utenti in crescita delle mense e dei dormitori; pensionati che non ce la fanno a tirare avanti con 600 euro al mese, ex mariti stritolati dalle condizioni economiche della separazione e del divorzio, disoccupati, cassintegrati. Si vanno a sedere a fianco di barboni e agli extracomunitari senza permesso di soggiorno. E’ andata peggio a Salerno dove per mancanza di volontari e di viveri, hanno costretto il gestore della mensa a chiudere per il ponte festivo la struttura, che avrebbe fornito un pasto caldo a circa 150 indigenti. “Me ne vergogno, ha affermato tristemente, ma non ho potuto fare altrimenti”. Auguriamoci che dopo tante promesse, si riescano a salvaguardare i ceti più deboli, nonostante i tagli previsti. Ma le garanzie della volontà di trovare soluzioni migliori, è importantissimo che restino e ci siano, nonostante il peggiorare della nostra situazione economica.

Cordialità
Paolo Pagliani
 Novellara