Lucie e magie di Natale a Novellara

natale-NOVELLARA

Pista da pattinaggio tutti i giorni, “Cre-azione libera” per accogliere in piazza arti, talenti e semplici matti l’8 dicembre, laboratori per i più piccoli, musica, mercatini, mostre d’arte e tanto altro. Sono tantissime le occasioni per vivere le feste a Novellara. Scopri tutti gli eventi organizzati dal Comune di Novellara, dall’associazione commercianti Novellara Viva e dal volontariato locale.

pattini_ghiaccioPISTA SU GHIACCIO – A grande richiesta il Comune di Novellara e l’associazione Novellara Viva hanno deciso di installare nelle basse della Rocca una pista sul ghiaccio che sarà fruibile per bambini, giovani e famiglie fino a febbraio per offrire un’occasione di semplice e divertente svago per tutti i cittadini di Novellara e non solo. 

Apertura nei giorni feriali dalle ore 15.00 alle 23.00  – prefestivi (compreso venerdì) dalle ore 15.00 alle 24.00 e festivi dalle ore 10.00 alle 24.00. Dal 24 dicembre al 6 gennaio anche alla mattina.

1558517_659619134159568_8389001890214954665_nCREAZIONE LIBERA – Molto curata e ricercata la selezione di espositori dell’handmade artistico che sarà presente a Novellara l’8 dicembre dalle ore 9.00 alle 19.00 per “Creazione libera – arti, talenti e semplici matti” a cura dell’associazione di commercianti Novellara Viva. Oltre agli spazi espositivi, Novellara diventerà per una giornata un salotto che accoglierà laboratori di sartoria artista capaci di coinvolgere proprio tutti (dalle mamme più creative con la creazione di cerchietti artistici, alle donne più fantasiose con laboratori di riproduzioni in fimo e per gioielli con materiale di riciclo fino al mini corso di cucito per ragazzi alle prime armi con ago e filo) e uno spazio artistico a cielo aperto con mostre d’arte e fotografia, madonnari all’opera e improvvisazioni teatrali. La piazzetta del Borgonuovo mai così golosa ospiterà dei cioccolatieri artigiani ed un punto ristoro stile anni 60, mentre la Galleria del Caffè Letterario diventa il punto d’accoglienza per i bambini e le bambine più creative con laboratori e letture animate per i più piccoli. Durante la giornata ci sarà anche la presentazione del progetto Urban Knit avviato nelle scorse settimane dall’associazione di commercianti Novellara viva per portare luce e colori grazie all’ucinetto in zone di Novellara da recuperare.
Per scoprire tutto il programma scaricare la locandina o visitare il sito www.novellaraviva.com

MERCATI, MERCATINI E TEMPO LIBERO – Domenica 7 dicembre il classico mercatino dell’antiquariato si allarga all’artigianato artistico ed al riuso per arricchire l’offerta e le proposte, mentre domenica 14 dicembre per tutta la giornata in Sala Polivalente l’Istituto Comprensivo organizza un mercatino per vendere tutte le creazioni realizzate durante i laboratori didattici e dalle ore 8.00 alle 18.00 CT9 aspetta tutti in Piazza per offrire pane caldo appena sfornato dai loro forni a legna. Venerdì 19 dicembre il classico appuntamento con il mercatino degli agricoltori diventa anche l’occasione per fare solidarietà grazie ad una vendita straordinaria a cura dei Lions di Novellara. Novellara Viva torna con espositori artistici e intrattenimento sabato 20 dicembre per tutta la giornata con “Portici in festa”, mentre spazio al mercato straordinario domenica 21 dicembre per tutta la mattinata nel centro storico.

NATALE PER I BAMBINI – Ludoteca e biblioteca comunale offrono tanti laboratori a tema natalizio per i più piccoli. In ludoteca martedì 2 dicembre alle ore 16.30 c’è il laboratorio creativo “Il biglietto d’auguri”, sabato 6 dicembre in biblioteca il laboratorio sarà replicato da Olga Guerra dalle ore 16.00 alle 18.00. Confermata anche la Festa di Santa Lucia con un dono per tutti i bambini che verranno a salutarla domenica 7 dicembre dalle ore 15.00 alle 18.30 in Teatro della Rocca (a cura di Pro Loco) mentre martedì 9 dicembre alle ore 16.30 in ludoteca si creano alberelli di Natale. Ed infine, laboratorio in ludoteca “Addobbiamo la ludoteca” (il 16 dicembre ore 16.30) e laboratorio di cucina natalizia (il 20 dicembre al micronido Antheia ore 9.00).

MUSICA E CORI – Sarà la musica il filo conduttore del Natale a Novellara. Il coro interculturale di IZMIR inaugura la rassegna corale martedì 16 dicembre alle ore 21.00 in Sala del Consiglio che prosegue sabato 20 dicembre alle ore 17.45 presso il Borgonuovo con il già apprezzato  coro Comelico di Santo Stefano di Cadore. Domenica 21 dicembre alle ore 17.00 in Teatro Franco Tagliavini “Concerto di Natale” a cura di Omnibus, martedì 23 alla Chiesa del Popolo si esibirà il coro San Francesco da Paola di Reggio alle ore 21.00, mentre venerdì 26 dicembre alle ore 15.45 consueto Concerto di Natale del Coro Giaches de Wert e del Coro città di Castellarano in Collegiata di Santo Stefano.

ARTE E MOSTRE – L’immancabile l’appuntamento con il gruppo di lettura “La Spezieria” del 4 dicembre alle ore 17.30 in Sala del Fico con “La tregua di Natale 1914” e le aperture domenicali di Museo Gonzaga e Acetaia Comunale saranno affiancati ad altre iniziative. Come ad esempio la presentazione del libro su Franco Tagliavini di sabato 13 dicembre alle ore 17.00 in Sala del Consiglio, piuttosto che l’epsosizione del presepe napoletano di Zinno Aniello in Spezieria fino al 6 gennaio (inaugurazione sabato 13 dicembre ore 11.00 e aperto alle visite sabato e domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00). Domenica 14 dicembre sarà riproposto tour al Museo Gonzaga grazie ai Ciceroni al Museo (bambini delle 5 elementari faranno da guida turistica tra le sale espositive) mentre il 19 dicembre alle 21.00 ci sarà una visita notturna in Museo Gonzaga a cura della direttrice Elena Ghidini. Sabato 20 dicembre si inaugura in Sala Polivalente la Collettiva d’artisti, giunta all’ottava edizione (aperta fino al 6 gennaio dal lunedì al venerdì ore 10.00 – 13.00 e 15.00 – 19.00, giorni prefestivi e festivi ad orario continuato).

PROGRAMMA – Luci e magie di Natale 2014:
DAL 1 DICEMBRE 2014 AL 28 FEBBRAIO 2015

Basse della Rocca / Pista sul ghiaccio
Feriali 15.00 -23.00, Prefestivi (compreso venerdì) 15.00 -24.00, Festivi 10.00- 24.00
dal 24 dicembre al 6 gennaio aperta anche alla mattina

  • MARTEDI’ 2 DICEMBRE
    ore16.30, Ludoteca Giochilandia / Laboratorio “Il biglietto d’auguri” 
  • GIOVEDI’ 4 DICEMBRE
    ore17.30, Sala del Fico / “La tregua di Natale 1914” Gruppodi lettura “La Spezieria”
  • SABATO 6 DICEMBRE
    ore16.00-18.00, Biblioteca / Laboratorio “bigliettini d’auguri” con Olga Guerra (Coop. Charta)
  • DOMENICA 7 DICEMBRE
    ore8.00-18.00, Portici di Piazza U. d’Italia / Mercato dell’antiquariato, delle cose vecchie e/o usate e da collezionismo
    Iniziativa“Castagne ed altro ancora”, Proloco
    ore10.00-12.30 e 15.00-18.30, Rocca dei Gonzaga / Apertura del Museo Gonzaga -Apertura dell’Acetaia Comunale
    ore15.00-18.30, Teatro della Rocca “Franco Tagliavini”/ Festa di Santa Lucia, Proloco
  • LUNEDI’ 8 DICEMBRE
    ore9.00-19.00, Portici di Piazza U. d’Italia e vie di accesso, Borgonuovo e Rocca / C-Reazione libera – arti, talenti e semplici matti, acura di “Novellara Viva”
  • MARTEDI’ 9 DICEMBRE
    ore16.30, Ludoteca Giochilandia / Laboratorio “Il nostro alberello”
  • SABATO 13 DICEMBRE
    ore11.00, Spezieria, Viale Roma / Inaugurazione presepe napoletano di ZinnoAniello – fino al 6 gennaio.
    Orari di visita: sabato edomenica 10-13.00 e 15.00-19.00
    ore17.00, Sala del Consiglio Presentazione del libro su Franco Tagliavini diVittorio Ariosi
  • DOMENICA 14 DICEMBRE
    ore8.00-18.00, Piazza Unità d’Italia / Pane in Piazza, CT9
    ore9.00-19.00, Sala Polivalente “I Nomadi” / Mercatino delle creazioni Istituto Comprensivo
    ore10.00-12.30 e 15,00-18.30, Rocca dei Gonzaga / “Ciceroni al Museo” Visite guidate al Museo Gonzaga con i bambini delle 5e elementari di Novellara – Apertura dell’Acetaia Comunale
  • MARTEDI’ 16 DICEMBRE
    ore16.30 Ludoteca Giochilandia / Laboratorio “Addobbiamo la ludoteca”
    ore21.00, Sala del Consiglio / Coro Interculturale di IZMIR – “MiladAssociazione Interculturale” e “Centro Pro Dialogo”
  • VENERDI’ 19 DICEMBRE
    ore15.00-19.00, Borgonuovo / Festa di Natale del Mercato Contadino ed iniziativadi solidarietà, Lions e Caritas
    ore21.00, Museo Gonzaga “La mia Novellara”, Passeggiata nel Museo Gonzaga (suprenotazione)
  • SABATO 20 DICEMBRE
    ore9.00 -12.00, Micronido Antheia / Laboratorio di cucina natalizia
    ore9.00-19.00, Portici di Piazza Unità d’Italia / Portici in festa, acura di “Novellara Viva”
    ore11.00, Sala Polivalente “I Nomadi” / Inaugurazione Collettiva d’artisti – VIIIedizione – aperta fino al 6 gennaio dal lunedì al venerdì 10-13.00 e15.00-19.00 – prefestivi e festivi orario continuato.
    ore17.45, Borgonuovo / “Coro Comelico” di Santo Stefano di Cadore, acura di “Novellara Viva” 
  • DOMENICA 21 DICEMBRE
    ore8.00-14.00, Piazza Unità d’Italia / Mercato straordinario
    ore17.00, Teatro della Rocca “Franco Tagliavini” / Concerto di Natale Comunedi Novellara e Omnibus
    ore10.00-12.30 e 15.00-18.30, Rocca dei Gonzaga / Apertura del Museo Gonzaga /Apertura dell’Acetaia Comunale
  • MARTEDI’ 23 DICEMBRE
    ore21.00, Chiesa del Popolo / Concerto di Natale – Coro “San Francesco da Paola”di RE
  • VENERDI’ 26 DICEMBRE
    ore15.45, Chiesa Collegiata di Santo Stefano / “Concerto di Natale”
    Con la collaborazione di: Pro loco – “Novellara Viva” – Istituto Comprensivo – Gruppo di Lettura “La Spezieria” – CT9 – Mercato Contadino – Lions – Caritas – Circolo Omnibus – Circolo “M. Beltrami” – Coro San Francesco di Paola – Coro Giaches de Wert – Coro Comelico – Associazione Milad.
Per gli inserzionisti del PORTICO, il vantaggio di essere visibile on-line.

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I bambini Sahrawi in vacanza a Novellara

Sei famiglie novellaresi hanno ospitato per 18 giorni i
“Piccoli Ambasciatori di Pace” del popolo Sahrawi.

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L’associazione Jaima Sahrawi, in collaborazione con il Comune, è riuscita a promuovere anche a Novellara il progetto di accoglienza “Jaima Tenda”. L’iniziativa, giunta al 15° anno in provincia, è rivolta ad un gruppo di bambini profughi Sahrawi che vivono rifugiati nel sud-ovest dell’Algeria, a causa del conflitto nel Sahara occidentale.
Il progetto, per Novellara alla prima esperienza, ha previsto l’accoglienza per due mesi di bambini Sahrawi in età compresa tra 8 e 12 anni, che ogni anno giungono in Italia per trascorrere un periodo di vacanza. Le prime tre settimane sono stati ospitati in famiglie per poi proseguire il soggiorno in comunità al mare o in montagna. L’obiettivo del soggiorno è stato di far trascorrere a questi bambini alcune settimane lontano dal caldo torrido del deserto, svolgere gli opportuni screening sanitari offerti dalla Regione Emilia Romagna e fare scambi interculturali attraverso i campi estivi svolti sul territorio.
Si tratta di un’esperienza importante nel campo della solidarietà, che con l’intento di sottrarre i bambini alle difficili condizioni di vita cui sono soggetti, promuove la dovuta attenzione sul dramma che il popolo Sahrawi sta vivendo da oltre 40 anni, esiliato nel deserto dell’Hammada nel sud dell’Algeria in attesa di veder riconosciuto il proprio diritto all’autodeterminazione sancito dall’ Onu. Tutt’ora il popolo Sahrawi vive diviso tra i campi profughi Algerini e i territori del Sahara Occidentale occupato dall’esercito Marocchino. La preoccupante situazione politica di quei territori è già stata segnalata più volte da organizzazioni come Amnesty International, Human Rights Watch e Fondazione R. Kennedy.
Il 2 luglio, in perfetto orario, la corriera è arrivata a Novellara, dove le famiglie ospitanti, in trepidante attesa, hanno potuto vedere i loro futuri ospiti, sei bambini di nove anni, provenienti dal deserto Algerino, che dopo due giorni di viaggio, alla presenza anche del Sindaco, sono stati accolti nel cortile della nostra Rocca. Davanti ad una frugale merenda sono iniziate le presentazioni da parte della presidente dell’associazione, ma soprattutto grazie all’intermediazione dell’accompagnatore July, la fondamentale risorsa di questa esperienza, il quale ha con poche ma chiare parole presentato i bimbi  alle sei famiglie che hanno voluto aprire la porta della loro casa a questi piccoli ospiti. Bambini che si sono messi in viaggio, lasciando i loro cari, per diventare “Piccoli Ambasciatori di Pace” e portare una reale testimonianza delle loro difficoltà di popolo che vive da rifugiati in campi profughi nel deserto del Sahara.
Zein, Nadia, Hamadi, Chaur, Nayem, Mueilemnin, questi i lori nomi, sono scesi dalla corriera alcuni frastornati o intimoriti altri pieni di curiosità ed accolti dall’emozione di nuovi e provvisori genitori.
L’incontro con questi “Piccoli Ambasciatori di Pace” porta con sé un arricchimento per tutti coloro che ne vengono a contatto; l’interscambio culturale e il patrimonio che trascina con sé non hanno un valore quantificabile, si tratta di un’esperienza molto profonda, intensa e ricca di significati relazionali, sia per chi ospita sia per i bambini che vengono ospitati.
I 18 giorni di permanenza presso la comunità novellarese sono trascorsi tra le attività del campo-giochi comunale e la vita presso le famiglie accoglienti, le quali hanno arricchito la permanenza ai sei bimbi anche con incontri tra loro in piccoli incontri conviviali, visite a nostre particolarità territoriali, come gli allevamenti di bovini, di cavalli, la visita al fiume Po, l’esperienza del circo e tante altre piccole opportunità di incontro.
La comunità novellarese ha completato l’accoglienza con l’ospitalità della Casa della Carità nei confronti di July e un coordinamento tra vari soggetti per la fornitura del pasto, del campo-giochi, altre visite mediche ed incontri pubblici.

Elena e Alessandro

Abbiamo aperto la porta di casa ad Hamadi, un bimbo proveniente dal deserto del Sahara Occidentale e subito anche la porta del nostro cuore si è spalancata verso un mondo nuovo.
La difficoltà nel comprendersi realmente non c’è stata. Ci sono stati tanti momenti, gesti, sorrisi, parole variopinte, parole in una lingua inventata, tutta nostra, che ad ascoltarla a volte sorgevano spontanee le risate. C’era tanta voglia di conoscersi e di stare insieme. I miei figli, Diego e Fabio di 7 anni, sono stati i veri accompagnatori in questo viaggio nell’aridità del deserto.
Perché il deserto con Hamadi è arrivato in casa e c’era da attraversarlo….con lui, mano nella mano.
Il deserto era visibile nello sguardo gioioso di Hamadi quando si lasciava cullare tra le bolle di sapone nella vasca da bagno, come un sapiente navigatore dei mari, o quando in piscina, noncurante del pericolo, si immergeva sott’acqua per vedere in profondità cosa c’era, in questo mondo nuovo. E come l’acqua in un recipiente si è adattato ai ritmi della casa e della famiglia, della vita che lo accoglieva, con occhi pieni di curiosità e gioia.
Uno sguardo pieno di dignità, d’intelligenza e di gentilezza d’animo, di sapienza e amore, lo sguardo del popolo del deserto, che lascerà un ricordo indelebile nella nostra vita.

Cecilia e Roberto

Abbiamo accolto Chaur creatura vulnerabile e spaventata, chiusa come un bocciolo di rosa, impenetrabile…ma con tempo e pazienza questo fiore si è schiuso e ci ha permesso di entrare nel suo mondo non invadendolo ma facendolo anche un po’ nostro. Chaur è una bimba dolce, intelligente e giocherellona, ci ha insegnato tanto, vedere la meraviglia nei suoi occhi davanti al rubinetto dell’acqua quando le abbiamo spiegato che: “qua puoi scegliere tra calda e fredda”, o al circo, gli occhi sbarrati e le bocche aperte quasi a volersi riempire di tanta meraviglia e vedere questi bimbi condividere la merenda con i compagni e che se hanno qualcosa prima lo offrono spontaneamente a te…. Tutte le certezze di questo mondo materiale vengono messe in discussione e anche l’ostacolo della lingua viene superato quando capisci che in fondo quello che conta è parlarsi col cuore.

Nazzarena e Enzo

Nadia è stata la nostra ospite, già all’arrivo si è capito subito qual era il suo carattere, una bimba esuberante, curiosa, desiderosa di sperimentare, al punto che durante i primi giorni era quasi incapace di fermarsi e riflettere, tanto era eccitata di tutte le novità che la stavano investendo. Con il passare del tempo, con la parziale saturazione della sua curiosità, con l’applicazione di semplici regole, con il tentativo di dare spiegazioni, per quanto la comunicazione potesse permettere e con l’aiuto anche del suo educatore July, siamo riusciti a trovare un equilibrio più sereno e produttivo per la nuova famiglia allargata, ma purtroppo i 18 giorni erano finiti.
Il percorso di avvicinamento all’accoglienza, l’accoglienza vera e propria, la necessità di rivedere gli equilibri famigliari, i momenti di piccole tensioni tra Nadia e Linda, la nostra figlia più piccola, la difficoltà della lingua, in quanto i bimbi Sahrawii parlano solo Arabo, la necessità di organizzare intrattenimenti per la nuova ospite e i suoi compagni, sono stati tutti momenti molto impegnativi, che sono stati ripagati dalla conoscenza di nuove persone e dall’instaurarsi di nuove o più profonde relazioni tra tutti quelli che hanno partecipato a questa fase dell’esperienza, compreso i momenti istituzionali, che hanno portato nuove conoscenze sulle problematiche di quelle popolazioni che non hanno le nostre opportunità.
Restano momenti indimenticabili in cui Nadia si è espressa con la semplicità ed ingenuità dei bambini, in modo particolare di quelli che non hanno già provato tutto, come ad esempio il suo “ballo” sotto il primo temporale, l’enorme emozione nel vedere il Fiume Po, che l’ha fatta sedere un attimo, il piacere che provava nel farsi leggere (ovviamente in Italiano) il libro prima di addormentarsi, l’essere riuscita ad imparare ad andare in bicicletta, la curiosità e il piacere di apprezzare cibi nuovi.
E’ ancora davanti ai nostri occhi il suo grande momento di tristezza quando è arrivata l’ora della sua partenza, Nadia anche qui ha dimostrato tutta la sua passionalità, ci siamo calorosamente salutati, ma ha salutato tutti quelli che ha conosciuto e che erano presenti alla sua partenza.
Nadia, ti auguriamo tutto il bene possibile e pensiamo che tu possa avere le capacità per realizzarti un futuro migliore; ovviamente tutto questo lo auguriamo a tutto il popolo Sahrawi e a tutti i popoli oppressi.

Monica e Giovanni

Mueilemnin è arrivata nella nostra casa già con l’intenzione di adattarsi e di vivere il più serenamente possibile quest’esperienza. Al di là della sua bellezza, i suoi occhi trasmettevano una maturità e una consapevolezza difficilmente riscontrabile in una bambina di nove anni.
Ha sempre ricercato l’autonomia, nonostante il suo carattere giocoso e allegro uscisse improvvisamente quando si rapportava con i nostri tre figli, in particolar modo con la piccola, di soli due anni.
La fatica della differenza linguistica e culturale non poteva che essere superata grazie alla sua intelligenza pronta e alla sua personalità forte e decisa.
Averla ospitata ci ha arricchito e, nonostante la fatica dei tanti impegni proposti allo scopo di salvaguardare e migliorare la sua salute, oltre a quelli volti a diffondere giustamente la causa Sahrawi, nel momento della sua partenza, all’interno della nostra famiglia abbiamo sentito il vuoto della sua mancanza. Mancano i suoi sorrisi radiosi, la sua piccola mano calda nella nostra durante le passeggiate, le corse a chi arriva prima sotto i portici, il suo posto a tavola, l’acqua rovesciata sul lavandino e sul pavimento del bagno perché lei la gestiva con difficoltà. Subito dopo la sua partenza, il nostro ordine è tornato prepotente, colmo della sua inutilità.
Sicuramente Mueilemnin ci ha aperto la finestra su un mondo che non conoscevamo. Allungando il nostro orizzonte ci ha reso un po’ meno ignoranti.
Le auguriamo di essere felice e di avere dalla vita le soddisfazioni che merita.
E auguriamo al popolo Sahrawi  che l’occidente faccia un passo decisivo in suo favore, liberandosi da una situazione di stallo vergognosa.
Grazie Mueilemnin!

Valentina e Stefano

Che strano che è vedere dormire vicini nostro figlio Elia e Nayem, questo scricciolo impaurito arrivato da un mondo distante appena 2 ore di aereo eppure così lontano da noi.. Che strana che è la vita che ci spiattella davanti in modo così palese che infanzia diversa che vivono questi 2 bimbi..chissà cosa pensa, Nayem, nella sua testa mentre seduto sulla palla da calcio guarda spaesato un ambiente che apparentemente sembra dargli tutto: giochi a volontà, cibo buono, vestiti in abbondanza, cure mediche.
Fino a qualche tempo fa non sapevamo neppure chi o cosa fosse il Sahrawi, ora invece questa ennesima battaglia in giro per il mondo entra in casa nostra con la prepotenza dello sguardo di un bambino: una guerra di diritti negati e di terre contese che, comunque vada, obbliga sempre i piccoli a subire la sete di potere dei grandi. Cerchiamo di approfondire la storia e le condizioni di vita laggiù, a Tindouf, tramite la voce di July, l’accompagnatore dei bimbi, di poche parole ma incredibilmente loquace quando gli si chiedono notizie del campo profughi da dove vengono, segno che non sono qui solo per una vacanza, ma anche per sensibilizzarci a sostenere la loro causa non-violenta, di cui nessuno parla perché non ci sono kamikaze, carri armati o bombe a fare notizia. Il conflitto israelo-palestinese, che riesplode in tutta la sua drammaticità proprio mentre i bimbi sono qui, comincia a dare forma ad alcuni pensieri: quante tristi analogie con il popolo Sahrawi. Dobbiamo batterci perché stavolta la diplomazia non fallisca, si fa ancora in tempo
a evitare un conflitto armato di cui Nayem potrebbe diventarne vittima innocente.
I bimbi che vivono una guerra non sono mai solo un numero da telegiornale, hanno sempre un nome, un volto e un sacco di emozioni. Accoglierli è veramente il minimo che possiamo fare.

Angela e Roberto

Al suo arrivo Zein era, fra i sei bimbi arrivati, il più provato dal viaggio e dal distacco dai cari, le nostre emotività, sommate, hanno scatenano una bomba di sensazioni.
Tutto viene messo in discussione, non solo il nostro stile di vita, ma la vita stessa, noi stessi, come persone, come individui, come valori. Ci siamo sentiti catapultati in universo nuovo, di difficile convivenza tra due mondi molto diversi tra loro. Sostanziale è stato il lavoro di July, l’accompagnatore ed educatore Sahrawi. I colloqui con lui hanno, giorno dopo giorno, dato i frutti desiderati e la nuova convivenza è diventata sempre più normale. Dopo questa esperienza il nostro mondo ci sembra onestamente troppo regolamentato, normato e scadenzato da orari e impegni. Vedere Zein che come unica vera regola di bambino ha quella del divertirsi ci fa pensare che stiamo facendo vivere i nostri figli sotto un’insensata campana di vetro. Questi bambini, che vivono in un ambiente difficile come il deserto, ci insegnano che la normalità sono i sorrisi e la spensieratezza di una vita leggera. Vedere Zein e tutti gli altri che appena si ritrovano diventano un unico mondo di risate, giochi e schiamazzi ci fa capire quanto abbiamo da riscoprire.
Ciò che ci ha spinti ad ospitare un bambino Sahrawi è stato il desiderio di dare un piccolo contributo in questo mondo di guerre e sofferenza. Spero che il nostro minuscolo sforzo abbia raggiunto almeno una parte dello scopo e che sia rimasto qualcosa di positivo anche nel cuore di Zein. Grazie Zein.

Ospitalità bambini Sahrawi

bimba_Sarhawi1

L’associazione Jaima Sahrawi, in collaborazione con il Comune, è riuscita a promuovere anche a Novellara il progetto di accoglienza “Jaima Tenda”. L’iniziativa, giunta al 15° anno in provincia, è rivolta ad un gruppo di bambini profughi Sahrawi che vivono rifugiati nel sud-ovest dell’Algeria, a causa del conflitto nel Sahara occidentale.
Il progetto, che per Novellara è alla prima esperienza, prevede l’accoglienza per due mesi di bambini Sahrawi in età compresa tra 8 e 12 anni, che ogni anno giungono in Italia per trascorrere un periodo di vacanza. Le prime tre settimane sono ospitati in famiglia per poi proseguire il soggiorno in comunità al mare o in montagna. L’obiettivo del soggiorno è far trascorrere a questi bambini alcune settimane lontano dal caldo torrido del deserto, svolgere gli opportuni screening sanitari offerti dalla Regione Emilia Romagna e fare scambi interculturali attraverso i campi estivi svolti sul territorio.
Si tratta di un’esperienza importante nel campo della solidarietà, che con l’intento di sottrarre i bambini alle difficili condizioni di vita cui sono soggetti, promuove la dovuta attenzione sul dramma che il popolo Sahrawi sta vivendo da oltre 40 anni, esiliato nel deserto dell’Hammada nel sud dell’Algeria in attesa di veder riconosciuto il proprio diritto all’autodeterminazione sancito dall’ Onu. Tutt’ora il popolo Sahrawi vive diviso tra i campi profughi Algerini e i territori del Sahara Occidentale occupato dall’esercito Marocchino. La preoccupante situazione politica di quei territori è già stata segnalata più volte da organizzazioni come Amnesty International, Human Rights Watch e Fondazione R. Kennedy.

Il 2 luglio, in perfetto orario, la corriera è arrivata a Novellara, dove le famiglie ospitanti, in trepidante attesa, hanno potuto vedere i loro futuri ospiti, sei bambini di nove anni, provenienti dal deserto Algerino, che dopo due giorni di viaggio, alla presenza anche del Sindaco, sono stati accolti nel cortile della nostra Rocca. Davanti ad una frugale merenda sono iniziate le presentazioni da parte della presidente dell’associazione, ma soprattutto grazie all’intermediazione dell’accompagnatore July, la fondamentale risorsa di questa esperienza, il quale ha con poche ma chiare parole presentato i bimbi alle sei famiglie che hanno voluto aprire la porta della loro casa a questi piccoli ospiti. Bambini che si sono messi in viaggio, lasciando i loro cari, per diventare “Piccoli Ambasciatori di Pace” e portare una reale testimonianza delle loro difficoltà di popolo che vive da rifugiati in campi profughi nel deserto del Sahara.
Zein, Nadia, Hamadi, Chaur, Nayem, Mueilemnin, questi i lori nomi, sono scesi dalla corriera alcuni frastornati o intimoriti altri pieni di curiosità ed accolti dall’emozione di nuovi e provvisori genitori.
L’incontro con questi “Piccoli Ambasciatori di Pace” porta con sé un arricchimento per tutti coloro che ne vengono a contatto; l’interscambio culturale e il patrimonio che trascina con sé non hanno un valore quantificabile, si tratta di un’esperienza molto profonda, intensa e ricca di significati relazionali, sia per chi ospita sia per i bambini che vengono ospitati.
I 18 giorni di permanenza presso la comunità novellarese è trascorsa tra le attività del campo-giochi comunale e la vita presso le famiglie accoglienti, le quali hanno arricchito la permanenza ai sei bimbi anche con incontri tra loro in piccoli incontri conviviali, visite a nostre particolarità territoriali, come gli allevamenti di bovini, di cavalli, la visita al fiume Po, l’esperienza del circo e tante altre piccole opportunità di incontro.
La comunità novellarese ha completato l’accoglienza con l’ospitalità della Casa della Carità nei confronti di July e un coordinamento tra vari soggetti per la fornitura del pasto, del campo-giochi, altre visite mediche ed incontri pubblici.

Elena e Alessandro

Abbiamo aperto la porta di casa ad Hamadi, un bimbo proveniente dal deserto del Sahara Occidentale e subito anche la porta del nostro cuore si è spalancata verso un mondo nuovo.
La difficoltà nel comprendersi realmente non c’è stata. Ci sono stati tanti momenti, gesti, sorrisi, parole variopinte, parole in una lingua inventata, tutta nostra, che ad ascoltarla a volte sorgevano spontanee le risate. C’era tanta voglia di conoscersi e di stare insieme. I miei figli, Diego e Fabio di 7 anni, sono stati i veri accompagnatori in questo viaggio nell’aridità del deserto.
Perché il deserto con Hamadi è arrivato in casa e c’era da attraversarlo….con lui, mano nella mano.
Il deserto era visibile nello sguardo gioioso di Hamadi quando si lasciava cullare tra le bolle di sapone nella vasca da bagno, come un sapiente navigatore dei mari, o quando in piscina, noncurante del pericolo, si immergeva sott’acqua per vedere in profondità cosa c’era, in questo mondo nuovo. E come l’acqua in un recipiente si è adattato ai ritmi della casa e della famiglia, della vita che lo accoglieva, con occhi pieni di curiosità e gioia.
Uno sguardo pieno di dignità, d’intelligenza e di gentilezza d’animo, di sapienza e amore, lo sguardo del popolo del deserto, che lascerà un ricordo indelebile nella nostra vita.

Cecilia e Roberto

Abbiamo accolto Chaur creatura vulnerabile e spaventata, chiusa come un bocciolo di rosa, impenetrabile…ma con tempo e pazienza questo fiore si è schiuso e ci ha permesso di entrare nel suo mondo non invadendolo ma facendolo anche un po’ nostro. Chaur è una bimba dolce, intelligente e giocherellona, ci ha insegnato tanto, vedere la meraviglia nei suoi occhi davanti al rubinetto dell’acqua quando le abbiamo spiegato che: “qua puoi scegliere tra calda e fredda”, o al circo, gli occhi sbarrati e le bocche aperte quasi a volersi riempire di tanta meraviglia e vedere questi bimbi condividere la merenda con i compagni e che se hanno qualcosa prima lo offrono spontaneamente a te…. Tutte le certezze di questo mondo materiale vengono messe in discussione e anche l’ ostacolo della lingua viene superato quando capisci che in fondo quello che conta è parlarsi col cuore.

Nazzarena e Enzo

Nadia è stata la nostra ospite, già all’arrivo si è capito subito qual era il suo carattere, una bimba esuberante, curiosa, desiderosa di sperimentare, al punto che durante i primi giorni era quasi incapace di fermarsi e riflettere, tanto era eccitata di tutte le novità che la stavano investendo. Con il passare del tempo, con la parziale saturazione della sua curiosità, con l’applicazione di semplici regole, con il tentativo di dare spiegazioni, per quanto la comunicazione potesse permettere e con l’aiuto anche del suo educatore July, siamo riusciti a trovare un equilibrio più sereno e produttivo per la nuova famiglia allargata, ma purtroppo i 18 giorni erano finiti.
Il percorso di avvicinamento all’accoglienza, l’accoglienza vera e propria, la necessità di rivedere gli equilibri famigliari, i momenti di piccole tensioni tra Nadia e Linda, la nostra figlia più piccola, la difficoltà della lingua, in quanto i bimbi Sahrawii parlano solo Arabo, la necessità di organizzare intrattenimenti per la nuova ospite e i suoi compagni, sono stati tutti momenti molto impegnativi, che sono stati ripagati dalla conoscenza di nuove persone e dall’instaurarsi di nuove o più profonde relazioni tra tutti quelli che hanno partecipato a questa fase dell’esperienza, compreso i momenti istituzionali, che hanno portato nuove conoscenze sulle problematiche di quelle popolazioni che non hanno le nostre opportunità.
Restano momenti indimenticabili in cui Nadia si è espressa con la semplicità ed ingenuità dei bambini, in modo particolare di quelli che non hanno già provato tutto, come ad esempio il suo “ballo” sotto il primo temporale, l’enorme emozione nel vedere il Fiume Po, che l’ha fatta sedere un attimo, il piacere che provava nel farsi leggere (ovviamente in Italiano) il libro prima di addormentarsi, l’essere riuscita ad imparare ad andare in bicicletta, la curiosità e il piacere di apprezzare cibi nuovi.
E’ ancora davanti ai nostri occhi il suo grande momento di tristezza quando è arrivata l’ora della sua partenza, Nadia anche qui ha dimostrato tutta la sua passionalità, ci siamo calorosamente salutati, ma ha salutato tutti quelli che ha conosciuto e che erano presenti alla sua partenza.
Nadia, ti auguriamo tutto il bene possibile e pensiamo che tu possa avere le capacità per realizzarti un futuro migliore; ovviamente tutto questo lo auguriamo a tutto il popolo Sahrawi e a tutti i popoli oppressi.

Monica e Giovanni

Mueilemnin è arrivata nella nostra casa già con l’intenzione di adattarsi e di vivere il più serenamente possibile quest’esperienza. Al di là della sua bellezza, i suoi occhi trasmettevano una maturità e una consapevolezza difficilmente riscontrabile in una bambina di nove anni.
Ha sempre ricercato l’autonomia, nonostante il suo carattere giocoso e allegro uscisse improvvisamente quando si rapportava con i nostri tre figli, in particolar modo con la piccola, di soli due anni.
La fatica della differenza linguistica e culturale non poteva che essere superata grazie alla sua intelligenza pronta e alla sua personalità forte e decisa.
Averla ospitata ci ha arricchito e, nonostante la fatica dei tanti impegni proposti allo scopo di salvaguardare e migliorare la sua salute, oltre a quelli volti a diffondere giustamente la causa Sahrawi, nel momento della sua partenza, all’interno della nostra famiglia abbiamo sentito il vuoto della sua mancanza. Mancano i suoi sorrisi radiosi, la sua piccola mano calda nella nostra durante le passeggiate, le corse a chi arriva prima sotto i portici, il suo posto a tavola, l’acqua rovesciata sul lavandino e sul pavimento del bagno perché lei la gestiva con difficoltà. Subito dopo la sua partenza, il nostro ordine è tornato prepotente, colmo della sua inutilità.
Sicuramente Mueilemnin ci ha aperto la finestra su un mondo che non conoscevamo. Allungando il nostro orizzonte ci ha reso un po’ meno ignoranti.
Le auguriamo di essere felice e di avere dalla vita le soddisfazioni che merita.
E auguriamo al popolo Sahrawi che l’occidente faccia un passo decisivo in suo favore, liberandosi da una situazione di stallo vergognosa.
Grazie Mueilemnin!

Valentina e Stefano

Che strano che è vedere dormire vicini nostro figlio Elia e Nayem, questo scricciolo impaurito arrivato da un mondo distante appena 2 ore di aereo eppure così lontano da noi.. Che strana che è la vita che ci spiattella davanti in modo così palese che infanzia diversa che vivono questi 2 bimbi..chissà cosa pensa, Nayem, nella sua testa mentre seduto sulla palla da calcio guarda spaesato un ambiente che apparentemente sembra dargli tutto: giochi a volontà, cibo buono, vestiti in abbondanza, cure mediche.

Fino a qualche tempo fa non sapevamo neppure chi o cosa fosse il Sahrawi, ora invece questa ennesima battaglia in giro per il mondo entra in casa nostra con la prepotenza dello sguardo di un bambino: una guerra di diritti negati e di terre contese che, comunque vada, obbliga sempre i piccoli a subire la sete di potere dei grandi. Cerchiamo di approfondire la storia e le condizioni di vita laggiù, a Tindouf, tramite la voce di July, l’accompagnatore dei bimbi, di poche parole ma incredibilmente loquace quando gli si chiedono notizie del campo profughi da dove vengono, segno che non sono qui solo per una vacanza, ma anche per sensibilizzarci a sostenere la loro causa non-violenta, di cui nessuno parla perché non ci sono kamikaze, carri armati o bombe a fare notizia. Il conflitto israelo-palestinese, che riesplode in tutta la sua drammaticità proprio mentre i bimbi sono qui, comincia a dare forma ad alcuni pensieri: quante tristi analogie con il popolo Sahrawi. Dobbiamo batterci perché stavolta la diplomazia non fallisca, si fa ancora in tempo a evitare un conflitto armato di cui Nayem potrebbe diventarne vittima innocente.

I bimbi che vivono una guerra non sono mai solo un numero da telegiornale, hanno sempre un nome, un volto e un sacco di emozioni. Accoglierli è veramente il minimo che possiamo fare.

Angela e Roberto

Al suo arrivo Zein era, fra i sei bimbi arrivati, il più provato dal viaggio e dal distacco dai cari, le nostre emotività, sommate, hanno scatenano una bomba di sensazioni.
Tutto viene messo in discussione, non solo il nostro stile di vita, ma la vita stessa, noi stessi, come persone, come individui, come valori. Ci siamo sentiti catapultati in universo nuovo, di difficile convivenza tra due mondi molto diversi tra loro. Sostanziale è stato il lavoro di July, l’accompagnatore ed educatore Sahrawi. I colloqui con lui hanno, giorno dopo giorno, dato i frutti desiderati e la nuova convivenza è diventata sempre più normale. Dopo questa esperienza il nostro mondo ci sembra onestamente troppo regolamentato, normato e scadenzato da orari e impegni. Vedere Zein che come unica vera regola di bambino ha quella del divertirsi ci fa pensare che stiamo facendo vivere i nostri figli sotto un’insensata campana di vetro. Questi bambini, che vivono in un ambiente difficile come il deserto, ci insegnano che la normalità sono i sorrisi e la spensieratezza di una vita leggera. Vedere Zein e tutti gli altri che appena si ritrovano diventano un unico mondo di risate, giochi e schiamazzi ci fa capire quanto abbiamo da riscoprire.
Ciò che ci ha spinti ad ospitare un bambino Sahrawi è stato il desiderio di dare un piccolo contributo in questo mondo di guerre e sofferenza. Spero che il nostro minuscolo sforzo abbia raggiunto almeno una parte dello scopo e che sia rimasto qualcosa di positivo anche nel cuore di Zein. Grazie Zein.

PICCO INFLUENZA 2014 !!!

malato001Salve, in questi giorni sta iniziando il picco dei virus influenzali (sono tre i virus interessati), con tanti bambini che vedo in ambulatorio con febbre elevata da diversi giorni. Questo picco probabilmente durerà ancora 30-40 giorni.

In sintesi i sintomi sono quelli di febbre anche alta,  e tosse, spesso con raffreddore. Nei primi 2-3 giorni serve solo dare degli antipiretici, tipo la tachipirina o il nurofen, in caso di febbre elevata o malessere. Se la febbre persiste oltre i 2-3 giorni, o se peggiorano le condizioni generali, è utile una visita pediatrica.

vi allego del materiale utile su come affrontare inizialmente l’influenza.

– In allegato trovate il file pdf su come iniziare a trattare l’influenza. influenza

A questo link trovate un bel video del Prof. Zuccotti (primario del Sacco di Milano), con consigli utili (quali farmaci dare, quando chiamare il medico, ecc…):

http://www.deabyday.tv/genitori-e-bambini/video/350/Guida-alle-malattie-del-bambino–l-influenza.html

– vi invio anche il link alla pagina del mio sito:

http://www.pediatracantoni.com/page4/page9/influenza.html

Al minimo dubbio, o se non vi è chiaro qualcosa, contattatemi.

ciao
Sandro Cantoni

pubblicita 2014001

Accesso alle scuole d’infanzia comunali e statali

Arcobeleno001

Modificati i criteri per garantire il diritto di scolarizzazione

Dal prossimo anno scolastico le bambine ed i bambini dai 3 ai 6 anni che hanno genitori senza lavoro, in cassa integrazione, con contratti atipici, avranno pari opportunità d’accedere alle scuole comunali e statali d’infanzia. Lo ha deciso il Consiglio Comunale, nella seduta di mercoledì 18 dicembre, attraverso l’approvazione delle modifiche ai criteri per l’accettazione delle domande di ammissione alle scuole comunali e statali d’infanzia.
Negli ultimi due anni, infatti, dall’ascolto e segnalazioni dei genitori è risultato piuttosto evidente il fatto che i criteri fin’ora adottati valorizzassero soprattutto il lavoro come elemento per attribuire il punteggio per la formulazione della graduatoria, riducendo di molto le possibilità di accesso a bambini appartenenti a famiglie nelle quali, ad esempio, uno dei genitori aveva perso il lavoro o aveva contratti saltuari, con conseguente riduzione dei redditi familiari.
Unitamente a queste considerazioni ne sono emerse altre: ad esempio l’eccessivo numero di ritiri dalla scuola (spesso per difficoltà economiche) e la necessità di limitare i nuovi inserimenti ad anno scolastico inoltrato, per non compromettere l’equilibrio delle sezioni ed il punteggio eccessivo dati a situazioni, ad esempio di nuclei mono genitoriali, non più così rare come in passato e a questo si è cercato di introdurre dei correttivi.
Le modifiche vanno quindi nella direzione di recepire i cambiamenti sociali e demografici in corso e consentire una lettura del bisogno delle famiglie più adeguata ai tempi.
Non si tratta però di un traguardo, ma della conferma di un lungo percorso che ha visto la collaborazione del Comune di Novellara con le altre agenzie educative presenti sul territorio (le due scuole private e quella statale).
Da diversi anni, infatti, si sta lavorando in sinergia con le scuole per l’infanzia del territorio, private comprese, in un’ottica finalizzata all’integrazione di alcune attività e progetti: il progetto continuità per facilitare l’ingresso alle elementari dei bambini non scolarizzati, la consulenza del coordinamento pedagogico dell’Azienda Bassa Reggiana, la formazione per le insegnanti, l’utilizzo dei mediatori culturali laddove sia necessario.
Tale collaborazione ha inoltre permesso di uniformare il periodo i periodi di iscrizione a quello stabilito dal Ministero, di individuare l’Ufficio Scuola Territoriale dell’Azienda come punto di raccolta delle domande della Scuola Infanzia Comunale e Statale e di stilare una graduatoria unica con la possibilità delle famiglie di individuare le preferenze tra le due scuole (e la preferenza tra le due scuole parrocchiali se esclusi da quelle pubbliche).

DM- COSTRUZIONI