UN’ESPERIENZA CHE NON DIMENTICHERÒ

TYP-398338-3680354-alcolizzato_gEgr. direttore, sono un dirigente in pensione che ha accettato l’invito di un amico Alcolista Anonimo, a partecipare ad una “riunione aperta” dove si svolgevano compleanni di sobrietà. Ho sentito tante testimonianze di alcolisti e familiari degli stessi, condivise e spontanee Particolarmente toccante è stata quella di una ragazza che raccontava la sua storia assieme alla mamma, per cercare di far smettere di bere il proprio papà.
Sosteneva di aver usato le buone maniere, poi i ricatti, le suppliche, affinché il loro caro incontrasse il Gruppo di A.A. Un bel giorno, stanche della situazione, l’hanno caricato forzatamente e lo hanno accompagnato al Gruppo “Speranza” di Guastalla. Alcuni interrogativi sono passati velocemente nella mente della giovane (cosa farà? cosa dirà? cosa accadrà?) e altrettanto alla svelta si sono dileguati nella certezza che lei avesse fatto la sua parte del lavoro: ora spettava solo a lui con l’aiuto degli A.A.. E’ stato proprio così vivendo un giorno alla volta. Il percorso della sobrietà, pur non essendo stato facile, è stato lungo e ricco di di contenuti ed amore. Ricco di sofferenze, ricco di quella gratuità di donarsi l’un l’altro e che li ha fatti crescere in famiglia. Ha terminato ringraziando la famiglia, la sorella, la mamma che non ha mai mollato e suo padre con gli occhi lucidi, che con la sua perseveranza ha recuperato se stesso ritrovando l’orgoglio e la stima di chi gli sta intorno. Ho molti anni ma partecipare a questa festa, come al rituale ultimo martedì di ogni mese dove tutti possono ascoltare esperienze condivise, mi fa crescere “spiritualmente”, inteso non in senso religioso ma “interiore” vedendo l’onestà, la sincerità, la solidarietà e l’amore che si respira tra i membri che da pochi giorni han smesso di bere e di chi ha oltre vent’anni di sobrietà. Credo farebbe attrazione a molti il loro Programma; io mi ritengo fortunato.
Molti cordiali saluti
Giovanni Franzoni
Alcolisti anonimi-300

ALCOLISTI ANONIMI IN ITALIA

L’Associazione “Alcolisti Anonimi” (A.A.) è nata negli Stati Uniti nel 1935 dall’incontro di un agente di borsa di Wall Street ed un medico chirurgo di Akron (Ohio), entrambi alcolisti, i quali si resero conto che condividendo le loro dolorose esperienze e aiutandosi a vicenda riuscivano a mantenersi lontano dall’alcol. In un mondo caratterizzato da forti pregiudizi nei confronti dell’ alcolismo e dalla pressochè totale impotenza della scienza medica ad affrontare tale problema, i due fondatori di Alcolisti Anonimi superando ogni approccio moralistico e con un pragmatismo tipico della cultura nordamericana, ebbero la grande intuizione di applicare l’ autoaiuto alla dipendenza dall’ alcol, vista non più come un vizio da estirpare ma come una vera e propria malattia del corpo e dello spirito, i  cui tragici effetti potevano essere sospesi semplicemente non bevendo e cambiando stile di vita. Oggi Alcolisti Anonimi è presnte in 182 Paesi di tutti i continenti con più di 120.000 gruppi di autoaiuto e milioni di alcolisti recuperati. In Italia A.A. è presente dal ’72 quando l’ alcolismo era ritenuto un vizio e gli alcolisti internati nei manicomi: allora i rari medici ed operatori hanno dovuto spesso affrontare lo scetticismo e la diffidenza di molti loro colleghi. Oggi all’ alcolista viene riconosciuta la dignità di persona malata che si deve aiutare e recuperare alla società e ne sono interessate molte strutture: ospedali, SerT, centri di alcologia, medici di famiglia, cliniche private, comunità terapeutiche, Caritas, servizi sociali, tante altre associazioni ed enti vari. Dal punto di vista delle Istituzioni l’ alcolismo viene ormai recepito come un fenomeno complesso, sanitario e sociale insieme, che non può essere sottovalutato anche per gli elevatissimi costi che scarica sulla collettività. Gli A.A. hanno come costante punto di riferimento il territorio dove operano i loro Gruppi, conseguentemente con i medici di famiglia, con i centri di alcologia, con le strutture ospedaliere; con gli operatori del sociale il rapporto sta divenendo sempre più un canale di collaborazione.
 
L’ ASSOCIAZIONE
Alcolisti Anonimi è un’associazione di uomini e donne che mettono in comune la loro esperienza, forza e speranza per risolvere il loro problema comune e aiutare altri a recuperarsi dall’alcolismo, l’unico requisito per farne parte è desiderare di smettere di bere. E’ finanziarmente autonoma, non accetta sovvenzioni, nè altri tipi di contributi e non è affiliata ad alcuna confessione, idea politica, organizzazione o istituzione, non si impegna in alcuna controversia, nè sostiene o si oppone ad alcuna causa. Gli A.A. aiutano altri alcolisti che ancora non hanno trovato una via di uscita in modototalmente gratuito. Uno dei punti fermi dell’associazione è l’anonimato e il gruppo è l’entità tramite la quale si realizza il recupero. Nelle riunioni in assoluta libertà, vengono raccontate le proprie storie, condivisi i problemi personali e soprattutto, tramite il commento della loro letteratura e le esperienze viene messo in pratica il famoso programma di recupero conosciuto in tutto il mondo chiamato come ” METODO DEI DODICI PASSI “.
Quando il nuovo venuto comincia a frequentare le riunioni di gruppo e sente le testimonianze degli altri, spesso molto diverse tra loro pur con un filo conduttore comune, attraverso un processo di identificazione che gli consente di iniziare a superare il terribile scoglio dellanegazione, diventa sempre più consapevole della propria condizione ed inizia ad acquistare fiducia. Quasi sempre l’ alcolista che frequenta con assiduità i gruppi riesce a centrare l’obiettivo e astinente, talvolta anche sin dalla prima riunione, ma i tempi possono essere diversi a seconda delle varie situazioni e problematiche caratteriali. I gruppi di A.A. sono presenti in tutto il territorio nazionale con una o più riunioni settimanali a seconda delle province, in alcune delle quali una volta al mese tutti possono partecipare ascoltando ed alla fine chiedere delucidazioni o informazioni: sono chiamate ” riunioni aperte “.  In A.A. sono proposte dodici progressive tappe sulla via del miglioramento della personalità e ognuna di ese richiede riflessione e superamento prima che si passi alla successiva, ognuno parla per sè non per gli altri, in quanto non si aspira a cambiare gli uomini e le circostanze, quanto a cambiare loro stessi dimenticando il passato, non preoccupandosi per il futuro ma vivere intensamente l’ oggi.

SERVIZI GENERALI:  www.alcolisti-anonimi.it – E-mail: aaitaly@tin.it
Centralino di ascolto nazionale: tel. 06 66 36 629

E’ AFFASCINANTE DIRE: “ALCOLISTI”

Spero che a nessuno dispiacerà se oso la triste confessione che vi sono momenti, oh, molti momenti in cui io desidererei essere un alcolista. La ragione è che io considero la gente di A.A. la più incantevole del mondo. Tale è la mia considerata opinione. In qualità di giornalista ho scoperto essere mia fortuna l’aver incontrato molte di quelle persone che vengono ritenute affascinanti. Conto fra i miei amici stelle e luci meno brillanti del palcoscenico e del cinema. Gli scrittori rappresentano la mia dieta giornaliera, conosco dame e gentiluomini di entrambi i partiti politici. Sono stato ricevuto alla Casa Bianca; ho diviso il pane con re, ministri e ambasciatori e io dico, dopo questo elenco, che preferirei una serata con i miei amici A.A., piuttosto che una con qualsiasi persona o gruppo tra quelli che ho indicato. Mi sono chiesto perché io consideri così affascinanti questi bruchi alcolisti che hanno scoperto le loro ali da farfalla in Alcolisti Anonimi. Vi è più di una ragione ma posso dirne alcune. Gli A.A. sono quelli che sono ed erano quelli che erano, perché essi sono sensibili, immaginativi, ossessionati da un <<sense of humour>> e una consapevolezza di una universale verità. Essi sono sensibili, il che significa che vengono facilmente feriti e ciò li aiuta a divenire alcolisti. Ma quando si sono ristabiliti sono ancora così sensibili – come sempre – sensibili alla bellezza e alla verità e avidi inafferrabili delle glorie della vita. Ciò li rende compagni affascinanti. Alcuni di loro bevono per sconfiggere la loro immaginazione. Altri gozzovigliano solo per cancellare insopportabili visioni immaginarie. Ma quando essi hanno trovato la via del recupero, i loro discorsi traboccano di calore e di luce; questo li rende compagni incantevoli. Essi sono ossessionati da un <<sense of humour>>. Perfino nel corso della loro intossicazione essi erano conosciuti perché dicevano cose dannatamente divertenti. Ma quando hanno trovato la via del loro recupero, possono scoprire una felice libertà e sono capaci di raggiungere uno stato divino in cui essi possono ridere di se stessi – l’apice dell’auto-conquista. Andate alle riunioni e ascoltate le risate. Di cosa ridono? Ridono di macabre memorie su cui spiriti più deboli si rannicchierebbero in inutili rimorsi. E ciò li rende persone meravigliose con cui stare al lume di candela. State con loro quando finisce la riunione e ascoltateli recitare la Preghiera della Serenità! Essi hanno trovato un Potere Superiore che loro servono diligentemente. E ciò dà un fascino che non si trova mai altrove: né in mare né in terra.

 Fulton Oursler (giornalista)
New York

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UMILTÀ: UNO STILE DI VITA

Nel momento in cui si decide di far parte di un gruppo A.A. la prima cosa che salta agli occhi dalle testimonianze personali, è proprio questo concetto di umiltà. Infatti ammettere di essere alcolista e poi accettare la propria impotenza nei confronti dell’alcol, è la prima forma di umiltà che noi pratichiamo. Prima di entrare in A.A., quanti di noi si dibattevano sulla necessità di smettere di bere e nell’incapacità a farlo? Alla base, persisteva un forte senso di orgoglio che ci faceva dire: non ho bisogno di nessuno e un forte senso di vergogna che ci impediva di dire a se stessi, ho bisogno di aiuto. Tutta la nostra cultura di fatto è basata su valori, quali orgoglio, ambizione, individualismo, che se portati all’eccesso impediscono di riconoscere la vera umanità presente in ognuno di noi. Spesso i rapporti fra gli individui sono mediati e condizionati da meccanismi quali la paura, l’arroganza e quant’altro. Ci si convince inoltre che rifarsi alla legge del più forte sia l’unica strada per sopravvivere in questa società che, bisogna dirlo, a tutto induce tranne che al vero significato della vita. Possesso e sopraffazione costituiscono il principio unico di esistenza mentre pure la psicologia ci fa intendere che la pratica dell’umiltà, assieme a un buon esercizio di autostima, può essere un ottimo sistema di accettazione di se stessi al fine di neutralizzare conflitti e frustrazioni. L’umiltà, inoltre, è la via migliore per mettersi in relazione con gli altri in modo autentico. Il surrogare con falsi valori il malessere, (esempio il consumismo, le ambizioni sbagliate, la prepotenza e il razzismo), difficilmente può indurre all’umiltà; troppa presa da sè la persona tende a vedere gli altri come nemici da cui difendersi o, più volentieri da attaccare. Ridurre l’egocentrismo, prendere coscienza dei propri difetti anche di quelli meno apparenti, è un buon inizio verso la liberazione dalle tante storture che la vita con gli anni ci ha costretto a subire e a far subire. La pratica dell’umiltà. come lo smettere di bere, richiede sforzo e volontà; vuole consapevolezza e cuore insieme. Noi grazie ad A.A. abbiamo l’opportunità di raggiungere, non dico la perfezione ma sicuramente l’umiltà per oggi e, un giorno alla volta, un nuovo stile di vita.

Sono Paolo un alcolista anonimo di Viadana – MN

Io mentre vi addormentate, voglio ricordarvi sussurrando che è tempo di gioire, di sognare la pace dentro la vostra famiglia fra tutti coloro che ne fanno parte e che ora si stanno addormentando. Non dimenticate che ciascuno ha bisogno dell’altro e che la vostra felicità è legata a quella degli altri.

Anonimo