UN’ESPERIENZA CHE NON DIMENTICHERÒ

TYP-398338-3680354-alcolizzato_gEgr. direttore, sono un dirigente in pensione che ha accettato l’invito di un amico Alcolista Anonimo, a partecipare ad una “riunione aperta” dove si svolgevano compleanni di sobrietà. Ho sentito tante testimonianze di alcolisti e familiari degli stessi, condivise e spontanee Particolarmente toccante è stata quella di una ragazza che raccontava la sua storia assieme alla mamma, per cercare di far smettere di bere il proprio papà.
Sosteneva di aver usato le buone maniere, poi i ricatti, le suppliche, affinché il loro caro incontrasse il Gruppo di A.A. Un bel giorno, stanche della situazione, l’hanno caricato forzatamente e lo hanno accompagnato al Gruppo “Speranza” di Guastalla. Alcuni interrogativi sono passati velocemente nella mente della giovane (cosa farà? cosa dirà? cosa accadrà?) e altrettanto alla svelta si sono dileguati nella certezza che lei avesse fatto la sua parte del lavoro: ora spettava solo a lui con l’aiuto degli A.A.. E’ stato proprio così vivendo un giorno alla volta. Il percorso della sobrietà, pur non essendo stato facile, è stato lungo e ricco di di contenuti ed amore. Ricco di sofferenze, ricco di quella gratuità di donarsi l’un l’altro e che li ha fatti crescere in famiglia. Ha terminato ringraziando la famiglia, la sorella, la mamma che non ha mai mollato e suo padre con gli occhi lucidi, che con la sua perseveranza ha recuperato se stesso ritrovando l’orgoglio e la stima di chi gli sta intorno. Ho molti anni ma partecipare a questa festa, come al rituale ultimo martedì di ogni mese dove tutti possono ascoltare esperienze condivise, mi fa crescere “spiritualmente”, inteso non in senso religioso ma “interiore” vedendo l’onestà, la sincerità, la solidarietà e l’amore che si respira tra i membri che da pochi giorni han smesso di bere e di chi ha oltre vent’anni di sobrietà. Credo farebbe attrazione a molti il loro Programma; io mi ritengo fortunato.
Molti cordiali saluti
Giovanni Franzoni
Alcolisti anonimi-300

BERE TROPPO E DEPRESSIONE

Depressione
Egr. direttore, leggevo che la depressione si associa molto spesso alla dipendenza da alcol, facilitandone le ricadute. Gli psicofarmaci, per quanto utili, non bastano a fermare la dipendenza dal troppo bere. Viene ribadito che i gruppi di automutuoaiuto sono una realtà irrinunciabile, che è basato sulla reciproca comprensione e gestione di problematiche sociali e individuali con il coinvolgimento delle persone che condividono lo stesso problema. La premessa su cui si basano gli Alcolisti Anonimi dove ho partecipato alle loro cosiddette “riunioni aperte”, è il riconoscimento dell’impotenza della donna/uomo/ragazzo, di fronte all’alcol e dei danni che il proprio stato di dipendenza ha inflitto alle altre persone. I costi poi per la comunità sono incredibili: 53 miliardi di euro (3,5 del Pil) l’anno, sono le spese totali dovute all’abuso di alcol in Italia dove 8 ragazzi su 10 bevono provocando il triste primato di prima causa di morte, fra i giovani entro i 24 anni. Si sta studiando dei complessi legami esistenti tra alcolismo e disturbi dell’umore cercando di delineare le possibili strategie terapeutiche per entrambe le problematiche. Il dibattito su cosa venga prima – depressione o abuso alcolico – è tutt’ora aperto ma il trattamento deve tenere conto di questa doppia vulnerabilità. Auguriamoci che nuovi farmaci come la ketamina che sono oggetto di studio, riescano in un domani ad agire su entrambi i fronti.
Cordiali saluti
Giovanni Franzoni

BERE CONSAPEVOLE

Bere consapevoleEgr. direttore, leggevo che l’alcol è la principale causa di mortalità fra i giovanissimi. Sia direttamente per le gravi conseguenze sull’organismo in formazione che talvolta diventano letali, sia indirettamente per gli incidenti provocati sulle strade, nelle scuole, nelle famiglie. Eppure in Italia viene venduto e servito – in bottiglia o sfuso – senza alcun ritegno da parte di gestori “indifferenti”. E senza neanche controlli troppo incisivi da parte delle forze dell’ordine. Consentire di bere alcol agli adolescenti, (confermano autorevoli studi scientifici), è come metterli alla guida di una vettura di grossa cilindrata e farli schizzare a tutta velocità nel traffico cittadino. Perché per guidare un’auto ci vuole la patente, per votare bisogna avere compiuto la maggiore età e per bere alcol non c’è la stessa attenzione preventiva? L’alcol poi è associato al divertimento. Si tenta di convincere i ragazzi che senza alcol è impossibile che una festa abbia successo non riuscendo ad essere brillanti e simpatici. Purtroppo questa demoniaca falsità è propagandata da discutibili personaggi del mondo dello spettacolo che addirittura associano l’alcol e le droghe alla creatività! Delle canzoni e delle esibizioni di costoro che puzzano di vino e birra, faremmo volentieri a meno ma questi subdoli modelli generano consenso in menti ancora deboli e per questo facilmente fascinabili. Quando capita che il ragazzino torni a casa ubriaco o peggio i genitori devono accorrere in ospedale per un coma etilico del pargolo, si tende a giustificare: ” Tanto bevono tutti a questa età”. Non è vero per nulla. Questa sbronza è una drammatica richiesta di aiuto. In quella famiglia evidentemente non mancano il telefonino ultimo modello ed i soldi per il bancone dell’alcol ma in fondo al bicchiere c’è tanta solitudine, tanta disperazione, tanta vita priva di senso speranza e significato. Contro l’alcol bisogna dichiarare guerra aperta, senza titubanza alcuna. Se si pensa e ritengo sia giusto, punire chi fuma nella propria autovettura con a bordo i propri figli o altri bambini, non vedo perché non si possa essere altrettanto drastici verso genitori, gestori di bar, cassiere di supermercati che nei vari livelli di responsabilità analizzati, contribuiscono ad esporre le nuove generazioni ad un rischio mortale. Non ci possono essere incertezze e titubanze. Si è perso fino ad oggi troppo tempo e soprattutto se ne sono andate tante giovani vite ed altrettante saranno per sempre segnate nella mente e nel corpo dal bicchiere velenoso. Il consumo di alcol richiede un’età adulta, la giusta maturità e moderazione ovviamente. Adulti che bevono con consapevolezza sono i migliori educatori dei giovani e giovanissimi. Sarebbe meglio non bere però mi chiedo cosa vendano quei farabutti che distribuiscono shottini, (in inglese colpo), a solo un euro. Altro che happy hour. E’ mai possibile che nessuna autorità sanitaria ritenga di analizzare questi intrugli mortiferi? Propagandare di non bere alcolici è assai difficile grazie alle potentissime lobby industriali favorite purtroppo anche dagli interessi dello Stato che su vino, birra, grappa e cognac, ricava tasse imponenti.

Cordialità

LETTERA DI UNA FIGLIA A UN PADRE ALCOLISTA

Ciao papà. Come stai? E’ da un po’ che non parliamo, da sempre. E allora te lo richiedo: come stai? Sai, io sto bene. Sì anch’ io ho i miei alti e bassi con la scuola ma del resto sto bene. Ti interessa? Vuoi sapere come sto? Eppure non me lo chiedi mai…Forse non ti interessa. Forse io sono troppo noiosa, sono una ragazzina come tutte le altre. Tu per me resti sempre l’ unico. A me interessa sapere come stai. Sapere come ti sta andando la vita. So che non ci sei mai e di questo ne risento e anche se non ci parliamo, non avendo quel rapporto tra padre e figlia di 15 anni, io ti amo lo stesso. E ripeto: tu per me sei l’ unico. Lo so che hai il problema dell’ alcolismo e questo probabilmente è la causa principale del silenzio che c’ è tra noi ma, a me non importa neanche questo. Solo grazie ad Associazioni come A.A. ho saputo superare certi periodi difficili scoppiando a piangere raccontando tutti i miei dolori in mezzo a loro. Mi piace andare alle riunioni di Alcolisti Anonimi e ogni volta mi vieni in mente tu. Ogni volta che li sento parlare, mi si riaccende la speranza e allora dico: “se ce l’ hanno fatta loro, ce la può benissimo fare anche lui”. Ho capito babbo che non è mai troppo tardi per cominciare a vivere. Se pensi di odiare la tua vita e riesci a stare bene solo bevendo, chiedi aiuto a loro. Non ci sono altre persone che sanno cosa vuol dire avere paura di parlare o ad amare per colpa di una bottiglia. Ricordati che anche loro pensavano che i Gruppi sarebbero stati qualcosa di inutile e ridicolo ma poi sono arrivati ad un punto della loro vita in cui non potevano farcela più e così hanno fatto quel passo che pure tu hai provato a fare 16 anni anni fa, per poi lasciarlo da sei anni. Quindi la scelta è tua papà. Ricorda, io ti vorrò sempre bene qualunque cosa tu deciderai di fare, rammentati che il tempo intanto scorre ed io sono ora un’ adolescente. Io ora sono qui ma fra pochi anni sarò una donna e dovrò anch’ io pensare alla mia vita. Quindi se hai da parlarmi, parlami; se hai da sfogarti, sfogati; se hai da baciarmi, baciami; se hai da abbracciarmi, abbracciami…Ma fallo ora perché ho paura che il tempo passi veloce e che mi porti via gli anni migliori senza di te. Se non ci sei tu, non c’ è una parte di me e così non posso diventare quella donna completa, in tutto e per tutto, capace di spiccare il volo verso quella vita senza di te e mamma. Quella vita in cui dovrò pensare alla mia famiglia e ai miei figli. Sono stata fortunata perché dopo averla letta lui, è venuto ad abbracciarmi e a baciarmi. Dopo quel suo gesto ho capito che “mi voleva bene” quanto io amavo lui. Avevo compreso quanto stava male per questa sua malattia e di quanto me lo faceva odiare. Io non smetterò mai di ringraziare le amiche e altri che mi hanno fatto scoprire me stessa, con i miei pregi e i miei difetti e, mi sta facendo crescere con una speranza in più.
In questa lettera mi sono sfogata e gli ho scritto tutte quelle cose che mi sono sempre tenuta dentro e che non ero mai riuscita a dirgli in faccia.

L’alcol è un problema?
Alcolisti Anonimi
forse può aiutarti!

Gruppi di Reggio Emilia e provincia
tel. 346.303.70.00

AF-cuore

NEL PANTANO

Vedeva se stesso sulla riva, come una figura anziana e patetica che urla qualcosa a una flottiglia di giovani che scivolano nel fatale pantano del mondo: le risorse che diminuiscono, le libertà che scompaiono, gli spietati annunci pubblicitari che s’ adattano a un’ insensata cultura popolare fatta di musica e birra e di giovani femmine dalla magrezza e dalla forma fisica impossibili.

John Updike

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L’espressione scoraggiata di un anziano educatore che tenta di comunicare invano qualche valore ai giovani che, sono attratti da musica, birra e ragazze, l’abbiamo provata un po’ tutti noi adulti. Lo rappresenta con amarezza un noto scrittore americano Updike nato nel 1932 dove in un suo romanzo sostiene che la tentazione di sentirsi del tutto inutili e fin ridicoli è una considerazione per lui pessimistica. Certo è che tante volte il pantano in cui i giovani scivolano, fatto appunto di alcol, di droga, di sesso, di vuoto assordante, è una realtà che stringe il cuore e fa spegnere sulle labbra le parole di ammonimento e di sensatezza. Eppure non ci si deve rassegnare per due ragioni, la prima è legata al fatto che – come diceva Pascal – <<l’uomo supera infinitamente l’uomo>> e può quindi sempre avere in sé una scintilla di salvezza, un seme di redenzione, una segreta capacità di non soccombere. L’altro motivo di speranza è anche in quella folla di giovani – pensando al volontariato – che hanno in sé una forte carica di passione, di creatività e di vita: sono loro spesso a infondere fiducia e speranza a noi adulti o anziani.

Serena giornata e buona settimana
Paolo Pagliani

E’ AFFASCINANTE DIRE: “ALCOLISTI”

Spero che a nessuno dispiacerà se oso la triste confessione che vi sono momenti, oh, molti momenti in cui io desidererei essere un alcolista. La ragione è che io considero la gente di A.A. la più incantevole del mondo. Tale è la mia considerata opinione. In qualità di giornalista ho scoperto essere mia fortuna l’aver incontrato molte di quelle persone che vengono ritenute affascinanti. Conto fra i miei amici stelle e luci meno brillanti del palcoscenico e del cinema. Gli scrittori rappresentano la mia dieta giornaliera, conosco dame e gentiluomini di entrambi i partiti politici. Sono stato ricevuto alla Casa Bianca; ho diviso il pane con re, ministri e ambasciatori e io dico, dopo questo elenco, che preferirei una serata con i miei amici A.A., piuttosto che una con qualsiasi persona o gruppo tra quelli che ho indicato. Mi sono chiesto perché io consideri così affascinanti questi bruchi alcolisti che hanno scoperto le loro ali da farfalla in Alcolisti Anonimi. Vi è più di una ragione ma posso dirne alcune. Gli A.A. sono quelli che sono ed erano quelli che erano, perché essi sono sensibili, immaginativi, ossessionati da un <<sense of humour>> e una consapevolezza di una universale verità. Essi sono sensibili, il che significa che vengono facilmente feriti e ciò li aiuta a divenire alcolisti. Ma quando si sono ristabiliti sono ancora così sensibili – come sempre – sensibili alla bellezza e alla verità e avidi inafferrabili delle glorie della vita. Ciò li rende compagni affascinanti. Alcuni di loro bevono per sconfiggere la loro immaginazione. Altri gozzovigliano solo per cancellare insopportabili visioni immaginarie. Ma quando essi hanno trovato la via del recupero, i loro discorsi traboccano di calore e di luce; questo li rende compagni incantevoli. Essi sono ossessionati da un <<sense of humour>>. Perfino nel corso della loro intossicazione essi erano conosciuti perché dicevano cose dannatamente divertenti. Ma quando hanno trovato la via del loro recupero, possono scoprire una felice libertà e sono capaci di raggiungere uno stato divino in cui essi possono ridere di se stessi – l’apice dell’auto-conquista. Andate alle riunioni e ascoltate le risate. Di cosa ridono? Ridono di macabre memorie su cui spiriti più deboli si rannicchierebbero in inutili rimorsi. E ciò li rende persone meravigliose con cui stare al lume di candela. State con loro quando finisce la riunione e ascoltateli recitare la Preghiera della Serenità! Essi hanno trovato un Potere Superiore che loro servono diligentemente. E ciò dà un fascino che non si trova mai altrove: né in mare né in terra.

 Fulton Oursler (giornalista)
New York

campagna_antialcool_comune_Milano

IO SONO L’ ALCOLISMO

satanaIo sono la tua malattia. Io odio qualsiasi Potere Superiore come uno lo concepisce. Io odio chiunque abbia un Programma.
A tutti coloro che vengono in mio contatto, io auguro la morte e la sofferenza.
Permettimi di presentarmi: Io sono l’alcolismo.
Io sono furbo, sconcertante e potente. Io ho ucciso milioni di persone e ne sono contento.
Io amo sorprendere, stupire. Io adoro spacciarmi per amico ed amante.
Non è forse vero che ti ho dato piacere?
Io adoro farti male. Io amo farti piangere. Ancor di più amo stordirti a tal punto da non farti più né piangere né soffrire.
Non puoi più provare nulla. Questa è vera gloria.
Io ti darò una fugace gratificazione in cambio di una lunga sofferenza.
Ero sempre a tua disposizione. Mi hai chiesto di far parte della tua vita quando le cose ti andavano bene. Quando dicevi che non meritavi quelle cose io ero l’unico a darti ragione.
Insieme siamo stati capaci di distruggere tutte le cose belle della tua vita.
La gente mi sottovaluta. Loro prendono seriamente gli infarti, i colpi apoplettici e il diabete, sono dei superficiali.
Loro non sanno che senza il mio aiuto queste malattie non sarebbero così gravi.
Io sono una malattia veramente odiata. Non arrivo senza essere invitato. Tu scegli di avermi.
Moltissimi mi hanno preferito al benessere e alla tranquillità.
Io odio tutti coloro che hanno un Programma di dodici passi (es. gli A.A.)
Odio le vostre riunioni, il vostro Potere Superiore.
Tutto questo mi sfinisce tanto da non farmi funzionare com’è mia abitudine.
Ora debbo acquietarmi. Non mi vedete ma sto crescendo, più grande che mai. Quando solo esisti, io posso vivere. Quando vivi, io solo esisto. Ma sono qua…
Insieme ci incontreremo, se c’incontreremo di nuovo ti auguro sofferenza e morte cosicché io possa vivere.

Anonimo

L’alcol è un problema?
Alcolisti Anonimi
forse può aiutarti!

Gruppi di Reggio Emilia e provincia
tel. 346.303.70.00