Novellara, terra natale di Augusto dei Nomadi, ricorda l’artista tra musica e beneficienza

La città di Novellara, terra natale di Augusto, indimenticabile leader dei Nomadi, scomparso il 7 ottobre 1992, non ha mai smesso di celebrare questo umile e straordinario artista. Ogni anno a febbraio il Nomadincontro raduna migliaia di nomadi da tutt’Italia, la Sala Civica all’interno della Rocca Gonzaghesca raccoglie un’esposizione dei suoi dipinti ed infine da tre anni il fans club novellarese “La nostra terra” organizza l’evento benefico “Primavera Nomade”.

L’iniziativa viene organizzata all’interno della Rocca dei Gonzaga, il 24 e 25 giugno, ed i proventi delle serate saranno devoluti all’associazione “Augusto per la Vita” fondata da Rosanna Fantuzzi, compagna di una vita di Agusto per finanziare la ricerca sui tumori.

Primavera Nomade è patrocinata dal Comune di Novellara e avrà inizio venerdì 24 giugno alle ore 21.30 con uno spettacolo di cabaret di Antonio Guidetti, celebre comico reggiano che proporrà al suo pubblico il meglio del suo repertorio.
Ingresso 5 euro.

La festa continua sabato 25 giugno alle ore 22.00 con il concerto della cover band dei Nomadi Lato B, anticipati dal gruppo emergente Sick Symphony, alle ore 21.00.

Nelle due serata sarà attivo il servizio ristoro.
Inoltre, da venerdì a partire delle ore 18.00 sotto al porticato della Rocca sarà visibile, in prima visione assoluta, la mostra “Il canto nomade di un poeta vagabondo” in cui si ripercorre tutta la vita e le passioni di Augusto.
 Rosanna Fantuzzi, compagna di vita e di pensiero d’Augusto, ha aperto la miniera impressionante di creatività e tenerezza del leader storico della band novellarese. Torniamo ad ascoltare le sue poesie, a guardare i suoi quadri, a riscorrere i sorrisi dolci delle sue fotografie più vive che mai. E i pensieri straziati dell’esercito ammutolito dei suoi fans, i ragazzi che sognano di “vagabondare” e ora possono farlo, tra tutte le diversità.

Per informazioni:
lanostraterra.nomade@libero.it
cell. 346-1401600
www.augustoperlavita.it

La novità di una mostra su Augusto
al raduno dei Nomadi fans in Rocca

Augusto se ne è andato il sette ottobre del 1992. Leggiamo bene, 1992, quasi vent’anni fa in un secolo che ha visto guerre, regimi, lo sterminio che lui cantava in Auschwitz e quella che ora chiamano mondializzazione.
Augusto la anticipò con la voglia di lasciare (…io vagabondo) la sua pianura senza mai abbandonarla, come se già capisse l’impatto di telefono, radio, cinema e televisione sugli umori del mondo e con la rete di oggi che è solo mettere su uno schermo stesse colleganze.
Cantava, la creatività come diversità, il lasciarsi alle spalle le ipocrisie dei benpensanti, le convenzioni statiche di una società piena di conformismi.
Ci si comportava così, si vestiva così, ci si sposava così si pensava così, senza amore (cos’è?)
Le passioni appassite dal conformismo e dalle abitudini.
Chiediamoci il perché della impressionante longevità del suo messaggio, del calore che i suoi “Nomadi” mantengono dopo mezzo secolo e tutto fa pensare che continueranno a lungo.
Era il secolo delle aquile, come Augusto, che cantava “nel cielo della vita volerò”. Ora è il secolo degli avvoltoi che si buttano sugli avanzi, delle civette appollaiate e lugubri, dei gufi che temono la luce e dei pappagalli che ripetono e basta e che lui aveva già crudamente imbalsamato in un disegno memorabile che campeggia nella mostra che Novellara gli dedica questo mese.
Ora Rosanna Fantuzzi, sua compagna di vita e di pensiero, ha aperto la miniera impressionante di creatività e tenerezza del nostro ragazzo che ha disceso le scale della sua casa in via De Amicis per salire nel cielo dei poeti. Sarà esposta qui, nella sua Rocca, dove era avvenuto l’ultimo incontro con la sua gente .
Torniamo ad ascoltare le sue poesie, a guardare i suoi quadri, a riscorrere i sorrisi dolci delle sue fotografie più vive che mai. E i pensieri straziati dell’esercito ammutolito dei suoi fans, i ragazzi che sognano di “vagabondare” e ora possono farlo, tra tutte le diversità.
L’associazione “Augusto per la vita” con il suo ricordo fa cose meravigliose per la ricerca contro il tumore che ce l’ha portato via. Ma Augusto è restato qui a dirci la sua. Nell’ultimo pannello scrive appunto: “ ma che film… la vita”

Informazioni tecniche:
Mostra con disegni, testi e fotografie di e su Augusto Daolio e con notevoli citazioni dei messaggi di ogni tipo delle migliaia di appassionati.
Col patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Novellara.

16 pannelli 70 x 100 con materiale di Rosi Fantuzzi ordinato e impaginato da Franco Malaguti con Isabella Cavasino.

Promossa dall’Associazione Augusto per la vita.

Per informazioni sulle finalità dell’associazione http://www.augustoperlavita.it

Per saperne di più sulla mostra: Malaguti 335 473 473

Esposizione in Rocca, sotto i portici, il 24-25 giugno 2011 (vedi locandina allegata) in occasione della “Primavera nomade” organizzata dal Nomadi fans Club “La nostra terra” di Novellara

La novità di una mostra su Augusto al raduno dei Nomadi fans in Rocca

Questo slideshow richiede JavaScript.

Venerdì 24 e sabato 25 giugno la terza edizione della Primavera nomade del fans club “La nostra terra”.
L’Associazione Augusto per la vita presenta in prima assoluta la mostra “Il canto nomade di un poeta vagabondo”

di Franco Malaguti

Augusto se ne è andato il sette ottobre del 1992. Leggiamo bene, 1992, quasi vent’anni fa in un secolo che ha visto guerre, regimi, lo sterminio che lui cantava in Auschwitz e quella che ora chiamano mondializzazione.
Augusto la anticipò con la voglia di lasciare (…io vagabondo) la sua pianura senza mai abbandonarla, come se già capisse l’impatto di telefono, radio, cinema e televisione sugli umori del mondo e con la rete di oggi che è solo mettere su uno schermo stesse colleganze.
Cantava, la creatività come diversità, il lasciarsi alle spalle le ipocrisie dei benpensanti, le convenzioni statiche di una società piena di conformismi.
Ci si comportava così, si vestiva così, ci si sposava così si pensava così, senza amore (cos’è?)
Le passioni appassite dal conformismo e dalle abitudini.
Chiediamoci il perché della impressionante longevità del suo messaggio, del calore che i suoi “Nomadi” mantengono dopo mezzo secolo e tutto fa pensare che continueranno a lungo.
Era il secolo delle aquile, come Augusto, che cantava “nel cielo della vita volerò”. Ora è il secolo degli avvoltoi che si buttano sugli avanzi, delle civette appollaiate e lugubri, dei gufi che temono la luce e dei pappagalli che ripetono e basta e che lui aveva già crudamente imbalsamato in un disegno memorabile che campeggia nella mostra che Novellara gli dedica questo mese.
Ora Rosanna Fantuzzi, sua compagna di vita e di pensiero, ha aperto la miniera impressionante di creatività e tenerezza del nostro ragazzo che ha disceso le scale della sua casa in via De Amicis per salire nel cielo dei poeti. Sarà esposta qui, nella sua Rocca, dove era avvenuto l’ultimo incontro con la sua gente .
Torniamo ad ascoltare le sue poesie, a guardare i suoi quadri, a riscorrere i sorrisi dolci delle sue fotografie più vive che mai. E i pensieri straziati dell’esercito ammutolito dei suoi fans, i ragazzi che sognano di “vagabondare” e ora possono farlo, tra tutte le diversità.
L’associazione “Augusto per la vita” con il suo ricordo fa cose meravigliose per la ricerca contro il tumore che ce l’ha portato via. Ma Augusto è restato qui a dirci la sua. Nell’ultimo pannello scrive appunto: “ ma che film… la vita”.

Un notevole successo per la mostra del ricamo

Tanti sono stati i visitatori e tanti i complimenti che le signore hanno ricevuto, del resto non avevo dubbi, avendo visto i capolavori esposti!
E’ un impegno che tutti gli anni si apprestano a portare avanti per la loro soddisfazione finale e grazie a loro è anche un pregio di qualità che regalano al nostro Circolo.  A qualcuno è mai capitato di entrare nei locali del Circolo il pomeriggio del Lunedì? Se sì, non è posibile non abbia fatto caso al coro di voci che si accavallano, che provengono dal corridoio di sinistra. Sono le signore del ricamo, che per tutto l’anno non mancano mai al loro appuntamento settimanale. Che unisce questo gruppo è innanzi tutto il desiderio di creatività, creare capolavori con un semplice ago. Nessuna di loro è professionista nel ramo, semplicemente sono tutte pensionate, con una passione in comune, dar vita ad un semplice  e anonimo taglio di stoffa. E’ un hobby che richiede pazienza, ma questa lord di qualità è ripagata dai risultati che ottengono: quei semplici orli a giorno che all’inizio ognuna di loro si appresta a imparare, col tempo, per volontà e tenacia si trasformano in veri capolavori.
E’ un lavoro di gruppo, fra loro si consigliano, si trasmettono le idee, le più esperte insegnano alle nuove arrivate le tecniche del mestiere; forse fra loro si creerà anche un po’ di rivalità (io penso), ma è un sentimento naturale che ognuna di noi ha dentro per una propria realizzazione, è una reazione positiva.  Il Circolo, fra le tante attività che svolge è ancora più vivo grazie a questo gruppo, i locali dove si intrattengono non sono splendidi, l’arredamento ancora meno, sono tutti mobili regalati dai soci nel tempo, perché dismessi, ma grazie alle sfumature delle loro stoffe e dei loro ricami, quando sono presenti  l’ambiente cambia colore.
Attraverso il cicaleccio che esce dal laboratorio e le esclamazioni dei giocatori di carte che provengono dal salone centrale, la tristezza e la malinconia proprio non riescono a varcare il portone d’ingresso dell’ambiente. Per chi fosse interessato a far parte del gruppo ed attratto dall’arte del ricamo, basta che si presenti in laboratorio il lunedì pomeriggio, sarà ospitata con piacere, deve solo pagare pochi euro per associasi ed essere così in regola con le norme del Circolo.

Silvana Selogna

Al gruppo delle ricamatrici

Ecco a voi gentili signore,
un pensiero dettato dal cuore.
So che vi trovate volentieri
lasciando a casa rancori e doveri.
Ma fate un lavoro di pazienza e costanza
però è stupendo e non ha uguaglianza.
Certo che di chiacchiere ne fate un po’
e qualche critica perché no?
Ma la vita è bella così movimentata
perché l’amicizia rallegra la giornata. 
Lina Fornaciari