Possentini inaugura la mostra su “Alice nel paese delle meraviglie”

Sabato 9 marzo ore 17 presso la biblioteca Malagoli di Novellara si inaugurerà la mostra di tavole dal libro “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” della Corsiero Editore, alla presenza dell’illustratrice Sonia MariaLuce Possentini e del traduttore Andrea Casoli.
La mostra si inserisce nel proseguimento del progetto “LIBRI BANDITI – Per leggere senza stereotipi” che vuole promuovere il libro e la lettura come beni collettivi e sociali da condividere, di tutti e per tutti.
Fra marzo e aprile si svolgeranno vari appuntamenti dedicati al libro di Lewis Carroll, uno dei classici della letteratura per ragazzi più noti e amati di tutti i tempi, che fu bandito nel 1931 in Cina perché secondo la Commissione Censura attribuire intelligenza umana agli animali equivaleva a denigrare l’essere umano e i bambini dovevano essere tutelati da questa influenza negativa.
La biblioteca ospiterà la mostra che rimarrà aperta dall’11 al 30 marzo nei seguenti orari: martedì-giovedì-sabato 9.00-13.00 / 15.00-19.00 e mercoledì-venerdì 15.00-19.00.
L’illustratrice incontrerà anche le classi 2a della Scuola Secondaria di Primo Grado di Novellara giovedì 14 e venerdì 15 marzo in orario scolastico.
Il programma delle iniziative prosegue, poi, il 21-22-27-28 marzo con letture animate con pupazzi e burattini per le classi 1a della Scuola Primaria di Novellara e sabato 30 marzo alle ore 16.30 con la lettura dal libro per bambini dai 5 ai 10 anni a cura dei lettori volontari della biblioteca. Per informazioni: 0522 655419.

Francesca Amadei

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SOCIETÀ INCATTIVITA

Gentile direttore, mi trova d’accordo l’ultimo rapporto Censis piuttosto preoccupante dove si evidenzia un rallentamento della crescita economica e un incremento dell’incattivimento generale dei nostri concittadini. Tutto questo crea apprensione, ansia, timore e sarebbe indispensabile cogliere la fonte di questo atteggiamento, per poi dare una risposta valida e tempestiva ai problemi che ne derivano. Troppo spesso si tende a schierarsi contro o a favore ancor prima di averli capiti. Dopo l’evoluzione del <> (2011-2017), oggi siamo approdati a quello che viene definito <> cioè l’inclinazione degli italiani, sempre più accentuata, a pensare solo a se stessi. A pesare sui risultati anche la crisi economica mondiale, duramente provata nel decennio 2007/2017. Siamo davanti ad un problema principale che è il lavoro anche se la nostra società ha accumulato molta ricchezza possedendo uno dei tassi di patrimonializzazione più alti al mondo ma, di contro, non investe più. Senza questo e senza voglia di guardare al futuro, non è possibile creare posti di lavoro; il punto centrale è tornare all’ investimento. Tutti comprendono bene come la paura per il domani sia ben presente in molti conterranei ma questo atteggiamento altro non farà che peggiorare la situazione presente. La ricostruzione non potrà che passare dal riconoscimento delle diversità;  verso l’altro. L’Italia è un paese straordinario anche perché differenziato e, se ripartiremo da questo dato, sapremo ricostruire la società. Con la tolleranza e la solidarietà appunto.

Cordialità
Paolo Pagliani

 

Genitori e figli fra benessere e salute

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La cooperativa Accento, in collaborazione con il Comune di Novellara, propone tre serate ad ingresso gratuito rivolte alle famiglie che hanno bambini dai sei anni.
Il primo incontro in programma si terrà mercoledì 27 febbraio alle ore 18.15 e avrà titolo “Genitori, figli, smartphone: perfetti sconosciuti?”, tenuto dal relatore Antonio Soda, esperto di social media.
Il secondo appuntamento si terrà giovedì 7 marzo alle ore 18.15 e avrà titolo “Cosa si stanno scrivendo e cosa ci stanno dicendo: la vita degli adolescenti sul Web”, tenuto dal relatore Antonio Soda, esperto di social media.
L’incontro conclusivo “Benessere e salute: i fabbisogni nutritivi dei nostri bambini” sarà giovedì 21 marzo alle ore 18.15 e avrà come relatrice la Dottoressa Paola di Marco, dietista.
Tutti gli incontri si svolgeranno pressa la sala civica in Piazzale Marconi 1 a Novellara.

Per informazioni: giochilandia@coopaccento.it o 0522 405487.

Francesca Amadei

andria

DISCRIMINAZIONE PER BAMBINI ALLA FESTA

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Un’iniziativa sin troppo stupida per essere vera è apparsa su un quotidiano mantovano pochi giorni orsono. Si tratta di una piccola storia relativa ad un consigliere di FdI, che aveva annunciato che presso il luna-park cittadino, sarebbero state distribuite gratuitamente frittelle ai bambini. Postilla: solo ai bimbi di cittadinanza italiana in quanto si presterebbe troppa attenzione alle famiglie di extracomunitari. Chissà come si sarebbero comportati gli addetti al bancone. Avrebbero chiesto la carta di identità? Cosa avrebbero risposto a quelli che abusivamente innocentemente chiedevano una frittella? Personalmente non vorrei trovarmi dietro quel banco. Esistono “individui”, stimato direttore, che nella loro frustrazione e povertà d’animo, hanno bisogno di un capro espiatorio su cui sfogarsi; sullo straniero, il nero. Offenderlo, discriminarlo, deve dare loro un sapore di rivalsa. Prima gli italiani! Gli altri, i piccoli cinesi, africani, via. Saranno però quei bambini, fra trent’anni, gli infermieri che cureranno negli ospizi tanti di noi vecchi e soli. Bisognerebbe rallegrarsi che ripopolino le nostre periferie svuotate. Bisognerebbe trattarli come figli perché diventino generosi. Perché lo siano con noi, il giorno in cui ne avremo bisogno.

Cordialità
P
aolo Pagliani

MANI IN TASCA AI PENSIONATI

Taschendieb

Caro direttore, recentemente i pensionati sono scesi in piazza responsabilmente, senza forme di violenza come forma di lotta  per avere risposte adeguate partendo dalla separazione della previdenza dalla assistenza come sancito da una legge del 2016. Si protesta per una società più giusta, una vera riforma fiscale che salvaguardando la progressività, abbassi le tasse a chi le paga e recuperi le risorse dalla lotta alle mafie e ai loro tesoretti scandalosi. Si chiedono soldi a chi ha lavorato una vita e percepiscono assegni superiori di tre volte il minimo: a partire cioè da 1522 euro lordi  corrispondenti a 1200 euro netti il mese. Sono persone che da anni non vedono aumenti tali da garantire la difesa del potere d’ acquisto. Vengono prelevati dai pensionati perché ci sono subito essendo la cosa più facile. Si sarebbe potuto chiederli a chi in questi anni si è arricchito con mega stipendi, operazioni di borsa, dall’ evasione fiscale, contributiva e dal mancato recupero dell’ IVA. Solo ai pensionati si domanda di contribuire tacciando di avarizia chi si lamenta dicendo che sono solo pochi soldi. Ma non è così. E’ da tempo che si chiede venga riconosciuto un meccanismo di rivalutazione rispondente ai reali bisogni. Cresce la rabbia perché al contrario si assiste a nuovi provvedimenti di <<PACE TOMBALE>>, saldi e stralci, in faccia ai pensionati che insieme ai lavoratori pagano il 90% delle tasse, prima sui salari poi sulle pensioni. Queste sono le più tartassate d’ Europa. Se questo è il cambiamento…

Cordialità
Paolo Pagliani

Farmacia Costituzione

IL DOVERE DI RESTARE UMANI

Sono forse io il responsabile di mio fratello

Caro direttore, gli slogan dell’attuale politica governativa mettono sempre al primo posto i diritti: prima gli italiani, prima i veneti… in una forma sempre e molto maschilista. Chi ricorda e parla di doveri? In una società, in una comunità che si stanno disgregando, si continua a parlare solo di diritti. Ecco allora che i tanti “no” in forma di “chiusura dei porti” ma solo per i poveri, persino allo sbarco a terra di donne e bambini, entrano nella mente delle persone tanto da far pensare ai più che non esiste ai tanti un dovere di soccorrere le persone che stanno naufragando in mare. Con il continuo richiamo ai diritti, stanno venendo meno gli obblighi di leggi umane, anche non scritte, che ci rammentano, che soccorrere il debole e dunque salvare le persone in mare, è un dovere e, come ci ricorda la Bibbia, nel racconto di Caino e Abele, sta ritornando un disimpegno umano tanto da far dire ai nuovi Caino: <<Sono forse io il responsabile di mio fratello>>? Credo che l’obbligo morale di una politica seria sia riprendere a parlare assieme ai diritti anche del principio di responsabilità, dei valori della solidarietà.

Cordialità
Paolo Pagliani

Farmacia costituzione febbraio

Ci ha lasciato Vittorio Ariosi, maestro nello scrivere, ha raccontato e divulgato la sua amatissima Novellara

Vittorio Ariosi-012Il prof. Ariosi si è speso tantissimo nei campi a Lui prediletti, vale a dire la cultura, la scuola, la storia, la pubblica amministrazione, il giornalismo. In tutti questi ambiti ha lasciato un segno forte e risoluto, com’era il suo carattere.
Parlare della personalità e della vita di Vittorio Ariosi è come svolgere un libro che narra e racconta di Novellara, della sua storia, del suo splendore acceso nei periodi gonzagheschi, perso con la fine della Contea e infine riconquistato nella stagione post guerra dei diritti alla persona; di fatto è come parlare di noi, della nostra comunità, di ciò che ci unisce, del nostro cammino comune.
Con la morte di Vittorio è venuto a mancare uno dei protagonisti della seconda metà del Novecento novellarese, e indiscutibilmente uno degli attori di queste due prime decadi del terzo millennio.
Il prof. Ariosi si è speso tantissimo nei campi a Lui prediletti, vale a dire la cultura, la scuola, la storia, la pubblica amministrazione, il giornalismo. In tutti questi ambiti ha lasciato un segno forte e risoluto, com’era il suo carattere. Un carattere sobrio e signorile, ma deciso e senza appello. A questo proposito ricordo la partecipazione ad una delegazione che rappresentava Novellara nella gemellata città Cecoslovacchia (siamo nel 1986) di Novy Jicin. Là è facile che con i brindisi si esageri un tantino. Noi peonos di turno dovevamo stare al cerimoniale che prevedeva che ad ogni piè sospinto ci fosse da alzare il bicchierino di slivovica, con le conseguenze facilmente intuibili. Ma al Prof. Ariosi, assolutamente non incline all’alcool, mai riuscirono a fargli trangugiare nulla, arrivando ad approcciarlo non solo con il rispetto dovutogli per la carica ricoperta ma anche in evidente sottomissione culturale.
Un’altra caratteristica personale, che va ricordata, si riferisce al suo non sentirsi mai arrivato, mai stanco, mai con il pensiero rivolto al passato. Vittorio non voleva sentirsi un ex. Parlando con Lui non era facile carpirgli note o episodi dei suoi straordinari e innumerevoli trascorsi. Il curriculum, sotto detti aspetti, è rimarchevole: ufficiale della marina mercantile, docente di scuola media e superiore, consigliere comunale e vicesindaco della nostra cittadina, assessore alla cultura, giornalista apprezzato per tanti anni della Gazzetta di Reggio. Ma davvero è stato un maestro nello scrivere, nel raccontare, nel divulgare la sua amatissima Novellara. I suoi libri sono tesori che dobbiamo avere nelle nostre case, perché sono dei veri e propri atti dPamore per un bene collettivo che si chiama Novellara, un paese, una cittadina piena di storia, di vicende, di tragedie, di rinascite, o meglio un grande patrimonio di sentimenti, valori e affetti.
Nato nel 1930, il periodo adolescenziale l’ha vissuto negli anni della seconda guerra mondiale, ove i disvalori e le crudeltà del conflitto e gli aneliti alla libertà, giustizia sociale e democrazia, rifioriti ed emersi, hanno temprato in Lui valori e principi che sono stati alla base del suo essere uomo delle Istituzioni, marito e padre, appassionato e diffusore della storia, uomo di scuola e di cultura. Tantissimi libri di testo scritti da Vittorio sono stati adottati in svariate scuole disseminate sul territorio nazionale.
Vari sono stati i suoi capolavori. La grande mostra organizzata nel 1987 nel corso delle celebrazioni dei 400 anni dalla morte di Lelio Orsi, uno dei grandi manieristi del sedicesimo secolo, nonché fine urbanista ed eccelso architetto, le cui straordinarie opere ammiriamo girando per Novellara o negli splendidi locali del nostro museo. Un evento, giova ricordare, davvero straordinario e di assoluto livello nazionale. Decine di migliaia di persone sono andate a visitare la mostra al Valli di Reggio, e anche quella esposta nel museo a Novellara, dedicata agli allievi del grande pittore, fu presa letteralmente d’assolto. Il modello, ora si direbbe il format, fu poi imitato dai grandi musei e gallerie nazionali che ne hanno fatto un business di grande successo.
Fu, assieme al sindaco Fabrizio Camellini, promotore del gemellaggio con il villaggio israelo-palestinese di Nevè Shalom/Waat as Salam, luogo nel quale in pace e fraternità vivono ebrei e arabi, nonché cristiani, mussulmani e cittadini di religione ebraica. La simbologia di quel gemellaggio, la testimonianza dei valori che rappresenta è stata ed è tuttora il faro che indica che la strada della convivenza è possibile, se si è armati della buona volontà, della sapienza, della speranza, e non della spada e dei miti della supremazia della razza e/o della religione.
Altro periodo di estrema fecondità della vita sociale e professionale di Vittorio fu quello del giornalismo. Vittorio Ariosi e la Gazzetta di Reggio. Una voce puntuale, precisa e seria. Tutt’altra cosa rispetto alle fake news dei giorni nostri. Novellara ne ha beneficiato a piene mani. Associazioni, Enti, singoli cittadini si rivolgevano al loro cronista per divulgare le rispettive attività, animare i lori lavori, riferire progetti e programma. Vittorio caera, eccome se ceera.
Senza retorica, ma profondamente, credo che sentiremo tanto la mancanza di Vittorio. Avvertiremo in varie occasioni leassenza degli stimoli e obiettivi che fissava e ci prefissava. Principalmente mancherà la “voce” dei novellaresi, la storia divulgata a tutti, e non solo quella per pochi, le bellissime cronache delle attività, iniziative, manifestazioni del nostro ricco tessuto sociale. Forse la cosa migliore per onorarlo sarà quella di continuare il suo lavoro, accompagnandolo con alcuni impegni ben precisi: a) dare ulteriore e continuo lustro al nostro splendido museo Gonzaga;  b) riaprire il Museo della Civiltà Contadina, ove oggetti, ricordi, memorie sono state da Lui, in primis e dal suo gruppi di fedelissimi (Giampaolo Gozzi, James Scottini, Giannetto Menozzi e altri che mi scuso di non citare puntualmente;  senza tralasciare l’immane opera di pulitura, catalogazione e amore dell’attuale e stupendo gruppo che quotidianamente lavora per la riapertura del Museo) raccolti, custoditi, indirizzati nei primi luoghi espositivi, diventando poi uno dei nostri spazi espositivi dei quali dobbiamo essere orgogliosi. Ricordiamoci che quando si parlerà di Musei a Novellara una chiara matrice e una primogenitura caè, ed è limpida e indiscutibile, e porta il nome di Vittorio Ariosi.
Altro impegno sarà quello di completare il libro da Lui iniziato e impostato sui processi di integrazione sociale, di apertura culturale, di valorizzazione degli uomini e delle donne avvenuti qui a Novellara, qui da noi, in questa piccola comunità, che uomini come Ariosi hanno reso grande nei valori, nei sentimenti, nella dimensione culturale, nella solidarietà, perciò nella storia.

Sergio Calzari

Farmacia costituzione febbraio