IO VOTO

Non c’è una ragione plausibile per rinunciare ad un diritto fondamentale: quello di contribuire a determinare il proprio futuro.

Non ho mai avuto la pretesa in 35 anni di professione di suggerire per chi votare perchè ho sempre pensato che ogni persona abbia capacità autonome e sufficienti per decidere a chi affidare la propria fiducia senza bisogno che intervengano opinionisti (me compreso). Anche per questa tornata elettorale continuerò su questo solco. Non vi dirò dunque per chi votare ma vi spiegherò perchè io il 25 settembre voterò. Credo che ogni uomo sia un animale solitario e nel contempo sociale. Quando ci si sposa lo si fa davanti a testimoni. Costoro rappresentano la comunità perchè gli sposi dicono a tutti che non vogliono costruire solamente un’esperienza privata ma intendono con la loro scelta contribuire al benessere del loro paese, della loro città, della loro nazione. Quando si studia in una scuola, lo si fa certamente per ottenere il proprio titolo ma al contempo per partecipare ad un percorso d’insieme che si chiama vita di classe , ricerca di gruppo o al giorno d’oggi anche “lavoro di team”. Quando si intraprende un’esperienza lavorativa non c’è dubbio che lo si faccia per portare a casa uno stipendio. Parimenti si contribuisce al miglioramento di un’azienda, di una cooperativa, di un segmento più ampio e in un’ultima analisi dell’intera comunità. La dimensione personale e quella sociale della persona si intersecano sempre in un perpetuo cercarsi dell’io e del noi. Andare a votare significa farsi carico di un pezzo di noi. Non andarci è come rinunciare alla cura di una parte di noi stessi. C’è di più: il voto non è un obbligo di legge ma una grande possibilità di esprimere me stesso. La croce sulla scheda è l’inizio di un percorso che fino alla tornata elettorale successiva mi impegnerà a controllare, stimolare, interloquire e cercare le persone sulle quali ho puntato la mia fiducia. E’ come quando si costruisce una casa: il primo giorno la si inaugura magari con una festa tra amici ma nei giorni che seguono la cureremo, la abbelliremo, la restaureremo quando necessario, la sentiremo nostra e non la lasceremo andare in malora perchè è parte di noi. Io voterò perchè sento il mio paese parte di me e so che se non votassi non potrei partecipare a testa alta negli anni successivi al dialogo politico che contribuirà a rendere la mia terra migliore. Chi dice “non voterò perchè non mi interessa” , vaneggia. Egli forse non è interessato a trovare un ospedle quando avrà bisogno o la merce al supermercato oppure una scuola per figli e nipoti o anche soltanto un rivenditore di cellulari se il suo unico interesse è quello ? Sappia che senza politica , tutto questo non ci sarebbe: neppure il rivenditore di telefonini ma al suo posto avremmo una giungla dove la politica sarebbe sostituita dalle pistole. Chi dice : “Non vado perchè non so chi votare”, si informi. Se costui avesse male ad una gamba, non cercherebbe un ortopedico ? O se avesse problemi per districarsi con le norme che regolano il suo lavoro o la pensione non andrebbe da un consulente ? Ebbene, qui c’è in ballo una parte della tua vita: quella sociale. Non lasciare che qualcun altro decida per te. Chi dice “non vado a votare perchè sono tutti uguali”, è come lo studente che arriva all’esame senza aver studiato . Dov’eri in questi ultimi anni ? Oggi, oltre ai mass media tradizionali, internet è una miniera di informazioni. Non è vero che siano tutti uguali. Buona parte degli italiani sa che Dybala è molto meglio del centravanti della Pistoiese e che Lukaku non è come l’attaccante del Palermo. Allora perchè non dovremmo con altrettanta sagacia conoscere il valore dei nostri politici ? Io voterò perchè sono nato libero e voglio mantenere la mia libertà che trova il massim o compimento nella libertà della mia comunità. Può essere che tanti non si sentano più rappresentati da questa classe politica e siano stanchi di doverla votare con sistemi che impediscono di fatto la scelta dei candidati, ma unendosi nel non voto a coloro che lo fanno per mancanza di responsabilità, menefreghismo, comportamenti di comodo , allargano la schiera dell’indifferenza e del disimpegno peggiorando ulteriormente l’importanza di noi cittadini e lasciando campo libero a chi gioca allo sfascio proprio per allontanare le persone serie dalla lotta politica. Non saranno loro a scrivere le migliori pagine della storia ma la partecipazione, il confronto, lo studio, l’informazione. Non sono soltanto belle parole: è la storia dell’uomo che ci dice questo perchè laddove ognuno ha pensato per sè, è arrivato qualcuno (a volte straniero) che si è preso tutta la torta e quando si è cominciato a reclamare era troppo tardi.

Mattia Mariani

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