Alex Begliardi: nuovo segretario del PD di Novellara

Ad Alex Begliardi, giovane e preparato nuovo segretario del PD di Novellara, abbiamo posto alcune domande al fine di conoscerlo meglio, cogliere le motivazioni che l’hanno condotto nell’agone politico, accertare le sue passioni, i suoi programmi, i suoi riferimenti culturali e ideali. In modo disinvolto e con un fare accattivante ha aderito alla nostra richiesta: di seguito proponiamo l’intervista che abbiamo realizzato.

Raccontaci chi sei, della tua famiglia, del tuo lavoro, delle tue passioni e amicizie;
Un giovane Novellarese, esploratore dilettante del mondo, operatore bancario ed attivista, accompagnato con Bianca dal ballo di quinta Liceo. Dal duemilaquattro appassionato di arti marziali, ispirato dal film ‘Ali’, sul pugile che in Italia vide per la prima volta una società senza segregazione razziale, e da una collana di filmati su Bruce Lee. Cintura nera di karatè, laureato in Economia a Parma, ho vissuto in Australia, partito come cittadino emiliano-europeo, e tornato come cittadino del mondo, con amici di oltre trenta nazionalità diverse, che mi aspettano a braccia aperte nel loro paese quando andrò a visitarlo, un mondo quasi senza confini. I mesi passati all’estero erano mirati all’apprendimento dell’inglese, con il desiderio di trovare un’azienda che mi mandasse in giro per il mondo come agente estero, e proprio perché la vita è quello che ti succede mentre programmi di fare altro, non appena tornato ho trovato immediatamente lavoro in ufficio acquisti, vendite, logistica Italia. Da questa azienda poi un passaggio presso un’altra realtà, molto più orientata all’estero, in un ruolo però più indirizzato verso l’amministrazione, poi dopo qualche mese il passaggio in banca. L’operatore bancario di filiale è un lavoro molto simile al ruolo di segretario, si incontrano e ci si relaziona con molte persone, ci si confronta su vari temi, e soprattutto si raccolgono malumori e disagi, si comprendono le problematiche delle persone davanti alla dura realtà.
Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto verso l’impegno sociale e politico?
Il pensiero politico ha sempre avuto centralità nella mia vita. Le storie che a scuola mi raccontavano da bambino sui partigiani, quegli eroi che hanno contribuito a salvare il mondo dalla distruzione, un nonno deportato in Germania durante la guerra, il film ‘Novecento’ di Bertolucci, non mi lasciarono indifferente. Le battaglie pacifiche per i diritti umani e civili di Gandhi, Martin Luther King, Mandela, il desiderio di indipendenza di un popolo, la lotta contro la discriminazione razziale, i tentativi di costruire un dialogo tra le diverse religioni. La miseria regnante nel mondo, i disastrosi cambiamenti climatici, le guerre, la soppressione delle libertà individuali, civili ed economiche, l’assenza di diritti per i bambini, giovani lavoratori sfruttati e sottopagati, maschilismo e violenza sulle donne, discriminazione nei confronti della comunità LGBTQ+.
Nonostante per ognuno dei temi sopra citati ci sia ancora un lungo cammino da percorrere, sono convinto che il mio piccolo impegno, unito a quello di tanti altri, possa in qualche modo migliorare il mondo. Ed è stata questa convinzione che mi ha maggiormente spinto ad essere, anche se in misura infinitesimale, parte di questo cambiamento.
Quali sono i tuoi riferimenti ideali e culturali?
La visione lungimirante di Cattaneo durante il Risorgimento. Desideroso di un’Italia libera dagli invasori, ma anche di un paese moderno, repubblicano, e sensibile alle autonomie locali. Ispirato ad una società come la Svizzera, capace di valorizzare al meglio la convivenza tra italiani, francesi e tedeschi in un’unica nazione, paese con una gerarchia politica senza alcuna concentrazione di potere duraturo nelle mani di pochi. Visionario il suo sogno sugli Stati Uniti d’Europa di oltre centocinquant’anni fa. Il pacifismo di Russell, logico e premio Nobel per la letteratura, contrapposto alla guerra, alla violenza e alle armi nucleari, addirittura arrestato ed imprigionato per il suo attivismo in questa direzione. Le posizioni di Einaudi, sottoscrittore del ‘Manifesto degli intellettuali antifascisti’, e anch’egli sognatore di un’Europa Federata, ed oppositore dei monopoli statali e dello stato assistenzialista. Di grande ispirazione sono stati gli eroi che hanno voluto combattere il crimine organizzato, sacrificando la propria vita, Borsellino, Falcone, Dalla Chiesa, La Torre, Mattarella, e tantissimi altri di cui non conosciamo l’identità.
Lavoro, mercato e solidarietà, giustizia, diritti, pace, guerra, diversità, volontariato, accoglienza, pari opportunità: quali sono di dette tematiche quelle che metterai al centro del tuo impegno politico?
Tutte tematiche significative, nella visione politica democratica non è possibile lasciare in disparte nessuna di queste, ma come segretario e come circolo, in termini pratici potremo fare la differenza specialmente in quattro dei sopracitati temi: diritti, diversità, accoglienza e volontariato. Da quest’ultimo che è il più importante, derivano tutti gli altri: la libera volontà di impegnarsi in qualcosa per raggiungere un disegno più grande, è la realtà più bella che ci possa essere, e per questo metterò al centro la sinergia e la collaborazione che ci potrà essere tra la nostra comunità e tutte le altre associazioni, o gruppi di volontari. Quando ci sarà l’opportunità, mi impegnerò nel nostro coinvolgimento in raccolte firme, atti di solidarietà in collaborazione con altri enti, sensibilizzazione e informazione su lavoro, mercato ed attualità. In progetto anche la convocazione dei nostri iscritti per confrontarci sugli accadimenti, proposte di legge, linea politica, in modo da raccogliere i pensieri e trasmetterli ai nostri rappresentanti nazionali.
Marta Beltrami e Tonino Mariani Cerati, che tuttora tantissimi novellaresi hanno nei lori cuori, seppero da posizioni politiche antagoniste perseguire insieme il bene comune, l’interesse generale: perché è così difficile oggi trovare punti d’incontro con le idee e le proposte dell’avversario politico?
Di solito i più grandi fanno così, mettono prima del loro interesse individuale quello della comunità, immagino che entrambi abbiano fatto passi indietro nei confronti dell’altro per poter raggiungere l’obiettivo comune di aiutare le persone, di superare le situazioni di difficoltà di quegli anni per sostenere le famiglie. Ancora oggi esistono persone così, in grado di anteporre l’interesse generale al personale, disposte a passi indietro nei confronti di coloro che non hanno esattamente le stesse idee, ma desiderosi di perseguire lo stesso fine. Sempre più rare e meno apprezzate, queste persone per lo più non fanno notizia, ed è qui il punto fondamentale: oggi piacciono di più i presunti personaggi duri e puri che non vogliono dialogare, che si vendono come combattenti impavidi, ma che davanti ai fatti nulla fanno per chi ha bisogno di riforme concrete.
Pensare globalmente e agire localmente è lo slogan da sempre dell’ambientalismo mondiale: cosa può fare Novellara per contribuire al miglioramento dell’ambiente?
Quello che in parte si sta già facendo da diversi anni: investire in infrastrutture che possano agevolare pedoni e ciclisti (da casa mia, in zona parco Primavera, al centro di Campagnola ci sono quasi quattro chilometri di percorso ciclopedonale ininterrotti), lasciare spazio alle aree verdi, piantare alberi, fare la raccolta differenziata, formare ed informare i cittadini. Poi in generale per aumentare il livello ecologico della nostra Novellara, possiamo fare più attenzione quando è possibile alla cementificazione di suolo vergine, costruire verticalmente piuttosto che orizzontalmente, evitare la plastica ‘usa e getta’, e passare, per esempio, all’acqua in bottiglia di vetro nella logica ‘prendi e restituisci’. Nel merito del tema ‘ambientalismo’ consiglierei tre interessantissimi testi: ‘Scala’ di Geoffrey West, ‘Di più con meno’ di Andrew McAfee e ‘L’utopia sostenibile’ di Enrico Giovannini.
Quali sogni hai nel tuo cassetto più intimo?
Prima della fine della mia esperienza australiana, a scuola abbiamo parlato più volte con i nostri insegnanti Mansour ed Andrew, di quello che avremmo voluto fare quando saremmo tornati nel nostro paese. Di sogni ne sono stati raccontati molti, e da parte mia, anche se in misura infinitesimale, quello di cambiare l’Italia. Nello specifico renderla più simile all’Australia, e a Brisbane, città che nel suo complesso mette insieme incredibile modernità, tecnologia, verde urbano, trasporto pubblico efficiente, servizi pubblici e privati competitivi, che valorizza le più di cento nazionalità residenti, facendo della diversità una ricchezza.

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