La natura prova – temporaneamente – ad occupare le aree urbane

Lion with the city of on the background

Dopo il letargo invernale, il risveglio della natura in primavera è sempre impetuoso e travolgente. È un’esplosione brillantissima del verde delle foglie, delle piante, dei prati e dei mille colori dei fiori. È la ripresa delle attività degli animali.
Mai come quest’anno però la natura si è mostrata così rigogliosa e florida nelle nostre città ed in generale in tutte le aree di cui l’uomo si è impossessato. La natura ha infatti immediatamente approfittato della scarsa presenza umana dovuta al blocco quasi totale della circolazione di mezzi e di persone. Ed ecco che immediatamente, in assenza del continuo calpestio, gli interstizi tra i ciottoli ed i sampietrini delle piazze vengono invasi da specie erbacee non meglio identificate, ma per la specie umana sicuramente infestanti e magari anche nocive.
Mamma anatra con dietro i suoi anatroccoli in perfetta fila indiana percorrono con passo ancora poco sicuro e molto barcollante, finalmente indisturbati e privi di pericoli, una delle strade ora deserta ma solitamente trafficata del paese.
Cervi, daini e caprioli, forse stanchi di essere costretti a vivere in periferia e curiosi di scoprire luoghi a loro proibiti fino ad oggi, visitano le più belle piazze e le vie centrali delle nostre città meravigliose, completamente vuote.
Famiglie di delfini trascorrono intere giornate dentro ai porti, saltando e giocando tra barche, scialuppe, panfili, come si trovassero ad un parco dei divertimenti.
Incredibilmente le acque del fiume Po e quelle del mare di Venezia diventano limpide, pulite ed il loro colore tende all’azzurro, addirittura ci nuotano dei pesci e si vedono!
Che dire poi della quasi scomparsa dell’inquinamento nei cieli della Pianura Padana? Quasi un miracolo: le polveri sottili si sono ridotte, le sostanze nocive sono quasi assenti, insomma la qualità dell’aria risulta sensibilmente migliorata.
Tutto normale, la natura inevitabilmente cerca di tutelare se stessa. Ha per fortuna – anche per l’uomo – la sana abitudine di tendere sempre verso quell’equilibrio naturale che permette di preservare la vita. Appena le attività dell’uomo, responsabili di molti squilibri naturali, si riducono, immediatamente la natura inizia a riconquistare gli spazi sottratti e cerca di bilanciare gli scompensi.
Potremmo ora cogliere l’occasione per puntare anche noi verso lo stesso equilibrio naturale, con la consapevolezza che l’uomo ha bisogno della natura, ma la natura non ha bisogno dell’uomo, anzi…

Roberto Blundetto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...