IL GRIDO DI ILARIA: RIVOGLIO MIO FIGLIO, AIUTATEMI

Questa storia inizia nel 2014 come una storia d’amore fra tante. La nostra concittadina Ilaria Sassone, studentessa di architettura a Firenze, conosce Demir, un ragazzo tedesco di origini turche, se ne innamora e dopo qualche mese si trova un con test di gravidanza positivo in mano.
Le difficoltà non mancano: i ragazzi si conoscono da poco, Ilaria si mantiene lavorando in bar e gelaterie, Demir si trova costretto a chiudere il suo negozio.
Ma Ilaria e Demir si amano e non si lasciano scoraggiare: decidono di andare a vivere in una casa di campagna a Val d’Arno e lì nascerà Leonardo.
Una giovane famiglia che vive in un contesto bucolico e persino romantico, ma che diventerà presto teatro di infelicità e paura, e che sarà testimone di molto più che la fine di un amore.
La nascita di Leonardo mostra un lato di Demir totalmente inaspettato: iniziano atteggiamenti ossessivi verso il bambino, e mentre Ilaria è l’unica a lavorare per mantenere la famiglia, Demir non permette più alla madre di uscire da sola con lui, ma allo stesso tempo non si occupa del bambino. Iniziano i litigi. Demir è verbalmente molto aggressivo. Ilaria inizia ad avere paura, sola con il suo bambino in una casa isolata in Toscana, senza nessuno della famiglia accanto.
Quando la paura prende il posto dell’amore all’interno di una casa le quattro mura che ci dovrebbero proteggere e accogliere diventano improvvisamente barriere da cui scappare, ma quando Ilaria dichiara di volersi separare iniziano le minacce, le violenze, le denunce, le udienze in tribunale, mentre la paura cresce.
Nel 2018 interviene la consulenza tecnica del tribunale di Firenze e alla violenza dell’ex compagno si aggiungerà la violenza delle istituzioni – racconta Ilaria – che non sembrano comprendere affatto le dinamiche famigliari e che anzi allontanano Leonardo dalla madre.
Poi la tragica evoluzione: dopo la sparizione dei vestiti e dei documenti di Leonardo, sarà Leonardo stesso a sparire con il padre il 3 febbraio, imbarcandosi per la Turchia, dove faranno perdere le loro tracce. Ilaria non riuscirà più a raggiungerli (complice anche il Covid 19 che complica il quadro internazionale), nemmeno telefonicamente. A nulla sono valse le denunce, i referti del pronto soccorso, i racconti di Ilaria a tribunali e assistenti sociali.
Ilaria si rivolge al consolato italiano in Turchia, si appoggia ad uno staff locale di legali specializzati in sottrazione di minori, interviene l’Interpol: Leonardo non si trova.
Passano due mesi, le spese legali sono altissime e Ilaria, nel suo dolore, deve trovare la forza di occuparsi di complesse questioni legali, ma anche economiche, perché non sa come far fronte a tutto questo.
È stata lanciata una campagna per una raccolta fondi a sostegno di Ilaria, sostenuta dall’associazione Nondasola di Reggio Emilia e dalla nostra sindaca Elena Carletti, che ha dichiarato “non lasceremo Ilaria e il nostro piccolo concittadino da soli”.
Ci appelliamo a tutti i cittadini, chiedendo loro di distogliere per un attimo lo sguardo dalla attuale situazione internazionale per occuparsi della vicina di porta, aiutandola con una piccola donazione.
Ecco il numero di conto corrente intestato a Leonardo Nel Cuore:
IT39X0103012802000010006303
Forza Ilaria, siamo tutti con te.

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