TORNEO D DI CALCIO ALLA BERNOLDA

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Si è concluso con una tiratissima finale (6 a 4) sotto la pioggia anche quest’anno il 18° torneo di calcio della Bernolda località vicino a Novellara. Sia all’inizio che dopo della finale vi sono stati i saluti della sindaca Elena Carletti e di Don Nino Ghisi, ideatore a suo tempo del torneo nel campetto adiacente alla Chiesa. Nel breve discorso di introduzione, il parroco ha evidenziato l’importanza del rispetto e dell’ amicizia. Il primo che deve essere un atteggiamento fondato sulla consapevolezza dei meriti, dei diritti e del decoro. L’amicizia brilla quando l’altro ha successo: è facile asciugare le lacrime di un amico mentre è più difficile stare in platea e applaudirlo senza gelosia nel momento del trionfo. Il ricavato della riuscita manifestazione viene destinato ad un missionario coetaneo ed amico di don Nino e all’acquisto di materiale informativo utile alle scuole dell’ infanzia locale. Sono state premiate tutte le compagini partecipanti con più o meno prodotti tipici locali (salumi, formaggio, vino), al miglior giocatore, portiere, cannoniere  e foto ricordo. Il tutto offerto da generosi sponsor cittadini. Particolarmente commovente è stato il saluto di Padre Gianchi (don Giancarlo Pacchin) che attraverso una registrazione whatsapp, ha ringraziato (tante, tante volte) i partecipanti dicendo che l’ asilo o meglio la costruzione della struttura a Jandira in Brasile, offre accoglienza a oltre 900 bambini ed è stata resa possibile soprattutto con i con la ormai nota solidarietà novellarese. Il prossimo anno spera di venire personalmente a ringraziare gli organizzatori e tutti i volontari che si sono adoperati per la riuscita della manifestazione. ll Bar Nolda, (nome assai indovinato), gestito dai ragazzi, ha sfamato e dissetato spettatori ed atleti durante le serate e organizzato due lotterie con premi interessanti. L’ultima felice intuizione è stato un buffet allestito alla veloce nel salone antistante il campo da gioco dato il maltempo, che ha contribuito ad aggiungere divertimento e condivisione tra giocatori, donne e bambini. Arrivederci al prossimo, augurandoci che le nuove “leve” (20-30 anni), riescano a sostituire parte di ultraquarantenni che hanno famiglia e meno tempo. I presupposti sono incoraggianti.

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