LA TRAGEDIA DI IVREA

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Gentile direttore, il commerciante di Ivrea che ha sparato ad un giovane, (29 anni), ladro uccidendolo, ora si è pentito sentendo gravare su di sé quanto è accaduto l’altra notte.
Credo che tutto ciò sia il frutto di questa ondata di pensiero che si è diffusa; in pratica un pensiero contro umanitario. Vuol dire come sparare e freddare se qualcuno viene contro di me: ho il diritto di uccidere. E’ l’ondata di tempi nuovi che stiamo vivendo e la nuova legge autorizza tutto questo: anti umanesimo pieno. Questo ci porta a perdere di vista i valori diventando persone che ragionano: <<prima di ogni altra persona ci sono io e gli altri non sono niente>>. Questo tema si adatta anche alla questione dei migranti considerati meno degli esseri umani, lasciandoli morire nei campi di concentramento libici, senza troppi rimorsi e senza troppe domande. Occorre recuperare, a mio avviso, quel senso di solidarietà che ci apparteneva. Tornando alla vicenda del tabaccaio piemontese ora pentito, ha capito che ha compiuto un gesto contro l’umanità, frutto di questo di questo tempo che si è propalato nel nostro Paese. E che non smette di instillarsi.

Cordialità
Paolo Pagliani

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