ERO FORESTIERO E MI AVETE ACCOLTO

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Caro direttore, <<gironzolano tutto il giorno per il paese, con i loro smartphone in mano, senza far niente>>. Quante volte, abbiamo ascoltato negli ultimi anni, queste parole da pacifici abitanti di piccoli Comuni, insofferenti per la presenza, nei centri di accoglienza, di alcune decine di richiedenti asilo, in attesa (un’attesa che può durare due anni…) di una decisione sulla loro richiesta. Anche quando quei cittadini stranieri non erano coinvolti in alcuna attività illecita (ed era la maggior parte dei casi) dava fastidio, soprattutto in comunità a volte piccolissime, la loro presenza. Il loro “gironzolare” (sottinteso: pagato con i nostri soldi). Il vento che ha gonfiato chi è ora al Viminale, è stato alimentato da sentimenti come questi. Sentimenti sui quali si possono esprimere opinioni diverse e articolate: ma di cui sarebbe sciocco ignorare l’esistenza. Condivido il commento coraggioso di un eminente ecclesiastico quando ricorda: <<Ero straniero e non mi avete accolto>> riferendosi alla vicenda della nave Aquarius con 629 migranti alla deriva in attesa di un porto dove sbarcare. Credo che la vicenda sia una sconfitta della politica e dell’UE in particolare che non sa gestire queste emergenze e prova a far rimbalzare la palla delle responsabilità mentre degli esseri umani rischiano. L’Europa deve prendere atto che nessuno può fermare questi flussi epocali e non è chiudendo porti che si troverà una soluzione. La prossima volta che si fa? Si aspetta che di volta in volta che un Paese si faccia generosamente avanti? Facciamo un bel sorteggio? Con la vita umana non si può giocare. Anni fa una politica tedesca disse a proposito dei migranti: <<Non facciamoci ricattare dagli occhi dei bambini>>. Noi auguriamo, ai politici che ci governeranno nei prossimi anni, di farlo avendo sempre, nei loro occhi, gli occhi di quei bambini.

Cordialità
Paolo Pagliani

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