LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETÀ

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Gentile Dr. Fiori, il soccorso di persone in difficoltà e il dovere che lo impone, non è soltanto un obbligo di legge: è anche la condizione essenziale, minima, fondamentale dell’essere umano. Fuori da questa condizione, rimane la barbarie. Due fatti accaduti ai nostri confini dimostrano che in Europa abbiamo già superato il <<saremo cattivi>> promesso nel 2009 dall’allora Ministro dell’Interno. Il primo fatto: una guida alpina è stata denunciata dall’autorità francese per favoreggiamento all’immigrazione illegale, per aver trovato in mezzo alla neve del Monginevro a oltre 1800 metri al confine con l’Italia, e portato a valle due bambini nigeriani di due e quattro anni, il loro papà e la loro mamma incinta in preda alle doglie. Il secondo: i Ministeri dei trasporti e dell’Interno italiani, grazie ai rimpalli di responsabilità diramati attraverso la Guardia costiera, hanno messo l’Organizzazione umanitaria spagnola Proactiva, di essere accusata dalla Procura di Catania di associazione a delinquere, con l’aggiunta di aver messo in pericolo delle vite. Sia la guida alpina, sia l’equipaggio di una nave dell’ong di Barcellona avevano appena soccorso persone in difficoltà, in montagna e in mare aperto. Si è andati stavolta oltre l’osceno. Le due vicende non toccano questioni sociali o economiche come il controllo dell’ immigrazione, la pianificazione demografica, la  pubblica assistenza. Riguardano semplicemente l’obbligo di soccorso e la sua criminalizzazione, decisa dall’autorità di due Stati fondatori dell’Unione Europea. Anche se guardiamo il mondo soltanto sotto la lente della legalità, la guida alpina e i marinai dell’ong hanno rispettato la leggi; in Italia l’omissione di soccorso è punita dal Codice penale. Se vogliamo fare un processo al nostro tempo, cominciamo dai nostri fallimenti. E che nessuno tocchi chi soccorre i bambini.
Cordialità
Paolo Pagliani
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