Un murale di Lucamaleonte in omaggio a Lelio Orsi

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Lelio Orsi, nato a Novellara nel 1511, è stato uno degli artisti più importanti del Rinascimento padano.
Tra la fine degli anni Venti e gli inizi degli anni Trenta andò ad abitare a Reggio Emilia dove, dopo aver dipinto i fregi della canonica del castello di Querciola, si dedicò alla decorazione della facciata della Torre dell’Orologio e a quella del Palazzo dell’Arte della Lana.
Nel 1546, accusato di complicità in omicidio, si rifugiò a Novellara dove diventò l’artista della corte dei Gonzaga sino al 1587 anno della sua morte. L’Orsi operò in tutte le fabbriche erette dai Gonzaga sia come architetto che come pittore e, soprattutto negli anni Sessanta, in vista del matrimonio tra Alfonso I Gonzaga e Vittoria di Capua, si dedicò all’abbellimento di Novellara progettando anche la decorazione delle facciate di alcune case.
Lucamaleonte, classe 1983, è considerato uno degli artisti italiani più importanti della street art.
Si è laureato all’Istituto Centrale per il Restauro di Roma e ha iniziato la sua carriera intorno al 2001.
Nel 2008 è stato l’unico italiano invitato a partecipare, insieme a Sten&Lex e Orticanoodles, al celebre Cans Festival organizzato da Banksy nel tunnel di Leake Street a Londra.
Dall’estetica fotografica dei primi stencil, Lucamaleonte è passato poi negli anni ad una pittura a mano libera (più funzionale all’ingrandimento delle immagini su vaste superfici murarie) sottolineata graficamente da linee nere marcate che ricordano la xilografia rinascimentale.
A Novellara i due artisti si sono “incontrati”; Lucamaleonte è stato infatti chiamato dall’Amministrazione comunale ad omaggiare Lelio Orsi. Nell’area dove era collocata la casa dell’artista rinascimentale lo street artist ha riprodotto – inserendolo in una ghirlanda di foglie – il disegno raffigurante un balestriere (Windsor Castle, Royal Library) che Lelio Orsi aveva ideato per la facciata della sua abitazione.
I moduli decorativi sono certo cambiati in quasi cinquecento anni, ma il murale, dipinto sulla facciata del condominio in angolo tra via Da Capua e via della Libertà, oltre a rivalutare esteticamente l’edificio, ci restituisce la memoria e l’iconografia del passato riproponendocela in chiave contemporanea.

 

Elena Ghidini

 

 

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