PROFUGHI CLIMATICI

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Gentile direttore, le stragi continue, le parole d’ordine becere, le azioni improvvisate in molte nazioni, le polemiche hanno ancora mostrato l’incapacità di una larga parte della politica e dell’opinione pubblica di affrontare il fenomeno delle migrazioni, a riconoscerne la portata storica, le cause profonde o contingenti. E una di queste cause è il cambiamento climatico. Questi “spostamenti” esistono da sempre, hanno accompagnato la storia degli esseri umani e le variazioni climatiche sono solo uno dei fattori che spingono le persone a muoversi, specialmente nel Sud del mondo alla ricerca di cibo e acqua. Oggi però il clima è già cambiato velocemente e continuerà a farlo nei prossimi decenni. La siccità disastrosa, ad esempio, nel periodo 2007-2010 (la peggiore da quando esistono dati strumentali di sperimentazione) che ha portato al collasso l’agricoltura siriana, ha conseguentemente provocato migrazioni di massa verso le città generando tensioni sociali aggiuntive a quelle già presenti, a causa di 1,5 milioni di profughi della guerra in Iraq presenti in Siria. La rivolta popolare e l’inevitabile guerra hanno avuto altre cause socio-politiche (tra cui la disoccupazione e la criminalità, l’assenza di infrastrutture, le grandi disuguaglianze, un feroce regime dittatoriale incapace di gestire la crisi) ma è innegabile come la grande urbanizzazione, portata dalla siccità, sia stata una concausa. Se si guardano i fondamentali del problema, non si può che prevedere come in futuro il fenomeno migratorio continuerà e i rifugiati climatici non scompariranno. Anzi, saranno un tema centrale delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici nei prossimi anni come si inizia a discutere anche nel negoziato internazionale sul clima. La conoscenza del legame tra gli impatti atmosferici e le migrazioni è oggi limitata agli esperti del settore, non arriva all’opinione pubblica fino alle classi dirigenti. Da questa ignoranza in buona o cattiva fede, nascono gli slogan “aiutiamoli a casa loro”, che sentiamo da decenni da chi vuole negare la necessità di condurre il fenomeno migratorio sulla base di criteri di giustizia e umanità. Possiamo aiutarli pure qui, anche cercando di limitare il surriscaldamento del nostro Pianeta. Che è uno solo… ed è anche il loro.
Cordialità
Paolo Pagliani
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