PAROLE VUOTE SUL WEB

bakunin_fondo-magazineGentile direttore, la sempre crescente diffusione e l’uso smodato sei social network ci hanno ormai abituato alla frenesia di comunicare la propria opinione su qualsiasi argomento, da cui pochi sembrano immuni. Pur di dire qualcosa e pur di dirlo con la massima urgenza, gli internauti popolano la rete con dichiarazioni spesso sgrammaticate, mancanti ovvero ridondanti di punteggiatura e di maiuscole, che a loro volta possono generare sequele di commenti altrettanto frettolosi e scomposti, accompagnati da faccine che sintetizzano ancor più velocemente gli stati d’ animo. Se c’è un naufragio di migranti spesso non manca quello che dice: <<Lasciateli andare a fondo>>.
E così via. Gli interventi pacati, meditati, articolati, non sono molti. E’ come un muro il social network, su cui incidere i propri graffiti. D’ istinto: ciò che sale, anche dalle viscere. Forse la ragione sta nell’ avere ormai sempre in mano uno smartphone e dei momenti vuoti? Senza firmare con nome e cognome, senza essere, almeno in molti casi, identificabili. Perché di persona, certe cose non si oserebbe dirle, sentendosi responsabili di ciò che si dice. E soprattutto si guarda l’altro negli occhi, e i suoi occhi ci guardano. E forse, al di là degli insulti, è proprio questa vaghezza, questa collettiva irresponsabilità che fa, a volte, dei commenti sui social un vento di parole vuote.
Cordialità
Paolo Pagliani
37

Info 3333460860

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