La notte delle… stelle

E’ trascorso mezzo secolo da quella straordinaria notte in cui Parmiggiani e Masini si sono sfidati a colpi di pedale in una corsa a cronometro che ha entusiasmato e contagiato per i suoi contenuti goliardici l’interesse di tanti appassionati del paese e di quelli del vicinato. Suggestiva e intrigante, dal valore anche simbolico, l’idea nasce in una calda e afosa serata d’estate dove, seduti davanti al bar, chi dice Giona chi il Centrale, due locali pubblici molto frequentati in quel periodo, tra un fiume di chiacchiere, un bicchiere di vino e naturalmente le immancabili carte da gioco tanto per tirare tardi, a qualcuno viene l’idea di organizzare una corsa in bicicletta. Sembra una battuta, magari uno scherzo dell’alcol per prendersi gioco di persone o cose, invece c’è chi è convinto della buona sortita e consiglia addirittura che la corsa sia fatta a cronometro e abbia a svolgersi sul tardi della sera.

Umberto Motadela

Umberto Parmiggiani

I concorrenti – Protagonisti di questa passeggiata notturna non potevano essere che due personaggi, due macchiette del paese: Umberto Parmiggiani detto Mortadella, etichetta affibbiatagli perché amante del profumato insaccato e della buona cucina e di Luciano Masini detto il Conte, stravagante ed eccentrico amante del buon vino ma impeccabile per il suo elegante modo di vestire. I due si conoscono bene, sono quasi coetanei, frequentano spesso le stesse compagnie e sono pure amici. L’idea di farli gareggiare l’uno contro l’altro incontra consensi e molte curiosità e qualcuno, è anche pronto a scommettere su chi può prevalere. Ma la gara sembra impari perché in gioventù Parmiggiani ha fatto sport, seppure a livello amatoriale e per un certo periodo ha praticato il ciclismo. E allora? Allora, sicuro di farcela, con lo stile scanzonato che lo contraddistingueva il buon Umberto, gasatissimo e desideroso di correre e sfidare il rivale, pur di fare questa prova arriva a concedere all’avversario cinque… minuti di vantaggio. “No problem, al fag partir préma ma a San Svàn a lo béle ciapé”, ripeteva con un atteggiamento da sornione e un po’ spaccone. Non è altrettanto sicuro Masini che continuava a dire con un italiano perfetto: “Ma perché dobbiamo fare questa corsa, chi l’ha detto… e dove sta scritto. Mi sembra una cosa talmente ridicola che non ha proprio senso. Siete davvero tutti fuori di testa”. Ma ci sarà chi riuscirà a fargli cambiar idea e a convincerlo ad accettare, con uno spirito goliardico, questo originale e provocatorio invito.

Percorso – Tante le idee e diversi i tracciati messi sul tavolo da chi ha pensato questa corsa, che non è roba da tutti i giorni e per di più ad un orario davvero insolito. E mentre i due sfidanti, mascherando un allenamento per arrivare preparati e carichi alla corsa e pedalano in bicicletta non troppo di nascosto per le vie del paese, dopo varie ricognizioni sulle strade viene scelto la Reggio-Novellara come percorso definitivo con partenza a mezzanotte dal sottopassaggio della città, a quei tempi e soprattutto a quell’ora che traffico poteva mai esserci sulla provinciale, e arrivo sul piazzale della stazione ferroviaria.

Il Conte

Luciano Masini

La gara – E’ una calda serata di metà luglio e quella sera in paese c’era più gente del solito. Tanta la curiosità per l’evento che ha suscitato grande risonanza anche nei paesi vicini. Diversi i mezzi ufficiali presenti alla corsa e tra questi, in qualità di giuria, anche una fiat 850 familiare del signor Darammo Spaggiari che aveva posizionato un curioso altoparlante sul portapacchi con la scritta aradio televisione. Intorno alle ventitré mentre i due protagonisti, dai rispettivi locali con tanto di assistenti e medici al seguito, salivano in auto per raggiungere il luogo di partenza, parte dei presenti cominciava a muoversi chi in auto dietro ai due ciclisti e chi, invece, a piedi si avviava lentamente verso il piazzale della stazione, sotto lo sguardo attento e benevolo dei carabinieri presenti e incuriositi. Con la macchina anche noi, mio fratello Fabrizio ed io con nostro papà, abbiamo seguito la carovana e come altri raggiunto Bagnolo dove sulla piazza c’era già parecchia gente in trepida attesa.

Mezzanotte – A Reggio, intanto, gli sfidanti si preparavano a partire. Masini vestiva un abbigliamento sui generis; sopra una camicia bianca indossava una maglia colore arancione con bordo giallo con stampato il numero tre sulla schiena, pantaloni blu, scarpe bianche da ginnastica e in viso i classici occhiali neri che portava normalmente. Parmiggiani era, invece, elegantissimo. Piegato sulla sua fiammante Bianchi indossava la maglia tricolore di campione d’Italia, con pantaloncini e scarpe nere e sotto la fronte grandi occhialoni scuri.

La corsa – A mezzanotte in punto, dal sottopassaggio illuminato a giorno dai fari delle auto, prende il via la cronometro. Il Conte parte subito deciso, favorito dal bonus dei cinque minuti di vantaggio. Dietro, come un ombra, la macchina con a bordo il medico, massaggiatore, meccanico e, mai torto gli fu fatto, un numero imprecisato di bottiglie… d’acqua. A Mancasale il ritmo delle sue pedalate è ancora buono ma la strada è lunga ancora e la fatica, come i colpi di pedale nei chilometri successivi, comincia lentamente a farsi sentire. Tutto bene, mah! Conservare quei cinque minuti non sarà impresa facile. E, infatti, nell’attraversamento di Bagnolo, salutato e incitato da applausi calorosi, il vantaggio si era dimezzato e la pedalata si era fatta pesante. Gesticolava e si lamentava il Conte per uno sforzo fisico così forte e infinito. “Ah son stòf, a nin pòs più. E ancora… El bèle che cal riva?” L’entusiasmo per il suo passaggio non si era ancora spento che luci e clacson delle macchine annunciavano l’imminente arrivo del rivale. Accompagnato da una fila lunga di auto, elegante nella pedalata e curvo sul manubrio, Mortadella è piombato come un fulmine sulla piazza bagnolese accolto pure lui da applausi e con un boato da stadio, che probabilmente ha svegliato mezzo paese e da qualche secchio d’acqua a rinfrescarlo. Per Masini la corsa si stava trasformando in un calvario, ormai. Frastornato, stanco e rassegnato, al passaggio a Santa Maria aveva perso ancora e il distacco si era ridotto a poche centinaia di metri. Corsa finita? Nient’affatto!. Con orgoglio, forza della disperazione e l’aiuto improvvisato di qualche buontempone, il Conte è riuscito a portare a termine la sua tremenda fatica, ma la gara e la scommessa premiano Mortadella che lo aveva praticamente raggiunto, dove lui stesso aveva previsto e solo la confusione delle auto ne ha impedito l’aggancio.

Al traguardo – La festa ha avuto il suo epilogo dopo l’arrivo sul piazzale della stazione quando gli organizzatori, per celebrare l’inedito evento, hanno fatto girare un cappellino tra il pubblico per raccogliere contributi… e festeggiare i due amici-rivali, che in quella notte di calda estate hanno saputo regalare a tutti noi forti e indimenticabili emozioni.

L’entusiasmo per quella inedita kermesse ha coinvolto, successivamente, altre esibizioni in paese ma queste sono altre storie.

Un grazie al signor Gianni Ferrari per la concessione delle foto.
Per la cronaca i due personaggi erano novellaresi doc, nati e vissuti sempre in paese.
Umberto Parmiggiani nato il 12 novembre 1928 è morto a 56 anni il 21 agosto 1984;
Luciano Masini nato il 25 luglio 1932 è morto a 48 anni il 21 dicembre 1980.

DVM

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