SPIRITO COMUNITARIO

ape-divertente-dolce-divertente-occhiali-da-sole-magliette-maglietta-da-uomoGentile direttore, che meravigliosa lezione ci può insegnare l’ape, un insetto che se solo lo osserviamo, analizziamo le sue abitudini e pensiamo. L’essere umano è circa cento volte più grande di un’ape ma questa è cento volte più grande dell’uomo come intelligenza. Siamo arrivati su pianeti e attuato cambiamenti meravigliosi sulla Terra ma una cosa non abbiamo fatto: scoprire cosa abbiamo nella testa. Un’altra cosa che non abbiamo scoperto è lo spirito comunitario. Dobbiamo prendere atto che c’è qualcosa nel mondo per cui lavorare sia più grande del nostro benessere personale. Lavoriamo per scopo egoistico, cioè di portare via alle altre persone che lavorano ciò che hanno acquisito. Ci risulta, infatti, ancora nascosto, lo “spirito dell’alveare” a cui le api si attengono; immagazzinano il miele per il loro bene mentre noi accumuliamo denaro con cui strangolare il nostro concorrente per un guadagno personale. C’è un decreto nel “regno delle api” in base al quale tutti coloro che non lavorano se ne debbano andare. Non è una cattiva idea! La maggioranza sono operaie e la più grande lezione che ne possiamo trarre da loro è quella dell’altruismo. Lavorano con spirito di comunità, riconoscono qualcosa di più alto dell’individuo. Lavorano per le proprie compagne api e non contro di loro. Conservano il miele in un magazzino comune, dal quale l’intero alveare può mangiare. Vorrei immaginare noi esseri umani, egoisti, taccagni e presuntuosi, fare altrettanto. Oppure condividere il prodotto delle nostre fatiche con i nostri simili, a meno che nel fare questo non otteniamo più più di quanto diamo! Per alcuni aspetti l’uomo si è evoluto più dell’ape ma non è possibile che si sia distolto dal progetto della Natura quando ha scartato lo spirito “comunitario”, ha incominciato a far fallire i propri simili e a defraudarli di ciò che essi accumulano. Non non professiamo di sapere quali siano i piani della Natura, ma sospettiamo fortemente che prima che l’uomo possa godere delle benedizioni che sono qui e a sua disposizione, debba superare lo spirito di avidità, la tendenza a ottenere senza dare, tornare all’abitudine delle api e lavorare per “l’alveare”! Senza ombra di dubbio, molti esseri umani hanno capito che l’unica vera felicità di cui godono: è quella che deriva dal servire i suoi simili.

Cordialità
Paolo Pagliani

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