“Non pensate mai: non ho il tempo per farlo” Le parole di Federico Buffa per tutti i giovani

imageIl 30-31 maggio al teatro Ruggero Ruggeri di Guastalla abbiamo visto qualcosa di più di uno spettacolo. “Le Olimpiadi del 1936” di Federico Buffa scritto e diretto da Emilio Russo e Caterina Spadaro hanno sorpreso il pubblico unendo in una fusione perfetta musica, luci, teatro, storia e sport. La narrazione ipnotica di Buffa insieme alla voce spettacolare di Cecilia Gragnani accompagnata dalle mani di Alessandro Nidi, che sembravano volare sul pianoforte, e dal suono tutto particolare della fisarmonica di Nadio Marenco hanno riportato il pubblico indietro di 80 anni, in un momento buio della nostra storia. Ma in mezzo a questo buio emersero uomini portatori di una luce che li ha fatti brillare in un contesto nel quale tutto sembrava giocare contro di loro. Sul palcoscenico, trasformato in un locale berlinese di quel tempo, Federico Buffa si cala perfettamente nei panni di Wolfang Fürstner, comandante del villaggio olimpico, narrando i retroscena di quell’incredibile edizione dei Giochi che sembrano costituire un mondo a sé in uno scenario tutt’altro che rassicurante nel resto del continente e anche oltreoceano. Grazie alla sua capacità empatica col pubblico che Federico ha scoperto di possedere in questa sua esperienza teatrale, come lui stesso ci confida durante la conferenza stampa coi ragazzi di Sport & Ben-Essere l’indomani dello spettacolo, l’intento di fare memoria soprattutto ai più giovani di questa parte della nostra storia avviene in modo naturale e piacevole. Trapelano dalle storie di grandi atleti come Jesse Owens i valori che lo sport porta con sé, ovvero il mettersi in discussione sempre e imparare ad avere fiducia in se stessi e negli altri. “Corri piccolo uomo, corri e vedrai la tua Corea libera” questa è la frase che il coreano Sohn Kee-Chung si sentiva ripetere dal suo insegnante a scuola e che lo portò a gareggiare e vincere le olimpiadi sotto il nome di Son Kitei per il Giappone, a causa della dominazione nipponica nel suo paese. A stupirci quindi è stata la delicatezza e la professionalità di un attore che si è rivelato un uomo di grande umanità e cultura, la bellezza di una cantante che in 4 lingue diverse ci ha fatto immergere a pieno nella giusta atmosfera e un regista capace di rendere il tutto spettacolare. E’ proprio da loro che domenica alla conferenza abbiamo ascoltato parole di speranza e di incoraggiamento per i giovani, invitandoli a credere sempre in se stessi e nelle proprie idee perché ognuno è portatore di un’intelligenza del tutto personale e unica. Ci siamo quindi lasciati con lo stupore di aver incontrato un uomo di grande disponibilità e piacevolezza, che oltre ad averci deliziato con un meraviglioso spettacolo, ha trovato il tempo di confrontarsi sinceramente con noi giovani trasmettendoci grande fiducia.

Lo staff

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