TROPPE PAROLE STRANIERE

Richard Coudenhove Kalergi

Richard Coudenhove Kalergi

Gentile direttore, sento sempre più “brontolare” delle persone che incontro per l’esagerazione delle parole straniere usate al posto di quelle italiane.
Un’abitudine che cresce quella di adoperarle al posto dei corrispondenti termini italiani che di norma si capiscono benissimo senza bisogno di traduzione, (es. mission=missione, step=passo, timing il calendario da rispettare e location, in fondo, non è altro che un bel posticino). Il problema sono i cosiddetti “anglicismi”, ossia i vocaboli inglesi impiegati a proposito (e a sproposito) dagli italiani.
Tra un esempio e l’altro, salta fuori anche qualche dubbio: non sarà che, in alcune occasioni si ricorre all’inglese per evitare di farsi capire?

Cordialità
Abele Rondini  (P.P.)

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