Federico Folloni: direttore d’orchestra dalla nascita

L’inizio della carriera da direttore di orchestra di Federico Folloni. Tanto studio in Italia, tanto lavoro in Europa e nel mondo. “In Europa la cultura è un opportunità”

Federico Folloni“Da bambino aspettavo trepidante il concerto del primo dell’anno di Vienna. Ero affascinato dalla gestualità del direttore d’orchestra e dalla sua possibilità di condurre una tale varietà di strumenti verso una sonorità unica”. Quello che ricorda all’inizio della nostra chiacchierata il maestro Federico Folloni è la sua meraviglia di bambino che ora è diventata un lavoro a tempo pieno. “Aveva ragione il mio primo maestro di direzione d’orchestra quando diceva che nel momento in cui un direttore d’orchestra sale sul podio per condurre, l’orchestra ha già assorbito l’80 per cento della sua sonorità, della sua personalità musicale. Ho preso coscienza di questo quando in 10 direttori ci siamo succeduti alla direzione di uno stesso brano con la stessa orchestra e ogni esecuzione prendeva sonorità diverse.”

Federico Folloni, classe 1981, vive ancora a Novellara nonostante gli impegni lavorativi ora lo portino spesso all’estero. Prima di avviare questa nuova vita aveva seguito tutti i passaggi formativi di chi nasce e cresce in un paese della bassa ed ha voglia di fare esperienze formative oltre i percorsi dell’obbligo.

“A 7 anni i  miei genitori  mi avevano proposto di iscrivermi alla scuola di musica. Io, deciso, avevo risposto che odiavo la musica classica e che mai mi sarei iscritto. Ero così convinto di questa mia affermazione che a 8 anni decisi di iscrivermi!

Dopo l’esperienza alla scuola di musica di Novellara inizia la dura formazione presso il conservatorio di Parma dove si diploma in pianoforte e affianca gli studi di composizione.

“Sono stati anni molto impegnativi, ma fondamentali. Devo molto ai miei maestri e in particolar modo al Maestro Nuti e al Maestro Tosi di Novellara fondamentali nella formazione artistica e sul piano umano. Ricordo l’ottavo esame di pianoforte come lo scoglio più grande del mio percorso, tanti erano i brani da studiare e tante le difficoltà tecniche. Suonai almeno 8 ore al giorno per mesi gli stessi brani. Superato l’esame con successo sentii la necessità di continuare a suonarli, non riuscivo a smettere. Impiegai almeno un mese per tornare a ritmi normali”.

Terminati gli studi che prevedono 10 anni di dedizione, la formazione non termina perché inizia la specializzazione in direzione d’orchestra.

“Si, tutt’ora mi sto perfezionando a Milano con il M° Parisi dove ho la possibilità di dirigere la prestigiosa orchestra “Verdi” e altri ensemble e collaboro con il M° N. Thomsopn che vive in Francia”.

Nonostante il Maestro abbia avuto un percorso accademico brillante e lineare non sono mancate le delusioni e i momenti di sconforto, superati grazie ad una decisiva determinazione.

“Il mio primo direttore d’orchestra, all’esame di chiusura dell’anno, mi disse la prova non era andata bene. Mi disse addirittura: “Non ci siamo proprio, cambia mestiere”. Presi una grossa batosta, una profonda delusione perché credevo di aver seguito le indicazioni apprese al meglio. Pronto a rinunciare a questa specializzazione, mi lasciai convincere da un amico a sentire il parere di un altro insegnante. Questo, dopo avermi fatto un’audizione mi disse: “Chi ti ha detto che devi cambiare mestiere?”. Altre conferme le ho ricevute in altre situazioni. In California, in occasione di un concorso, sono stato avvicinato da un signore sull’ottantina che io non conoscevo. Dopo la mia esibizione mi disse: “Tu devi fare il direttore d’orchestra, i musicisti, gli orchestrali aspettano te!”. Solo dopo ho saputo dai miei colleghi che si trattava di uno dei più grandi e stimati direttori d’orchestra americano. Una delle soddisfazioni più belle mi è stata regalata proprio a Novellara dove ho diretto un’orchestra rumena. A fine esecuzione gli stessi musicisti sono venuti a complimentarsi con me. Non è facile piacere anche all’orchestra“.

Cosa tiene lontana l’Italia dall’Europa dal punto di vista della fruibilità della musica classica?

Per cogliere la bellezza della musica classica e della musica cosiddetta moderna ci vuole preparazione. In Italia soprattutto si è aperta una forbice tra ascoltatore e pubblico anche a causa di questa mancanza. In Germania ad esempio i cartelloni musicali li fanno per metà di autori classici, per l’altra metà con le nuove proposte di musica. Il pubblico è stato abituato ed educato anche all’ascolto di un nuovo linguaggio. In più all’estero c’è più attenzione alla formazione scolastica. In Italia ritengo sbagliata la tempistica di insegnamento e l’approccio. Non si può cominciare a fare musica alle medie, né tantomeno proporre solo il flauto a ragazzi adolescenti che hanno mille altre cose per la testa. Bisognerebbe avvicinarli già alle scuole elementari a questo linguaggio, ma fortunatamente esistono associazioni musicali che già da tempo si stanno impegnando in questa direzione. La musica per di più ha l’effetto di mediare e aiutare a costruire delle buone relazioni tra i pari. Un esempio estremo di questa capacità è il fatto che il M° Baremboin è riuscito a mettere insieme un orchestra di musicisti metà israeliani e metà palestinesi”

Il lavoro di direttore d’orchestra ti porterà spesso via dall’Italia. Un altro cervello in fuga?

“Per fortuna mi piace viaggiare, non mi affatica, certo tornare a casa, nella propria terra è sempre il piacere più grande. Il lavoro però mi porta lontano e questa è una grande occasione per  crescere e confrontarsi con altri professionisti. Ho un contatto con il Giappone dove sto cercando di organizzare un concerto, per un concorso europeo invece sto studiando brani di Debussy e in contemporanea sto facendo delle prove per “L’enfant et les sortiléges” di Ravel. All’estero la cultura è un’opportunità, vedo fuori dall’Italia molte meno potenzialità di quanto possa offrire il nostro Paese a livello artistico, tuttavia queste all’estero vengono valorizzate e diventano possibilità che si traducono in opportunità di lavoro”.

Simone Oliva

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