Elezioni Regionali, una breve riflessione

Domenica 23 Novembre, solo il 37,67% degli aventi diritto si è recato alle urne per scegliere chi governerà la nostra regione nei prossimi cinque anni. Quali sono stati i fattori che hanno portato ad un così alto astensionismo? Senza dubbio molteplici. Partiamo dalla disinformazione. Una campagna elettorale scarna, conseguente ad una situazione economica non troppo felice di cui risentono anche i partiti locali; tantissimi richiami elettorali negli ultimi mesi: primarie, amministrative ed europee; scandali che hanno travolto i consiglieri regionali in modo trasversale, rimborsi gonfiati e spese poco trasparenti; infine, politiche nazionali ancora troppo poco incisive. Una serie di motivi che hanno alimentato la disaffezione dei cittadini verso la politica. Un trend per la verità, iniziato già da qualche tempo e che non accenna a fermarsi. In Emilia Romagna però, le percentuali non erano mai state così basse e non ci sono vincitori in queste elezioni regionali. Un campanello d’allarme che deve far riflettere soprattutto chi occupa posizioni istituzionali: non c’è nulla di più sbagliato nel dare per scontato che l’elettorato emiliano – romagnolo continui a partecipare attivamente alla vita politica della regione a prescindere.  Per quanto riguarda tutti noi cittadini invece, dobbiamo ricordare che il diritto di voto rimane una conquista fondamentale che ci permette di scegliere in libertà chi sostenere. Ecco, la libertà di scelta, quella che dalle ultime elezioni politiche (24-25 Febbraio 2013) però latita nel bel paese, contribuendo fortemente insieme a scelte non del tutto soddisfacenti, a questa disaffezione che si ripercuote poi, anche in regione. Personalmente sottolineo in triplice veste (cittadino, militante politico e consigliere comunale) l’importanza di questa bassa percentuale di votanti che non va certamente sottovalutata e dovrà essere uno stimolo in più per tutti gli amministratori a fare bene cercando di colmare le tante lacune ancora presenti. La strada è lunga ed in salita, in mezzo ad una crisi economica che non accenna a fermarsi. In questo scenario non è facile costruire qualcosa se manca il dialogo tra cittadino e istituzione e adesso, a mio avviso, manca. Prima degli slogan politici, dei populismi e dei “selfie” sui social network, ci sono i rapporti umani che la politica deve ricominciare a coltivare al più presto. Detto questo, in bocca al lupo ai neo eletti.

Daniele Gareri

Elena dicembre

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