LETTERA DI UNA FIGLIA A UN PADRE ALCOLISTA

Ciao papà. Come stai? E’ da un po’ che non parliamo, da sempre. E allora te lo richiedo: come stai? Sai, io sto bene. Sì anch’ io ho i miei alti e bassi con la scuola ma del resto sto bene. Ti interessa? Vuoi sapere come sto? Eppure non me lo chiedi mai…Forse non ti interessa. Forse io sono troppo noiosa, sono una ragazzina come tutte le altre. Tu per me resti sempre l’ unico. A me interessa sapere come stai. Sapere come ti sta andando la vita. So che non ci sei mai e di questo ne risento e anche se non ci parliamo, non avendo quel rapporto tra padre e figlia di 15 anni, io ti amo lo stesso. E ripeto: tu per me sei l’ unico. Lo so che hai il problema dell’ alcolismo e questo probabilmente è la causa principale del silenzio che c’ è tra noi ma, a me non importa neanche questo. Solo grazie ad Associazioni come A.A. ho saputo superare certi periodi difficili scoppiando a piangere raccontando tutti i miei dolori in mezzo a loro. Mi piace andare alle riunioni di Alcolisti Anonimi e ogni volta mi vieni in mente tu. Ogni volta che li sento parlare, mi si riaccende la speranza e allora dico: “se ce l’ hanno fatta loro, ce la può benissimo fare anche lui”. Ho capito babbo che non è mai troppo tardi per cominciare a vivere. Se pensi di odiare la tua vita e riesci a stare bene solo bevendo, chiedi aiuto a loro. Non ci sono altre persone che sanno cosa vuol dire avere paura di parlare o ad amare per colpa di una bottiglia. Ricordati che anche loro pensavano che i Gruppi sarebbero stati qualcosa di inutile e ridicolo ma poi sono arrivati ad un punto della loro vita in cui non potevano farcela più e così hanno fatto quel passo che pure tu hai provato a fare 16 anni anni fa, per poi lasciarlo da sei anni. Quindi la scelta è tua papà. Ricorda, io ti vorrò sempre bene qualunque cosa tu deciderai di fare, rammentati che il tempo intanto scorre ed io sono ora un’ adolescente. Io ora sono qui ma fra pochi anni sarò una donna e dovrò anch’ io pensare alla mia vita. Quindi se hai da parlarmi, parlami; se hai da sfogarti, sfogati; se hai da baciarmi, baciami; se hai da abbracciarmi, abbracciami…Ma fallo ora perché ho paura che il tempo passi veloce e che mi porti via gli anni migliori senza di te. Se non ci sei tu, non c’ è una parte di me e così non posso diventare quella donna completa, in tutto e per tutto, capace di spiccare il volo verso quella vita senza di te e mamma. Quella vita in cui dovrò pensare alla mia famiglia e ai miei figli. Sono stata fortunata perché dopo averla letta lui, è venuto ad abbracciarmi e a baciarmi. Dopo quel suo gesto ho capito che “mi voleva bene” quanto io amavo lui. Avevo compreso quanto stava male per questa sua malattia e di quanto me lo faceva odiare. Io non smetterò mai di ringraziare le amiche e altri che mi hanno fatto scoprire me stessa, con i miei pregi e i miei difetti e, mi sta facendo crescere con una speranza in più.
In questa lettera mi sono sfogata e gli ho scritto tutte quelle cose che mi sono sempre tenuta dentro e che non ero mai riuscita a dirgli in faccia.

L’alcol è un problema?
Alcolisti Anonimi
forse può aiutarti!

Gruppi di Reggio Emilia e provincia
tel. 346.303.70.00

AF-cuore

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