MALEDUCAZIONE…E NON SOLO

Gentile direttore, la settimana scorsa ho dovuto accompagnare un parente da un medico in un paese limitrofo per un problema legato ad una gamba. Mentre aspettavamo nell’ambulatorio pieno il nostro turno, si presenta un uomo con un ragazzino che si notava non stesse bene: mi sembrava urgente. Avesse sentito i cori dei presenti nostrani, di andare al Pronto Soccorso dove asserivano avrebbe trovato come sempre in attesa tanti extracomunitari che dobbiamo mantenere, uno che diceva di espellerli tutti, altri che proponevano soluzioni ancor più drastiche. Fatto sta, che uscito il paziente, si è fatto finta di nulla ed è entrato chi era arrivato prima, senza dare la precedenza al giovane che, a mio avviso, avrebbe risolto, forse entrando subito, il problema. A quel punto non ho resistito di dargli il mio posto che era dopo un’altra persona. E’ da giorni che non mi capacito di come tanti individui siano così abituati ad esternare odio e disprezzo verso loro simili, stranieri o no, da non rendersi conto di quanto possa soffrire un bambino malato (che per la cronaca era pure italiano). Mio cognato si è tenuto per un’altro giorno il male al piede però ci siamo sentiti molto meglio. Mi è venuta in mente quella frase di James Baldwin quando afferma che: << Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano >>.

Viva cordialità
Paolo Pagliani

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