Re Enzo, un successo di buon auspicio

Re Enzo

Riportare l’opera lirica a Novellara dopo anni di assenza non è cosa facile, ma NoveTeatro e l’Associazione “T. W. Adorno” ce l’hanno fatta, e con successo. Giovedì 5 e venerdì 6 giugno tanti, tantissimi spettatori hanno assistito, al Teatro della Rocca, alla rappresentazione di “Re Enzo”, la prima opera di Ottorino Respighi (il compositore noto ai più per i poemi sinfonici “Le fontane di Roma” e “I pini di Roma”) creata nel 1905 per una compagnia di giovani artisti bolognesi.
Un’operazione imponente, una produzione professionale che ha dovuto la sua fortuna alla qualità della sua concezione: “Solo un progetto culturale ambizioso” afferma Luigi Pagliarini, direttore musicale di questa produzione “ha la forza di rendere possibili collaborazioni gratificanti per le associazioni culturali del territorio e la forza di convogliare in un’unica direzione le energie dei soggetti coinvolti”. Perché “Re Enzo” ha raccolto, sotto la coordinazione preziosa di NoveTeatro (da anni centro teatrale della città) il lavoro degli attori Alessandro Calabrò e Valeria Barreca, del nuovo Coro del Teatro di Novellara diretto da Francesca Canova, del Coro Estense di Montecchio Emilia, dell’Ensemble Adorno. A questi si sono uniti il tenore Davide Paltretti e gli allievi della masterclass di canto che il maestro Paolo Barbacini ha tenuto nei mesi scorsi a Novellara, e che conviene ricordare uno per uno: Zhao Dengui, Lenny Lorenzani, Lorenzo Malagola Barbieri, Fabio Miari, Alberto Serra, Lang Ting Ting, Franco Yu.
L’opera narra in chiave comica la vicenda di Enzo, giovane sovrano figlio di Federico II di Svevia, fatto prigioniero dai Bolognesi nel 1249. La regia di Domenico Ammendola ha inserito l’azione in una sorta di grande teatro dei burattini, una cornice luminosa in cui tutti i personaggi erano interpretati dai due attori. “Re Enzo” è andato in scena a Novellara per la seconda volta in epoca moderna, dopo un allestimento bolognese del 2004. Un’opera dunque di rarissima esecuzione e che non fa parte del consueto repertorio melodrammatico, ma che ha saputo dimostrare (sotto la direzione sapiente, curatissima di Luigi Pagliarini) un’ottima tenuta del palcoscenico. Questo fa riflettere: “C’è  una mancanza di coraggio ingiustificato nel mettere in cartellone titoli non noti” prosegue Pagliarini “Un piccolo teatro deve poter operare nel territorio e guadagnarsi la fiducia del pubblico proponendo cose di qualità”.
E a chi gli chiede se si può replicare un’esperienza come quella del “Re Enzo” novellarese, Pagliarini risponde: “Re Enzo a mio avviso è un modello per le produzioni musicali del futuro. Una strada per non rinunciare allo spettacolo musicale anche nei piccoli teatri”. Confidiamo che il Comune di Novellara continui a credere (come è accaduto stavolta) in progetti del genere.

Lorenzo Baldini

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