NOIA E SBADIGLIO

00-sbadiglio2Gentile direttore, si nota e si sente spesso la parola noia che costituisce una sorta di emblema popolaresco di una realtà più profonda. Essa è purtroppo uno dei vessilli di tante persone del nostro tempo, <<un velo grigio e diafano>>  fatto di monotonia e indifferenza. il filosofo tedesco Heidegger la comparava a una <<nebbia silenziosa che si raccoglie negli abissi dell’esistere>>, rendendoci apatici e insoddisfatti, ma incapaci di reagire. O meglio: talora la reazione alla noia c’è ma è il puro e semplice squarcio di quella rete di una tela che avvolge la realtà e le vicende umane. Pensiamo a quei ragazzi annoiati che, per spezzare il loro vuoto, compiono atti assurdi e vandalici, devastando le loro scuole, scagliando sassi dal cavalcavia, danneggiando monumenti e giungendo persino al baratro della crudeltà appiccando fuoco a un barbone. E’ il vuoto che si trasforma in aggressione, la demotivazione che degenera in stupidità, l’inerzia che si muta in frenesia insensata. Anche se non arriveremo mai a questa soglia, dovremmo impedire alla noia di insediarsi in noi anche solo in un angolino dell’anima, in quanto questa sindrome come scriveva Leopardi <<è figlia del nulla e madre del nulla>>, consapevole di quanto essa sia in sé sterile ma che possa contaminare tutto ciò che tocca. Ecco che bisogna dunque reagire prima che ci annebbi cuore, mente e spirito.
 
Cordialità
Paolo Pagliani 
Conchiglia web
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