Presentazione della Mozione su Festival Uguali_Diversi 2012

Di seguito l’intervento del consigliere Mazzi di Sinistra per Novellara in presentazione della mozione sul Festival Uguali_Diversi al Consiglio Comunale del 18 settembre 2012

Devo dire di sentirmi un po’ in imbarazzo nel dover discutere oggi, 18 settembre, questa mozione sul festival Uguali_Diversi, edizione 2012. Se guardiamo la delibera originale, la 64 del 22 maggio, il festival è calendarizzato per la prossima settimana…. invece, forse a seguito proprio di quest’odg, durante l’estate dal cilindro della giunta esce la delibera 85, che di fatto annulla la precedente e cambia le carte in tavola.
Devo essere sincero: quest’ultima delibera mi è sembrata un tentativo poco elegante e forse anche poco riuscito di dire “Facciamo finta di non fare il festival, ma poi lo facciamo lo stesso”.
Mi sono allora chiesto se aveva ugualmente senso portare comunque questa mozione al voto in consiglio, visti i presupposti cambiati ad arte, confesso di essere stato tentato al ritiro.
Ma invece sono qua a presentarla e chiederò al consiglio comunale di esprimersi nel merito e di dare un segnale politico a questa amministrazione.
La mia opinione su Uguali_Diversi non è nuova, più volte l’ho manifestata sia in giunta che in gruppo di maggioranza. Questi in sintesi i punti fondamentali del mio pensiero:

  1. Dismettere la gestione diretta
  2. E’ un evento troppo oneroso e impegnativo, è una iniziativa elitaria e per questo motivo non capita e non voluta dai nostri concittadini
  3. Occorre fare un passo indietro e lasciare il campo alle associazioni che eventualmente vorranno portare avanti la gestione, con onori e oneri, purché a costo zero per l’amministrazione Novellara non è Modena, e nemmeno Mantova. E’ perfettamente inutile volere a tutti i costi scimmiottare i festival più blasonati, entrare in competizione con loro. Basta con la visione distorta di una Novellara che deve assolutamente primeggiare e mettersi in mostra al di fuori dei propri confini, all’esterno.

Il festival non è capito dai cittadini? NEMO PROFETA IN PATRIA direbbe molto probabilmente qualcuno più esperto di me in dotte citazioni. Ma io vorrei invece che tutti quanti tendessimo di più ad essere profeti in casa nostra, che governassimo con umiltà per i nostri concittadini e non per farci belli in TV, o sui giornali di nicchia, o per ricevere inviti ai più astrusi convegni in giro per ogni dove. Questa è sempre stata la mia opinione, evidenziata fino a ieri solo all’interno del gruppo di maggioranza, nel rispetto del vincolo di coalizione sancito con gli accordi pre-elettorali.
Ma poi, recentemente, si è inserita con prepotenza la tragedia del terremoto e la vertenza sul bilancio, culminata con le mie dimissioni e l’istituzione di un gruppo consiliare autonomo, per cui ecco che mi sono sentito in dovere di portare all’attenzione di tutti il mio dissenso sul tema.
Ora, venendo al voto di stasera, mi rivolgo al gruppo di maggioranza: capisco che si tratta di un passaggio delicato per voi, una prova significativa che permetterà ai cittadini di valutare e capire bene, nonostante quello che ciascuno di voi può sostenere poi con amici e parenti, compagni di partito, al supermercato, nelle feste paesane, ecc. qual’è la vostra vera opinione sul festival e su altre iniziative di questo tipo.
Perché ricordo benissimo tutte le discussioni che abbiamo avuto sull’argomento, ricordo benissimo le convergenze di molti di voi su posizioni di scetticismo e contrarietà, anziché manifestazioni di gioia di fronte alle lezioncine magistrali di coloro che più volte hanno tentato di convincerci di quanto sia bello questo festival, e di quanto costi poco.
Ho ben presente nella mia testa le posizioni espresse e sostenute da ciascuno di voi. Ed è per questo motivo che posso dire che se stasera voterete sulla base della vostra onestà intellettuale, questa mozione di certo sarà approvata.
Diverso sarà invece se prevarranno i soliti giochi di bottega per cui, sotto il ricatto psicologico dettato dalla paura della caduta del tempio, voterete contro rinunciando così, ancora una volta, al vostro assoluto, democratico, sacrosanto diritto al dissenso.
E allora perdonatemi, ma quel cambio di rotta che insieme ad alcuni di voi abbiamo tanto spesso sognato, ahimè non ci sarà mai.

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