NON PIROMANI MA INCENDIARI

Caro direttore, questa lunga estate rovente ha fatto registrare in Italia incendi senza paragone per numero e devastazioni (oltreché per i morti saliti a cinque). E’ uno scempio che oltre ad impoverire il Paese è premessa di futuri danni, in una alleanza del fuoco con l’acqua incattivita perché non più trattenuta da un accogliente suolo boschivo. Li chiamano piromani ma il fenomeno è così imponente che deve attribuirsi ad una molteplicità di cause, dal cretino che non sa controllare la grigliata e gli sciagurati pecorai che cercano nuovi pascoli. Sono però soprattutto le vendette della criminalità organizzata e le torbide speculazioni sul fronte dell’ edilizia che finiscono per incrementare la gia dissennata cementificazione del nostro Paese. Certo sconvolge e induce a tristi considerazioni sulla natura umana, l’esistenza di tanti esseri che non sono nemmeno sfiorati, dal senso della bellezza, dall’incanto di paesaggi che con i monumenti artistici contribuiscono alla favoleggiata immagine dell’ Italia. Sappiamo che ci sono 300 persone denunciate per questi misfatti ma la notizia anziché confortare, suscita un tetro umorismo, una sorda indignazione. Esiste una legge del 2000 che punisce l’ incendiario, così devono chiamarsi (non piromani cioè senza attenuanti di ordine patologico), con la reclusione da 4 a 10 anni. Ma non si è mai saputo che qualcuno dei criminali sia stato condannato o sconti qualche anno di galera. Ci si chiede perché, di fronte a tale grave emergenza, chi viene colto sul fatto non venga processato per direttissima, condannato ad una salatissima multa, “accarezzato” in caserma quindi recluso per anni in prigioni sicure. E’ sconcertante leggere che la settantenne avellinese colta in flagrante mentre spargeva candele accese in un bosco si trovi agli arresti domiciliari. E’ comprovato che il fattore innescante è sempre la mano dell’ uomo: il 60% dei roghi è infatti di origine dolosa e il restante 40% colposo; le leggi ci sono mettiamole seriamente in pratica combattendo politici conniventi, magistrati cavillosi,i giustificazionisti a oltranza, speculatori dal fuoco facile, gli ingenui e verbosi redentori e dulcis in fundo quella che viene definita la mafia dei boschi.
Cordialmente
Paolo Pagliani

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