Nemmeno i fiori finti si salvano, se sono belli!

Spett.le redazione, scrivo per portare all’attenzione dei cittadini un problema che probabilmente sussiste da parecchi anni, ma che rimane comunque irrisolto e che provoca rabbia e sconcerto nel momento in cui ci colpisce personalmente. Si tratta dei furti di fiori al cimitero. Fiori che sono strettamente a ridosso delle lapidi dei nostri cari defunti. Ultimamente molte persone a me vicine si sono lamentate del fatto che, dopo pochi giorni dall’aver deposto una bella composizione, o un vaso particolarmente grazioso, questo è sparito nel nulla. La stessa sorte ha avuto l’oggetto che ha sostituito il primo, a voler perpetrare l’atto illecito e l’offesa verso il defunto e la sua famiglia.
Nemmeno i fiori finti si salvano, se sono belli! Inutile interrogarsi sulle motivazioni che possono aver spinto una persona a compiere un atto così vergognoso e di tale bassezza, considerando che i fiori non sono beni di prima necessità, ma che sottraendoli si ruba un oggetto ricco di significato per chi lo dona, un senso di continuità e di conforto, una specie di “carezza” ad un nostro caro con cui possiamo comunicare affetto  e partecipazione.
E non sono valsi i biglietti di protesta affissi dai parenti derubati al fianco delle lapidi e neppure i cartelli dissuasivi all’ingresso del cimitero, a proclamare la presenza di telecamere di controllo, che tutti ben sappiamo non ci sono! Correggetemi se sbaglio.
Mia cugina, offesa per l’ennesima volta dal veder sparire i fiori che poneva davanti alla sua povera madre, non volendosi arrendere all’eventualità di non portare più nulla, si è rivolta alle forze dell’ordine per sporgere denuncia contro ignoti, ma non ha potuto procedere, in quanto “non si sa chi sia il colpevole” e “questi sono dei poveretti, persone malate”….    Consapevole che le nostre forze dell’ordine hanno altre priorità e prediligono giustamente la mediazione in certi casi particolari, vorrei però ricordare ai ladri di fiori che il loro atto di sottrazione si chiama furto e che è punibile dalla legge con la reclusione da sei mesi a tre anni e con una multa da 154 a 516 euro. Inoltre potrebbe esserci l’aggravante, visto che il furto è commesso su cose esposte per consuetudine, per destinazione a pubblica fede o reverenza.
Rivoltasi ai responsabili del servizio cimiteriale, mia cugina ha trovato risposta in un progetto di chiusura del cimitero nelle ore di minor affluenza, ore in cui presumibilmente i ladri agiscono meglio. Tale chiusura avrà comunque un costo per il comune, considerando che un addetto dovrà recarsi più volte a chiudere ed aprire i cancelli e ciò spiace molto, soprattutto riflettendo sui tempi difficili in cui ci troviamo. Nel mio piccolo sono portata a pensare che un atto incisivo, diretto soprattutto ai ladri, potrebbe spingerli a desistere dal rubare e a farsi curare da tale  vergognosa “malattia” perchè, dopo aver pagato una multa salata, forse i fiori non eserciterebbero tanta attrattiva sui “poveri malati”.
Intanto, cari cittadini novellaresi, apriamo bene gli occhi, nell’attesa che arrivi quel momento in cui potremo portare un regalo ai nostri cari senza dover contare i giorni dalla sua sparizione, giorno in cui finalmente i ladri di fiori risponderanno ad un barlume di coscienza.

Monica Guidetti

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