Davoli abbigliamento, terza generazione… e non è finita!

Continuiamo la scoperta dei negozi storici di Novellara e invitiamo altri negozianti non raggiunti a contattarci per

Questa settimana incontriamo i simpatici titolari del negozio d’abbigliamento Davoli che sono pronti alla quarta generazione…chissà!
GIUSEPPE e MARIA (genitori)
Come è iniziata l’attività? 
Mia madre, “Bruna d’Elia”, aprì nel 1952 dove ora c’è la  pasticceria Angolo, con  merceria e filati, dopo alcuni anni si trasferì dove siamo tuttora aggiungendo, alla proposta di merceria e filati, abbigliamento e intimo.
Come erano i novellaresi una volta?
Ai novellaresi è sempre piaciuto “fer dal ciacer”, che fosse dal barbiere, bar o nei negozi.  Purtroppo, con la società veloce di oggi, il tempo è sempre meno. La cosa che mi dispiace, abitando in piazza, è che non esiste più “il giro”, specialmente la sera.
Quando non c’erano gli ipermercati contro chi dovevate misurarvi rispetto ai prezzi al cliente?
Anni fa, senza tutti questi centri commerciali c’erano sicuramente meno problemi di concorrenza, l’unica era quella del negozio del collega o del mercato settimanale, ma era sicuramente più leale ed equa.
Come si viveva la piazza una volta?
La piazza era vissuta come vero centro del paese, essendoci meno attrazioni esterne e meno auto la gente girava, sostava e socializzava nei giardini o sotto i portici, il periodo degli “Empori della Rocca” è stato bellissimo!
Un episodio divertente di una volta…
Il bello è che lavorando a contatto con la gente di aneddoti ce ne sarebbero tanti, ma voi cosa rispondereste alla richiesta di  guanti color “terra d’africa”… direste forse: “di che zona dell’Africa?” O una signora che, alla mattina presto, ci ha chiesto l’uso dello spogliatoio e, non uscendo,  poi ci siamo accorti che stava facendo colazione munita di gavetta piena di caffelatte e pane.
NICOLETTA (figlia)
Perché hai deciso di continuare l’attività?
Io ci sono praticamente nata dentro, ho sempre giocato in negozio o sotto il portico, in piazza, e crescendo è stato naturale continuare senza neanche pensare ad altro…
Come sono i novellaresi? 
In fondo i novellaresi non sono cambiati, piace ancora molto la chiacchiera e le attività commerciali sono ancora considerate “Radio Bugadèra”. Mi spiace solo notare che la gente, frequentando i centri commerciali, stia perdendo l’uso del saluto quando entra o esce dal negozio.
Come reggete il confronto con i prezzi degli iper?
E’ impossibile! Si cerca di diversificare marchi o articoli cercando di essere sempre disponibili e cortesi verso il cliente. A differenza dei negozi nei centri commerciali, dove la maggior parte della gente viene attirata da articoli civetta, per noi è indispensabile creare un rapporto di fiducia e dialogo.
Qual è oggi una cosa bella della piazza?
Sicuramente per me sono i portici. E’ l’unico posto dove ancora si vede gente che fa la “vasca”. Mi piace attraversarli e trovare sempre qualcuno da salutare. Mi ricordo, anni fa, come era vivace il giardino che a seconda dell’orario variava d’età.
Un episodio divertente di poco tempo fa…
Il difficile è restare seri quando, non più abituati a parlare il dialetto, alcuni lo italianizzano.

Simone Oliva

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