PER LO SBALLO CERCHIAMO L’ANTIDOTO

Egr. Direttore,
dai dati raccolti dal laboratorio di medicina legale dell’Università di BO negli anni 2010 e 2011, su campioni di sangue prelevati da soggetti coinvolti in incidenti stradali, viene fotografata una realtà regionale che, sebbene in linea con il resto d’Italia, è seria e preoccupante.
Sono aumentati i giovani che, al disotto  dei vent’anni, vengono sanzionati perché sorpresi alla guida di macchine e motorini con un valore di alcol nel sangue superiore al limite consentito per legge.
Occorre ribadire che il tessuto cerebrale di persone così giovani non è ancora completamente formato e l’abuso di sostanze alcoliche può creare danni irreversibili. Se i giovanissimi causano motivi di preoccupazione molto gravi, tuttavia le persone tra i venti e quaranta anni non sono da meno: questa è una fascia di età dove si concentra il maggior numero di campioni con valori alcolici superiori a 0,5 gr. per litro. Non solo alcol ma anche droghe, un uso irresponsabile dei farmaci e sostanze stupefacenti si ingeriscono per allontanarsi da problemi che si credono insormontabili. Questi giovani non sono abbastanza fiduciosi in se stessi e tendono ad adeguarsi ai compagni che vedono nelle  droghe e nell’alcol, un modo per socializzare più facilmente. Il ruolo che gioca la scuola in questa situazione è fondamentale, perché è lì che gli adolescenti passano la maggior parte del loro tempo e socializzano ogni giorno. Gli insegnanti ed il personale scolastico devono contribuire a formare i ragazzi nel migliore dei modi ma le famiglie devono collaborare e essere più presenti nella educazione dei loro figli. Altrimenti ogni sforzo risulterà inutile, nonostante il lodevole aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, l’impegno dei medici e di Associazioni varie, che si adoperano per far conoscere i rischi e le sanzioni, anche penali, a cui si può andare incontro. Credo che partendo dai banchi di scuola si possa arginare questo triste fenomeno.
Cordialmente
Paolo Pagliani

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