DIGNITÀ : PAROLA ABUSATA

Caro direttore,
ultimamente sento spesso (troppo) pronunciare la parola dignità, che vorrebbe significare, rispettabilità, decoro, in particolar modo da parte di politici indagati, da indiziati per corruzione, soggetti alle prese di oscure intercettazioni,  concussori e nel campo educativo anche di certi genitori. Sono tanti gli atteggiamenti che contrastano questa parola “dignità “, come cercare di  umiliare chi ti è di ostacolo alla carriera, mortificare una persona debole, corrompere per avere vantaggi personali, costringere ad azioni ignominiose altri per far brillare se stessi, spargere continuamente calunnie; questi sono – e tanti altri – i condimenti dei rapporti umani in un mondo che ama i veleni. Basta solo assistere alle liti televisive, alla prassi dello spettacolo di  <<reality >>  in cui si fa a gara nel mostrare il peggio di sé, (basta guardare le recenti elezioni Amministrative ! ), per demolire l’altro. Il <<contrasto>> inizia qui, nella mancanza di dignità personale e di rispetto per il vicino, nell’abitudine al disprezzo e al motteggio, nell’impudenza e nella sfrontatezza. La vera dignità di una persona non è solo nel saper prevalere ad ogni costo con le proprie capacità, ma è quella di educare se stessa a entrare nel mondo con fermezza e dolcezza, con ragione e passione, con una presenza che contempli però, riserbo, rispetto e discrezione.

Buona settimana              
Paolo Pagliani 

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