La novità di una mostra su Augusto al raduno dei Nomadi fans in Rocca

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Venerdì 24 e sabato 25 giugno la terza edizione della Primavera nomade del fans club “La nostra terra”.
L’Associazione Augusto per la vita presenta in prima assoluta la mostra “Il canto nomade di un poeta vagabondo”

di Franco Malaguti

Augusto se ne è andato il sette ottobre del 1992. Leggiamo bene, 1992, quasi vent’anni fa in un secolo che ha visto guerre, regimi, lo sterminio che lui cantava in Auschwitz e quella che ora chiamano mondializzazione.
Augusto la anticipò con la voglia di lasciare (…io vagabondo) la sua pianura senza mai abbandonarla, come se già capisse l’impatto di telefono, radio, cinema e televisione sugli umori del mondo e con la rete di oggi che è solo mettere su uno schermo stesse colleganze.
Cantava, la creatività come diversità, il lasciarsi alle spalle le ipocrisie dei benpensanti, le convenzioni statiche di una società piena di conformismi.
Ci si comportava così, si vestiva così, ci si sposava così si pensava così, senza amore (cos’è?)
Le passioni appassite dal conformismo e dalle abitudini.
Chiediamoci il perché della impressionante longevità del suo messaggio, del calore che i suoi “Nomadi” mantengono dopo mezzo secolo e tutto fa pensare che continueranno a lungo.
Era il secolo delle aquile, come Augusto, che cantava “nel cielo della vita volerò”. Ora è il secolo degli avvoltoi che si buttano sugli avanzi, delle civette appollaiate e lugubri, dei gufi che temono la luce e dei pappagalli che ripetono e basta e che lui aveva già crudamente imbalsamato in un disegno memorabile che campeggia nella mostra che Novellara gli dedica questo mese.
Ora Rosanna Fantuzzi, sua compagna di vita e di pensiero, ha aperto la miniera impressionante di creatività e tenerezza del nostro ragazzo che ha disceso le scale della sua casa in via De Amicis per salire nel cielo dei poeti. Sarà esposta qui, nella sua Rocca, dove era avvenuto l’ultimo incontro con la sua gente .
Torniamo ad ascoltare le sue poesie, a guardare i suoi quadri, a riscorrere i sorrisi dolci delle sue fotografie più vive che mai. E i pensieri straziati dell’esercito ammutolito dei suoi fans, i ragazzi che sognano di “vagabondare” e ora possono farlo, tra tutte le diversità.
L’associazione “Augusto per la vita” con il suo ricordo fa cose meravigliose per la ricerca contro il tumore che ce l’ha portato via. Ma Augusto è restato qui a dirci la sua. Nell’ultimo pannello scrive appunto: “ ma che film… la vita”.

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