E se accadesse un incidente a una centrale Nucleare?

Mappa dei siti candidati al nucleare

La storia ha già mostrato la gravità delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari. Le radiazioni a cui la popolazione viene esposta causano un maggiore rischio di morte per leucemia e tumore. L’incidente di Chernobyl è dimostrazione che può accadere.

Le scorie nucleari sono un aspetto critico del nucleare. Non possono essere distrutte e l’unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l’individuazione delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.

Il terrorismo il ricordo della tragedia dell’11 settembre 2001 ai grattacieli del World Trade Center è stato un duro shock per l’intera società occidentale. Il rischio che le centrali nucleari siano prese come obiettivi per atti di terrorismo o come bombe sporche è molto realistico. E’ lecito e razionale preoccuparsi.

Il trasporto di scorie e di materiale nucleare è uno degli aspetti più critici della questione “sicurezza”. Durante il trasporto, oltre all’opposizione delle popolazioni che vedranno passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici.

RIPETO – Non esiste il modo per distruggere le scorie delle centrali nucleari.

3 Comments

  1. Ho ragione a preoccuparmi.
    http://www.corriere.it/esteri/11_marzo_11/centrali-atomiche-giappone_6a72e596-4c05-11e0-b2c2-62530996aa7c.shtml
    11 marzo 2011
    Giappone: possibile fuga radioattiva
    da una centrale nucleare
    Aumento di radioattività nell’edificio che ospita le turbine del primo reattore della centrale di Fukushima

    Gli Usa inviano liquido di raffreddamento

    Giappone: possibile fuga radioattiva
    da una centrale nucleare

    Aumento di radioattività nell’edificio che ospita le turbine del primo reattore della centrale di Fukushima

    MILANO – Una piccola fuga radioattiva potrebbe verificarsi nella centrale di Fukushima 1. Lo ha detto il ministro dell’Industria giapponese, citato dalle agenzie di stampa nipponiche. Le autorità si preparerebbero infatti a rilasciare vapore radioattivo per fare abbassare la pressione salita troppo, ha precisato l’agenzia Kyodo. In precedenza la stessa agenzia aveva detto che era aumentato il livello di radiazione all’interno dell’edificio che ospita la turbina dell’impianto nucleare, danneggiato nel terremoto. Gli Stati Uniti hanno inviato in Giappone liquido di raffreddamento. Lo ha reso noto segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Secondo l’agenzia Kyodo il primo ministro Naoto Kan potrebbe recarsi alla centrale per un’ispezione.

    ALLARME – In precedenza, il capo di gabinetto del governo giapponese, Yukio Edano, aveva detto che la situazione nella centrale nucleare di Fukushima 1 era sotto controllo. L’ente che gestisce la centrale aveva spiegato che le acque di raffreddamento del reattore si erano abbassate a un livello inquietante, ma un camion equipaggiato con materiale adatto a ristabilire la situazione aveva rapidamente raggiunto la centrale, aveva diffuso l’agenzia Jiji. Le autorità giapponesi hanno comunque emesso un ordine di sgombero per 6 mila abitanti entro un raggio di 3 km dalla centrale e sono state messe in stato di allerta le truppe anti-contaminazione. Un incendio è stato domato presso la turbina della centrale di Onagawa. In tutto sono stati undici i reattori atomici che si sono arrestati automaticamente dopo l’arrivo delle prime scosse.

    WWF – Il Wwf è «molto preoccupato» per le notizie che arrivano dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) dell’innalzamento del livello di allerta per la centrale nucleare di Fukushima. Il Wwf in una nota «si augura che non ci siano danni e che il Giappone non debba di nuovo confrontarsi con un ulteriore, drammatico problema provocato dal nucleare» e chiede «che venga garantita la massima trasparenza, tempestività e accuratezza dell’informazione».

    Giappone: possibile fuga radioattiva
    da una centrale nucleare
    Aumento di radioattività nell’edificio che ospita le turbine del primo reattore della centrale di Fukushima

    Gli Usa inviano liquido di raffreddamento

    Giappone: possibile fuga radioattiva
    da una centrale nucleare

    Aumento di radioattività nell’edificio che ospita le turbine del primo reattore della centrale di Fukushima

    MILANO – Una piccola fuga radioattiva potrebbe verificarsi nella centrale di Fukushima 1. Lo ha detto il ministro dell’Industria giapponese, citato dalle agenzie di stampa nipponiche. Le autorità si preparerebbero infatti a rilasciare vapore radioattivo per fare abbassare la pressione salita troppo, ha precisato l’agenzia Kyodo. In precedenza la stessa agenzia aveva detto che era aumentato il livello di radiazione all’interno dell’edificio che ospita la turbina dell’impianto nucleare, danneggiato nel terremoto. Gli Stati Uniti hanno inviato in Giappone liquido di raffreddamento. Lo ha reso noto segretario di Stato Usa Hillary Clinton. Secondo l’agenzia Kyodo il primo ministro Naoto Kan potrebbe recarsi alla centrale per un’ispezione.

    ALLARME – In precedenza, il capo di gabinetto del governo giapponese, Yukio Edano, aveva detto che la situazione nella centrale nucleare di Fukushima 1 era sotto controllo. L’ente che gestisce la centrale aveva spiegato che le acque di raffreddamento del reattore si erano abbassate a un livello inquietante, ma un camion equipaggiato con materiale adatto a ristabilire la situazione aveva rapidamente raggiunto la centrale, aveva diffuso l’agenzia Jiji. Le autorità giapponesi hanno comunque emesso un ordine di sgombero per 6 mila abitanti entro un raggio di 3 km dalla centrale e sono state messe in stato di allerta le truppe anti-contaminazione. Un incendio è stato domato presso la turbina della centrale di Onagawa. In tutto sono stati undici i reattori atomici che si sono arrestati automaticamente dopo l’arrivo delle prime scosse.

    WWF – Il Wwf è «molto preoccupato» per le notizie che arrivano dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) dell’innalzamento del livello di allerta per la centrale nucleare di Fukushima. Il Wwf in una nota «si augura che non ci siano danni e che il Giappone non debba di nuovo confrontarsi con un ulteriore, drammatico problema provocato dal nucleare» e chiede «che venga garantita la massima trasparenza, tempestività e accuratezza dell’informazione».

  2. Catastrofe nucleare di Fukushima: allarmanti le prime misurazioni indipendenti della radioattività

    LIVORNO. Réseau “Sortir du nucléaire”, la rete delle associazioni antinucleari francesi, dà notizia che 6 giornalisti indipendenti della Japan visual journalist association (Jvja), tra i quali Ryuichi Hirowaka, il direttore di “Days Japan”, il 13 marzo alle 10,20 sono riusciti ad arrivare al municipio di Futaba (nelle foto), a 2 km dalla centrale di Fukushima Daiichi, per misurare la radioattività con tre contatori Geiger. Si tratta probabilmente della prima misurazione indipendente rispetto a quelle del governo e della Tepco, l’azienda che gestisce le centrali, delle quali in Giappone nessuno sembra fidarsi davvero.

    “Sortir du nucléaire” si complimenta con i giornalisti giapponesi «Per il loro coraggio ed i rischi che hanno preso per fare il loro mestiere» e poi passa a dar conto di quello che hanno riscontrato: «Al Comune di Futaba, situato a 2 km dalla centrale di Fukushima Daiichi, la radioattività supera la capacità di misurazione di alcuni dei contatori Geiger (Beiger Cpuntr DZX2, Victoreen 209-SI e MyRate Prd-10) impiegati dai giornalisti giapponesi. Con l’aiuto di un contatore Victoreen 209-SI, la dose rate è stata misurata a 10 milli-Röntgen/ora (cioè 0,1 mSv/h, il che significa che un cittadino giapponese riceve la dose annua tollerata in Francia nello spazio di 10 ore)».

    Le misure rivelate con altre due apparecchiature variano da 20 a 1.000 micro-sievert all’ora (da 0,02 a 1 mSv/h). Un mSv rappresenta il livello del limite annuo autorizzato in Francia per l’esposizione della popolazione all’irradiamento radioattivo artificiale. In una sola ora un giapponese riceve la dose massima annuale.

    Ryuichi Hirokawa, il giornalista che ha effettuato la misurazione, ha dichiarato: «Quando ho fatto un reportage a fine febbraio 2011 a Cernobyl, il tasso di radioattività era di 4 milli-Röntgen/ora (0,04 mSv/h) a 200 metri dal reattore incidentato. Nella città di Pripyat, a 4 km dal reattore di Cernobyl, il livello era di 0,4 milli-Röntgen/h».

    Secondo “Sortir du nucléaire”, le informazioni dei reporter di Jvja «Accreditano un livello di radioattività drammaticamente elevato in un perimetro esteso intorno alla centrale, le cui conseguenze sanitarie non potranno essere che molto gravi. Ricordiamo che la radioattività raggiungeva questa mattina (ieri per ci legge, ndr) un livello 400 volte superiore al normale nella prefettura di Miyagi, distante 80 km dalla centrale di Fukushima Daiishi».

    Le autorità giapponesi assicurano fin dal primo momento di star per mettere sotto controllo la situazione, ma intanto esplosioni e blocchi delle attrezzature si sono susseguiti in 3 centrali. Réseau “Sortir du nucléaire” non ha dubbi: «Il governo giapponese cerca di minimizzare per quanto possibile la gravità della catastrofe nucleare in corso e il rilascio di radioattività nell’ambiente». Ma ce n’è anche per il governo francese, che pure ha detto ai suoi concittadini di abbandonare Tokyo perché il rischio nucleare è concreto: «Con la riunione ministeriale di sabato 12 marzo e il tentativo di disinformazione del ministro dell’industria Éric Besson, la macchina per soffocare l’informazione si è già messa in marcia, anche in Francia. La catastrofe nucleare giapponese dimostra, se ce ne fosse stato ancora bisogno, la gravità del pericolo che il nucleare fa correre alle popolazioni. E’ intollerabile che la gente, in Giappone come in Francia, sia ostaggio del rischio nucleare permanente La sola posizione politica responsabile è quella di avviare un piano di uscita dal nucleare».

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